Il crollo delle pensioni del 34% pone l’urgenza della flessibilità in uscita

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I dati Inps sul monitoraggio dei nuovi pensionamenti è inquietante. Occorre subito ridare la possibilità ai lavoratori dipendenti di andarsene prima.
Gli incontri governo-sindacati su7lle modifiche delle regole pensionistiche vanno avanti e continueranno anche ad agosto, si dice. Ma il nodo centrale quello dei pensionamenti anticipati finora è ancora ancorato alla proposta del prestito pensionistico. I flussi di pensione del 2015 e del primo semestre 2016 resi noti dall’Inps il 21 luglio 2016, comunque imporrebbero una certa urgenza.
Il monitoraggio comprende la liquidazione dei nuovi trattamenti pensionistici nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti nel complesso (comprensivo delle contabilità separate e degli ex Enti creditizi) e nelle gestioni autonome dei Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, degli Artigiani, dei Commercianti e dei lavoratori Parasubordinati. Gli Assegni Sociali diminuiscono del 46%.
Dalla rilevazione effettuata al 2 luglio 2016, risultano liquidati nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) 313.673 trattamenti con decorrenza 2015 e 110.576 con decorrenza nel primo semestre 2016. Per quanto concerne le gestioni dei lavoratori autonomi nel complesso sono state liquidate rispettivamente 199.499 pensioni con decorrenza 2015 e 65.363 con decorrenza nel primo semestre 2016. Si registrano inoltre 48.120 assegni sociali liquidati con decorrenza nel 2015 e 13.912 con decorrenza nel 2016.
Nel primo semestre 2016 c’è una contrazione delle liquidazioni rispetto agli analoghi valori riferiti all’anno precedente per effetto dell’adeguamento dei requisiti di età ed anzianità all’incremento di quatto mesi della speranza di vita registrato dall’Istat (- 34%). Si noti che questo adeguamento è intervenuto a partire dal mese di febbraio 2016 ed esaurisce il suo effetto mensile a partire dal mese di giugno 2016. Relativamente al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e alle Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi (con esclusione dei Parasubordinati) si evidenzia un’ulteriore riduzione del numero di liquidazioni per effetto dell’incremento del requisito di vecchiaia delle donne previsto dalla Legge 214 del 2011, rispettivamente pari a 18 mesi per le lavoratrici dipendenti del settore privato e un anno per le lavoratrici autonome.
Osservando i dati del primo semestre del 2016 rispetto a quelli del 2015, si rileva una minore consistenza delle pensioni di vecchiaia rispetto a quelle di anzianità/anticipate. Infine sempre in confronto al dato complessivo del 2015, nel primo semestre 2016 si registra nelle liquidazioni un peso superiore delle donne, ed una sostanziale stabilità della componente di trattamenti ai residenti del Nord.
Nel periodo gennaio-giugno 2016, l’età media totale di pensionamento (considerando cioè entrambi i generi) è risultata essere, nel FPLD, di 65,1 anni per la pensione di vecchiaia (era lo stesso livello nel 2015) e di 60,4 anni per la pensione di anzianità/anticipata (59,9 nel 2015). Per la gestione autonoma Coltivatori Diretti Mezzadri e Coloni, l’età media totale di decorrenza della pensione è – per il primo semestre 2016 – di 69,7 anni per la vecchiaia e di 60,4 per l’anticipata, mentre per il 2015 è stata, rispettivamente, pari a 68,2 e 59,9 anni.
Per gli Artigiani l’età media di pensionamento per il 2016 è di 66,1 anni per la vecchiaia (66,3 nel 2015) e di 60,9 anni per l’anticipata (60,4 anni per il 2015).
I commercianti sono andati in pensione di vecchiaia – in media – a 66,5 anni nel 2016 e a 66,4 anni nel 2015, mentre per la pensione anticipata i valori sono stati di 61,4 anni per il 2016 e di 61 anni per il 2015.
Infine, per quanto riguarda i Parasubordinati, dobbiamo considerare la sola pensione di vecchiaia, con un’età media alla decorrenza di 68,9 anni per il primo semestre 2016 e di 67,9 anni per il 2015.

c.l.

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