La relazione su bilanci Inps, un ente autoreferenziale

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E’ stata presentata alla stampa il 30 giugno 2016, presso Palazzo San Macuto, la Relazione sui bilanci dell’INPS: “Relazione sui bilanci consuntivi 2011-2012-2013-2014, sui bilanci preventivi 2012-2013-2014-2015 e sul bilancio tecnico attuariale al 1° gennaio 2014 dell’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS)”.
La relazione è stata approvata all’unanimità, dalla Commissione Parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale.

Il relatore, Morassut, ha evidenziato alcuni aspetti della relazione, relativi alla governance, all’esigenza del ricambio generazionale, al rapporto produttività / costo del funzionamento dell’Istituto, all’accertamento della riscossione dei crediti e in particolare ai crediti non esigibili e all’equilibrio finanziario del sistema previdenziale. L’evasione di contributi previdenziali, dal 2000 a oggi, ammonta a 157,2 miliardi di euro. L’Inps ha affidato a Equitalia l’incarico di recuperare 141 miliardi di questa somma, anche se 90 miliardi, il 64% del totale, sono considerati “crediti difficilmente esigibili. Considerati attività se tolti dal bilancio aggraveranno la situazione economica finanziaria dell’ente. E’ indubbio che l’aumento esponenziale dei crediti in sofferenza è dovuto in gran parte alla crisi economica che ha fatto chiudere molte aziende.
I nodi sono noti8 e se non si interviene con urgenza, sul carattere della sostenibilità alla separazione fra previdenza ed assistenza, sul ripianamento del disavanzo dovuto all’incorporazione dell’Inpdap e sul piano funzionale al varo della nuova governance. Temi non nuovi che le cifre fatte ieri rendono urgenti e drastiche le soluzioni. Ma anche qui si tira a campare. La rivoluzione copernichiana annunciata da Boeri non si sa che fine abbia fatto, tanto per citare un esempio. In più sembra che ci sia una faida fra il presidente ed il Direttore Generale dell’ente. Non a caso la Commissione in proposito giudica l’Inps un ente autoreferenziale.
Dei circa 400 miliardi del bilancio Inps per pagare le pensioni, 100 miliardi, un quarto della spesa arriva dai trasferimenti dello Stato e quindi dalla fiscalità generale. Un somma che tende a crescere da qui al 2023 di circa il 10% annuo (circa 10 miliardi). Il bilancio dell’Inps rappresenta un quarto del Pil nazionale.
Tuttavia, prosegue la commissione “secondo le proiezioni e sulla base degli esiti della riforma Fornero, dei parametri a disposizione e del fatto che attualmente, soprattutto a causa del blocco del turn over, rilevante è il peso che esercita il mondo dei dipendenti pubblici sul carico pensionistico (riduzione dei contributi e aumento delle prestazioni), si calcola che l’aumento a carico della fiscalità generale possa crescere del 10 per cento all’anno fino almeno al 2023.

c.l.

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