La scelta consapevole dell’investimento previdenziale: trasparenza e linguaggio semplice

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Nel risparmio previdenziale la vigilanza è sempre massima per la salvaguardia delle risorse dei lavoratori che si rivolgono a questo settore per avere una pensione complessiva, fra quella obbligatoria pubblica e quella dei fondi pensione, che consenta di avere un adeguato tenore di vita.

Oggi la vita dei fondi pensione è ancora più complicata. Mentre l’attenzione è tutta focalizzata sulla riforma della riforma Fornero, i rendimenti zero o sotto zero hanno rallentato la serie di rendimenti positivi degli anni scorsi. Si è alla ricerca di nuovi asset spostandoli dai titoli di debito all’economia reale: Abbiamo visto il primo esperimento fatto in Giappone come è andato a finire. Un disastro con una perdita di 52 miliardi.
I fondi pensione si ricorderà sono a prestazione definita (BC) ed a contribuzione definita (DC).
Per i Fondi a prestazione definita, si tratta di Fondi in cui è certa l’entità della prestazione finale mentre è variabile la misura della contribuzione richiesta e la scelta degli investimenti è sostanzialmente tutta a carico del Fondo. Quelli a contribuzione definita, la maggioranza dei fondi italiani, è predeterminata solo la contribuzione, mentre il risultato dipende da molte variabili, come gli anni di iscrizione, l’ammontare dei versamenti e soprattutto dei rendimenti finanziari. Con i sistemi a contribuzione definita, le scelte di investimento cadono sulle spalle dei lavoratori iscritti che spesso hanno una minima o nessuna educazione finanziaria. Essi devono scegliere fra le varie opzioni offerte, la cosiddetta scelta del comparto. I comparti di investimento in genere sono:

  • dinamici con maggiori rischi
  • prudenti con rischi bilanciati
  • garantiti con la garanzia del ritorno del capitale investito.

Pur se il sistema pensionistico complementare italiano si caratterizza per un livello di trasparenza tale da rappresentare un esempio di eccellenza sotto una occhiuta vigilanza della Covip, i lavoratori in genere si affidano perché credono nella bontà ed oculatezza delle fonti istitutive dei fondi. Anche perché la documentazione tecnica sottoposta al momento dell’adesione, oltre ad essere sterminata,  raramente è di facile comprensione Da qui l’esigenza di affinare, modificare il linguaggio ed avvicinarsi alla comprensibilità dell’aderente medio. Esiste una ’innegabile asimmetria informativa tra risparmiatori e professionisti del settore sulle caratteristiche e i rischi collegati ai prodotti finanziari non solo a livello di cultura generale, ma proprio come comprensibilità del discorso a livello di linguaggio corrente.

L’informativa fornita ai primi sovente è eccessivamente complessa, piena di tecnicismi e termini inglesi, che essendo per il settore linguaggio corrente, si tende ad ignorare che non sempre lo è per la gente comune.

I documenti consegnati al momento dell’investimento sono eccessivamente voluminosi, il contenuto troppo tecnico, come si è visto nel campo bancario, sovente il tecnicismo nasconde la limitazione delle responsabilità per gli emittenti, i collocatori e i gestori invece che aiutare i risparmiatori nell’ effettuare scelte adeguate.

C’è, innegabilmente, l’esigenza di una maggiore trasparenza. Il bisogno di trasparenza è ancora più rilevante e indispensabile nella previdenza complementare; soprattutto con riguardo alle forme pensionistiche a contribuzione definita nelle quali larga parte dei rischi (di investimento delle risorse accantonate, di inflazione, ecc.) come sopraricordato, è a carico degli aderenti.
Occorre intervenire a monte con indicazioni di carattere generale attraverso documenti che possono interessare tutti i cittadini, indipendentemente dall’adesione, e agli iscritti in ogni fase di partecipazione al fondo. Per la diffusione di materiale e informazioni relativi al funzionamento e all’andamento della gestione, i siti web svolgono una funzione rilevante e per questo la Covip ha da tempo scelto di fornire indicazioni molto precise. In particolare i siti dei Fondi devono avere :

• La pubblicazione di tutta la principale documentazione prodotta;

• includere sezioni riservate agli iscritti al fine di consentire il controllo della regolarità dei versamenti e della consistenza della posizione individuale, nelle quali mettere a disposizione informazioni analitiche sui contributi da ciascuno versati e sulla posizione complessiva maturata.

Per quanto riguarda alla fase di accumulo la Covip ha introdotto specifici strumenti informativi con l’obiettivo di aiutare l’aderente a controllare attivamente l’evoluzione del proprio piano previdenziale nel tempo, soprattutto con riguardo al profilo rischio/rendimento scelto e al livello di contribuzione fissato. Questi strumenti sono la Comunicazione periodica, documento che l’iscritto riceve ogni anno, di norma entro il mese di marzo, con l’aggiornamento della propria posizione previdenziale e il Progetto esemplificativo personalizzato, documento che l’iscritto riceve unitamente alla Comunicazione periodica. Contiene informazioni sull’evoluzione registrata dalla stessa posizione, dall’adesione fino al momento dell’invio (contributi versati, rendimenti conseguiti, eventuali anticipazioni percepite) e una stima dell’evoluzione futura calcolata sulla base delle effettive condizioni di partecipazione (livello di contribuzione scelto, linea o linee di investimento in cui confluiscono i versamenti, aspettative di crescita retributiva, costi praticati dal fondo, ecc.).

Il Progetto deve contenere il valore presumibile della prima rata della rendita pensionistica derivante dalla conversione del montante maturato a quella data.

Questi strumenti sono sufficienti a livello teorico, ma si deve accompagnare ad una diffusa educazione previdenziale per far diventare la complessa materia previdenziale patrimonio comune e non solo per pochi iniziati.

moi

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