Il duplice controllo sulle Casse dei Professionisti

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Lo scorso 11 aprile 2016 c’è stata l’audizione del Presidente facente funzioni della Covip, Francesco Massicci alla Commissione lavoro della Camera dei deputati in merito al potenziamento dei controlli sulle cosiddette Casse Pensioni dei professionisti.
Ogni tanto gli enti di previdenza dei liberi professionisti sono nell’occhio del ciclone per una serie di motivi riconducibili da una parte alla lotta con l’Inps che vuole inglobarli e nel frattempo costringe moti a versare una duplice contribuzione, dall’altra il governo per lo stesso motivo, perché non ne accetta la privatizzazione e di fatto li considera appendice dell’Inps. Gli attacchi per avere un maggiore impatto mediatico come è prassi vengono portati agli investimenti. Ora riguardano quelli fatti dall’Inpgi, ora dall’Enpam ora dall’Enasarco e così via.
Gli Enti di Previdenza ed Assistenza dei Liberi Professionisti sono state privatizzate con la legge finanziaria del 1994 (L. n. 537/1993 e d.lgs. n. 509 del 30 giugno 1994), ed erogano prestazioni di primo e di secondo pilastro, cioè la pensione obbligatoria e quella complementare.

Sono 22 e vanno dalla Cassa nazionale di previdenza e assistenza avvocati e procuratori legali, a quella dei dottori commercialisti, geometri, ingegneri e architetti ai giornalisti italiani (INPGI). In effetti 22 enti di previdenza, alcuni con pochissimi iscritti, sono un numero elevato, ma poiché per funzionare non hanno bisogno di denaro pubblico, non dovrebbe importare a nessuno. Invece, più si va avanti e più i margini di azione di queste casse sono state ridotte, fino a che il loro essere casse privatizzate è solo per modo di dire. Pur non gravando in alcun modo sul bilancio statale, sono stati comunque inclusi nella spending review e di fatto sono considerati degli enti pubblici non economici a tutti gli effetti, come l’Inps e l’Inail. Questo spinge sovente il parlamento a presentare documenti, risoluzioni ed ordini del giorno che chiedono maggiori controlli. Per questo motivo, lo scorso 11 aprile 2016 si è tenuta l’audizione del Presidente facente funzioni della Covip, Francesco Massicci alla Commissione lavoro della Camera dei deputati in merito al potenziamento dei controlli sulle cosiddette Casse Pensioni dei professionisti segnalatamente peer riferire sulla risoluzione dell’on. Lombardi che sollecita l’impegno del Governo affinché siano affidati alla COVIP maggiori poteri di vigilanza e controllo, nonché potestà regolamentare e sanzionatoria nei riguardi delle casse professionali e quella dell’on. Di Salvo che sollecita il Governo affinché i controlli sugli Enti siano affidati ad “un unico organismo specializzato”, in possesso di elevate competenze di carattere finanziario, che si occupi sia delle attività di carattere regolatorio, per quanto concerne il controllo dei principali atti organizzativi, sia delle funzioni ispettive e di vigilanza sulle attività svolte, compresa la possibilità di acquisizione di documenti e di informazioni relative all’attività, sia dell’irrogazione, con tempestività ed efficienza, di eventuali sanzioni. Nella risoluzione dell’on. Baldassarre si sollecitano, infine, interventi di carattere ispettivo su alcuni specifici profili concernenti il patrimonio degli Enti.
Nel condividere in termini generali l’obiettivo delle risoluzioni, la Covip ha fatto alcune precisazioni.
Gli Enti in questione gestiscono ingenti risorse per l’erogazione del trattamento pensionistico obbligatorio di oltre due milioni di iscritti e beneficiari. Al 31 dicembre 2014, le attività totali detenute dagli Enti ammontavano, a valori di mercato, a 71,9 mld di euro, in aumento di 6,3 mld di euro rispetto alla fine del 2013 (pari al 9,6%). L’attuale assetto dei controlli sugli Enti, è in linea con la natura e con la finalità propria degli stessi. Essi, diversamente dai fondi pensione, svolgono infatti la duplice funzione di una cassa pensione obbligatoria di “di primo pilastro” e di fondo pensione complementare di “secondo pilastro” per coloro che vi aderiscono. Il legislatore ha infatti attribuito alla competenza della COVIP, quale Autorità per legge già preposta alla verifica della sana e prudente gestione del risparmio previdenziale privato (c.d. “di secondo pilastro”), anche il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e sulla composizione del patrimonio degli Enti (art. 14, comma 1, del D.L. n. 98 del 2011), mentre relativamente agli aspetti più strettamente previdenziali i controlli fanno capo ai Ministeri vigilanti (Ministero del lavoro e delle politiche sociali e Ministero dell’economia e delle finanze).
Trattandosi di Enti preordinati alla gestione di risparmio previdenziale pubblico, appare infatti evidente come i poteri regolatori e di controllo in materia di previdenza obbligatoria,  ad esempio, in ordine alla contribuzione, alle prestazioni e all’accesso al trattamento pensionistico così come della verifica della sostenibilità finanziaria di lungo periodo e di governance degli Enti – non possano che essere esercitati dallo Stato e per esso dai Ministeri competenti.
Diversamente, l’attività più prettamente inerente la vigilanza e il controllo sugli investimenti e sul patrimonio degli Enti può opportunamente essere attribuita ad una Autorità amministrativa indipendente, in ragione della necessità di garantire, nel loro espletamento, competenze tecniche altamente specialistiche, per la tutela del risparmio previdenziale tipico della COVIP, chiamata istituzionalmente ad operare in termini di “vigilanza sociale” per il futuro e il benessere delle famiglie.
Si reputa poi utile evidenziare che, pur in presenza di un quadro normativo, per certi versi, vecchio e incompleto, la COVIP – da quando le è stata conferita il controllo sugli investimenti delle risorse finanziarie e del patrimonio degli Enti privatizzati – ha comunque svolto una rilevante attività di vigilanza che ha contribuito a migliorare la gestione degli Enti stessi.
Nel momento in cui entrerà in vigore la nuova disciplina sugli investimenti, nella quale sono previsti specifici limiti all’esposizione immobiliare degli enti, la COVIP potrà effettuare valutazioni più precisesulle iniziative adottate per il progressivo rientro nell’ambito dei limiti previsti.

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