Nascono i Pepp (Pan-european personal pension)

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padoanIl Salone del Risparmio che si è aperto ieri a Milano e termina oggi 8 aprile è stato aperto per il secondo anno consecutivo dal ministro del Tesoro Padoan. Non poteva cadere in un momento migliore la manifestazione di quest’anno. Doveva celebrare la ripresa economica ed invece proprio il giorno avanti, per l’ennesimo crollo dei titoli bancari, la borsa aveva perso il 3%. I punti del Mibtel da 24.000 punti dell’inizio dell’anno in soli tre mesi sono crollati a 17.000 punti. E l’anno è ancora lungo da passare se vi aggiungiamo le nefaste previsioni fatte ieri da Draghi su un possibile nuovo shock per la zona euro.
La manifestazione, come ha illustrato il suo responsabile Jeanluc Gatti, rimane il più importante evento italiano dedicato al settore del risparmio gestito. Organizzata da Assogestioni, si propone di favorire lo sviluppo di relazioni commerciali all’interno del mercato, rafforzare l’identità del settore del risparmio gestito e contribuire alla sua crescita.

Inoltre ha l’obiettivo di creare uno spazio dove i diversi protagonisti del mercato possano condividere le proprie esperienze e proporre nuove idee. Durante i tre giorni sono stati previsti numerosi appuntamenti, tra cui conferenze e seminari organizzati dalle associazioni e dalle istituzioni partner, corsi di formazione gratuiti (per i quali è stato richiesto l’accreditamento a EFPA Italia), incontri e iniziative di educazione finanziaria: un’agenda animata dagli interventi di relatori provenienti principalmente dall’industria e dalle istituzioni, ma anche dal mondo dei media e della società civile.

Quella di oggi è la giornata dedicata all’educazione finanziaria e che accoglie anche gli studenti delle scuole superiori italiane. In questo contesto non si poteva non parlare di pensioni, o meglio di previdenza complementare. Quel pilastro che, nonostante i tanti sforzi informativi, proprio non riesce a decollare, perlomeno in Italia .
La conferenza di chiusura dell’evento sarà interamente dedicata alla nuova sfida dei prodotti pensionistici individuali. Una sfida da attuarsi attraverso la creazione di un prodotto standardizzato, regolato a livello europeo, con caratteristiche che lo rendano distribuibile in tutti i Paesi dell’Unione europea.
I Pepp (Pan-european personal pension), questo l’acronimo scelto dalla Commissione per i nuovi prodotti standardizzati, dovrebbero assumere le caratteristiche di un “contenitore”, uguale per tutti i cittadini europei, strutturato come uno strumento flessibile, capace di rispondere alle molteplici esigenze previdenziali, soprattutto quelli sprovvisti di una copertura previdenziale di secondo pilastro. I nuovi prodotti previdenziali europei, focalizzati su una gestione life-cycle, potrebbero contenere anche fondi comuni, polizze e altri prodotti finanziari, le cui caratteristiche sono definite sulla base delle esigenze previdenziali e del profilo di rischio dei singoli risparmiatori. Uno dei nodi più complessi di questo processo sarà quello fiscale: il regime applicabile ai Pepp dovrebbe garantire almeno i benefici fiscali a oggi riconosciuti, a livello nazionale, a prodotti della stessa natura. Ma, allo stesso tempo, dovrebbe essere prevista una tassazione agevolata e differita uniforme tra i vari Paesi Ue.
La nascita di un terzo pilastro con queste caratteristiche diventa cruciale anche per il futuro dell’economia: i Pepp rientrano nel progetto di costruzione di un mercato dei capitali unico a livello europeo che pone un forte accento sugli investimenti di lungo periodo e sul ruolo che investitori istituzionali e fondi di investimento possono rivestire per la crescita economica dell’Unione europea, in particolare erogando direttamente il prestito alle imprese. Un progetto che mette il risparmio al centro del futuro economico della stessa Ue e, proprio per questo motivo, l’edizione 2016 del Salone del Risparmio dedica la plenaria di chiusura al mondo dei Pepp.

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