E alla fine Ape fu. Accordo anche su Rita

Scritto il alle 08:45 da [email protected]

Ieri 28 settembre 2016 è stato firmato un accordo fra governo e sindacati sulla modifica di alcuni punti del vigente sistema pensionistico, frutto dell’ accavallarsi di diverse disposizioni che partono dalla legge Dini del 1995 e terminate al momento, con la legge Fornero del 2011.
L’accordo, chiamato prudentemente “verbale” perché attribuisce una neutralità non impegnativa da parte dei sindacati, sintetizza gli elementi di fondo emersi nel corso delle discussioni sulle problematiche previdenziali. In particolare al fine di favorire l’equità sociale, si legge nel verbale, di aumentare la flessibilità delle scelte individuali di eliminare gli ostacoli alla mobilità e di sostenere i redditi più bassi, alcune misure saranno adottate subito, Fase 1 ed altre dopo, Fase 2.
Anche se con degli evidenti mal di pancia da una parte sindacale, il governo incassa inusitatamente la firma o meglio la sigla delle Confederazioni sindacati a parti rovesciate. All’inizio del percorso avviato lo scorso mese di  maggio, quando nessuno se lo aspettava, era diffusa l’idea che il governo avrebbe ascoltato le parti  e poi deciso unilateralmente, invece oggi può sbandierare un accordo su un verbale “condiviso”. Non è cosa da poco in questo periodo.
Nel verbale di cinque cartelle, sono identificate le misure che saranno messe in campo nei prossimi tre anni, fra le quali l’Ape, l’intervento sui precoci,  l’estensione e l’aumento della quattordicesima per i pensionati con i redditi più bassi.
Ecco alcuni dettagli dell’intesa:
Uscita a 41 anni per precoci in difficoltà – Per chi ha lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà, come disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose . E’ quanto si apprende da fonti sindacali presenti all’incontro in corso al ministero del Lavoro. Sarebbe quindi questa la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.
Quattordicesima estesa a 3,3 milioni di persone – La quattordicesima sarà estesa a 3,3 milioni di persone, ovvero ai pensionati con redditi complessivi personali fino 1.000 euro al mese. Da questi il governo si aspetta un ritorno concreto in termini elettorali tale da far pendere la bilancia a favore dell’esito positivo del referendum.  Si tratta quindi di quasi 1,2 milioni in più rispetto alla attuale platea di beneficiari. La cosiddetta quattordicesima adesso riconosciuta ai pensionati con redditi complessivi personali fino a 750 euro mensili sarà estesa anche a coloro che hanno redditi fino a mille euro al mese (2 volte il trattamento minimo). Per coloro, 2,2 milioni, che hanno già il beneficio l’importo sarà aumentato, ma non è ancora stato definito il rialzo in base agli scaglioni di contributi versati. Nel complesso per l’aumento di chi già riceve la somma aggiuntiva si spenderà il 30% dello stanziamento dedicato a questo capitolo.
Ricongiunzioni – I lavoratori potranno esercitare il diritto alla ricongiunzione gratuita fra tutte le gestioni, ma niente viene detto per i professionisti iscritte alle Casse Privatizzate. La pensione sarà calcolata pro rata. In effetti è una sostanziale estensione della totalizzazione.
Lavori usuranti – si è convenuto di introdurre nuove e migliori condizioni di accesso al pensionamento.
Ma veniamo al clou dell’accordo, la flessibilità in uscita, l’Ape che nell’accordo viene chiamato chiaramente “strumento finanziario” e non strumento previdenziale..

Al primo accenno di questo nuovo prodotto finanziario che sembrava un’aberrazione totalmente modificativa del  concetto che ci eravamo fatti dall’800 in poi, attorno al principio della solidarietà ( è ovvio che l’Ape è una opzione individuale equiparabile ad una cessione del V° dello stipendio), molti si strapparono i capelli e le vesti. Poi ci hanno pensato i grandi giornali e la televisione a martellare ed il principio è stato interiorizzato. Anche se permangono dei distinguo, e nel verbale c’è scritto che i sindacati non sono d’accordo, l’impostazione è sostanzialmente accettata.

D’altra parte poichè il pacchetto pensioni contiene misure molto richieste, difficilmente si poteva abbandonare il tavolo. Nel frattempo lo strumento si è affinato, c’è l’Ape sociale eccetera e quindi potrebbe passare. Il diavolo tuttavia si annida nei dettagli, perché occorre ancora prendere accordi con le Banche e con le Assicurazioni che alla fine si accolleranno quello che è più un onere che una occasine, nonostante il comune convincimento alimentato dai pochi informati ( che in Italia sono una maggioranza straripante).
Il confronto  proseguirà per definire la platea che potrà usufruire dell’Ape sociale. A dirlo è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini spiegando chesi continuerà a ragionare  anche sui lavoratori precoci.
Assegno ‘minimo’ per accesso ad Ape – Per accedere all’Ape, l’anticipo pensionistico su base volontaria, bisognerà avere maturato una pensione “non inferiore a un certo limite”. E’ quanto si legge nel verbale d’incontro firmato da sindacati e governo. Il limite minimo non è stato ancora identificato.
Si poteva trovare un’altra soluzione senza ricorrere all’Ape che sembra solo un mero espediente per aggirare i vincoli di Brusselles? Probabilmente si!
Teniamo presente che i possibili interessati all’Ape nel biennio di sperimentazione iammonterebbero a  circa forse 200.000 persone, una platea assolutamente inferiore, dal punto di vista del consenso, rispetto ai pensionati che avranno la 14^ che come abbiamo detto sopra, superano i 3 milioni di persone(elettori).

L’Ape inoltre è per 12 mensilità. E non si sa ancora se limitatamente al periodo dell’anticipo pensionistico di 3 anni oppure per tutta la vita.
La mia idea è che a 65 anni con 20 anni di contributi, cioè possedendo i criteri previsti ante Fornero, si potesse andare in pensione con una lieve penalizzazione. Perché il limite di età  esistente allora non era mai stato messo in discussione da nessuno. Si andava in pensione tranquillamente a  65 anni oppure con le quote, oppure con 40 anni.I numeri non sono mai stati eccessivi, basta andare a vedere le vecchie statistiche dell’Inps. Questa la mia idea centrale  che quando la  esternai fui considerato  beneficiario della legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi!
All’Ape si affianca la RITA. Il governo si impegna a realizzare un cambiamento normativo e fiscale della previdenza complementare per accrescere la flessibilità di utilizzo di tale strumento al fine di adeguare le prestazioni di previdenza complementare ai criteri dell’Ape. Tale nuova opportunità è indicata come  “Rendita integrativa temporanea anticipata – Rita appunto).
Nella fase 2 il governo si impegna invece  a proseguire il confronto per la definizione di ulteriori misure di riforma del calcolo contributivo per renderlo più equo e flessibile, per affrontare il tema dell’adeguatezza delle pensioni dei giovani con redditi bassi. Lo strumento principe è la riduzione del cuneo contributivo sul lavoro, sul quale se non si fa atenzione, si riducono ulteriormente le pensioni, perchè versando meno contributi, si ha meno pensione (elementare Watson!) . Invece positiva, se avrà un seguito è valutare l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia. 

Il governo inoltre si propone di intervenire sulla previdenza complementare per rilanciare le adesioni e favorire gli investimenti dei fondi in Italia fornendo le debite garanzie ( ma questo l’accordo non lo dice) e, cosa importante, l’impegno ad equiparare la tassazione sulle prestazioni di previdenza complementare dei dipendenti pubblici al livello di quelli privati.
In ultimo sulla perequazione delle pensioni, il governo si impegna a partire dal 2019 al ritorno al meccanismo già previsto sugli “scaglioni di importo” e valutare la possibilità di un diverso indice per la rivalutazione delle pensioni.

Verbale-di-sintesi-del-confronto-con-il-Governo-1.pdf

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
E siamo di nuovo qui a parlare di Poste Italiane. Non prendetela come una guerra personale nei
Presto gli auricolari potrebbero cadere in disuso. Ascoltare la musica, parlare al telefono, ma non
Grazie alla crisi di credibilità politica, il nostro debito pubblico è salito sulle montagne r
Grazie alla crisi di credibilità politica, il nostro debito pubblico è salito sulle montagne r
Due giorni fa si saliva, oggi si scende. Ma il Ftse Mib non fa semplicemente altro che oscillare nel
Tutto fa brodo per speculare, soprattutto quando non è possibile dare une vero fair value ad un
E' proprio il caso di dire, ti ho sGAMato, voce del verbo sgamare, ovvero scoprire qualcosa che
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )