L’Ape è legge, anticipa la pensione ma agli statali posticipa il tfr di cinque anni

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L'Ape Rita

L’Ape Rita

La legge di bilancio 2017 è stata approvata di corsa senza la possibilità di alcuna modifica o correzione. Il che dimostra che quando si vuole anche con il bicameralismo perfetto, confermato dal referendum, il Parlamento ha una sua velocità decisionale. Poi naturalmente su di essa ci saranno le indicazioni di sforbiciamento che verranno dalla Comunità europea e dalla difficoltà dei decreti attuativi, perché come si sa per rendere applicativa la legge occorrono dei decreti previsti dalla legge stessa, poi occorreranno le circolari interpretative dei ministeri interessati, poi delle circolari degli enti previdenziali eccetera. Ognuna renderà più incomprensibile e difficoltoso quello che all’inizio sembrava non proprio chiarissimo, ma comprensibile all’italiano medio.Quando si parla di lotta alla burocrazia, per una contraddizione insanabile, si ignora che ogni legge porta nuove incombenze ed adempimenti, come succederà con l’Ape. Ci vorranno i famosi decreti, poi un accordo con l’Associazione bancaria italiana, poi un accordo con l’Ivass, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, poi nuovo assetto organizzativo dell’Inps con predisposizione di applicativi informatici e anche di dipendenti, le risorse umane come venivano definite una volta.
Di seguito c’è il testo relativo all’Ape approvato, che va dal comma 166 a 186, 20 commi. L’ape volontaria è il famoso prestito da restituire in vent’anni, mentre l’ape sociale dà diritto ad una indennità. Chi chiede l’ape ed è iscritto alla previdenza complementare può chiedere anche un anticipo della rendita integrativa e quindi dopo l’Ape chiederà la Rita.
Una cosa che farà indubbiamente felice tutti gli statali è che mentre se chiedono la Rita avranno diritto ai benefici fiscali dei lavoratori privati, per riscuotere il tfr dovranno aspettare 4 anni e 7 mesi, perché i tempi decorrono da quando si compie l’età prevista dalla legge Fornero. Per cui se un lavoratore va in pensione con 3 e 7 mesi di anticipo, prima deve far trascorrere questo lasso di tempo, poi scattano i 2 anni previsti per le cessazioni volontarie. Inoltre, da non dimenticare che se il proprio tfr è superiore a 50.000 euro dopo 5 anni si avrà diritto alla prima rata e il resto un anno dopo se va bene.

Comunque ecco il testo approvato sfrondato di qualche comma e articolo

166. (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica – APE sociale).
A decorrere dal 1° maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, è istituito l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE). L’APE è un prestito corrisposto a quote mensili per dodici mensilità a un soggetto in possesso dei requisiti di cui al comma 167 fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia di cui all’articolo 24, commi 6 e 7, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201.
La restituzione del prestito avviene a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.
167. L’APE può essere richiesto dagli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alla Gestione separata che, al momento della richiesta, hanno un’età anagrafica minima di 63 anni e che maturano il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché  in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell’accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo ( circa 700 euro). Non possono ottenere l’APE coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto.
168. Il soggetto richiedente, direttamente o tramite un intermediario come i patronati, presenta all’Inps, tramite il suo portale, domanda di certificazione del diritto all’APE. L’INPS, verificato il possesso dei requisiti, certifica il diritto e comunica l’importo minimo e l’importo massimo dell’APE ottenibile.
169. Il soggetto in possesso della certificazione, presenta, attraverso l’uso dell’identità digitale SPID di secondo livello, e con i modelli da approvare con il decreto del Presidente del Consiglio la domanda di APE e domanda di pensione di vecchiaia da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. La domanda di APE e di pensione non sono revocabili, salvo in caso di esercizio del diritto di recesso, il termine per recedere è di quattordici giorni. La facoltà di estinzione anticipata dell’APE è regolata dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 175 del presente articolo. Nella domanda il soggetto richiedente indica il finanziatore cui richiedere l’APE, nonché l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza. Le informazioni precontrattuali e contrattuali sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, al soggetto richiedente dall’INPS, per conto del finanziatore e dell’impresa assicurativa; il finanziatore e l’impresa assicurativa forniscono all’INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria. I finanziatori e le imprese assicurative sono scelti tra quelli che aderiscono agli accordi-quadro da stipulare. L’attività svolta dall’INPS ai sensi dei commi da 166 a 186 del presente articolo non costituisce esercizio di agenzia in attività finanziaria, né di mediazione creditizia, né di intermediazione assicurativa.
170. La durata minima dell’APE è di sei mesi. L’entità minima e l’entità massima di APE richiedibile sono stabilite dal decreto del Presidente del Consiglio di cui al comma 175 del presente articolo. Il prestito costituisce credito ai consumatori.

171. L’istituto finanziatore trasmette all’INPS e al soggetto richiedente il contratto di prestito, ovvero l’eventuale comunicazione di reiezione dello stesso. L’identificazione del  richiedente è effettuata dall’INPS con lo SPID per il perfezionamento del contratto di finanziamento e della polizza assicurativa del rischio di premorienza. In caso di reiezione della richiesta,ovvero di recesso da parte del soggetto richiedente, la domanda di pensione è priva di effetti. L’erogazione del prestito ha inizio entro trenta giorni lavorativi dalla data del predetto perfezionamento. L’INPS trattiene a partire dalla prima pensione mensile l’importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatore tempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di scadenza della medesima rata.
172. I datori di lavoro del settore privato del richiedente, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà, possono, previo accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante contributivo individuale maturato da quest’ultimo, versando all’INPS in un’unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’APE, un contributo non inferiore, per ciascun anno o frazione di anno di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo determinato ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184. Al contributo di cui al periodo precedente si applicano le disposizioni sanzionatorie previste nel caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi previdenziali obbligatori.
173. È istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze un Fondo di garanzia per l’accesso all’APE, con una dotazione iniziale pari a 70 milioni di euro per l’anno 2017. La garanzia del Fondo copre l’80 per cento del finanziamento di cui al comma 166 del presente articolo e dei relativi interessi.
174. All’APE si applica il tasso di interesse e la misura del premio assicurativo relativa all’assicurazione di copertura del rischio di premorienza indicati negli accordi-quadro di cui al comma 169.
175. Le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 165 a 174 e gli ulteriori criteri, condizioni e adempimenti per l’accesso al finanziamento, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia  sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio,  da emanare entro sessanta giorni dalla data d’entrata in vigore della presente legge.
176. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 173 è affidata all’INPS sulla base di un’apposita convenzione da stipulare tra lo stesso Istituto e il Ministro dell’economia e il Ministro del lavoro.
177. Le somme erogate in quote mensili di cui al comma 166 del presente articolo non concorrono a formare il reddito ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. A fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza corrisposti al soggetto erogatore è riconosciuto,  un credito d’imposta annuo nella misura massima del 50 per cento dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi  pattuiti. Tale credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi ed è riconosciuto dall’INPS per l’intero importo riportato a mese a partire dal primo pagamento del trattamento di pensione. L’INPS recupera il credito rivalendosi sulle ritenute da versare mensilmente all’erario nella sua qualità di sostituto d’imposta.
178. Gli effetti della trattenuta di cui al sesto periodo del comma 171 non rilevano ai fini del riconoscimento di prestazioni assistenziali e previdenziali.
179. In via sperimentale, dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, agli iscritti
all’assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata, che si trovano in una delle seguenti condizioni di cui alle lettere da a) a d) del presente comma, al compimento del requisito anagrafico dei 63 anni, è riconosciuta, alle condizioni di cui ai commi 185 e 186 del presente articolo, un’indennità per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso a beneficio e il conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento
pensionistico di vecchiaia:
a) si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione, hanno concluso integralmente la prestazione per la disoccupazione loro spettante da almeno tre mesi e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;

b) assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104/92, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
c) hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
d) sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità di cui al comma 181, all’interno delle professioni indicate nell’allegato C annesso alla presente legge che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.( A. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici B. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni C. Conciatori di pelli e di pellicce D. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante E. Conduttori di mezzi pesanti e camion F. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni G. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza H. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido I. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati L. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia M. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti)

180. La concessione dell’indennità di cui al comma 179 è subordinata alla cessazione dell’attività lavorativa e non spetta a coloro che sono già titolari di un trattamento pensionistico diretto.
181. L’indennità di cui al comma 179 è erogata mensilmente su dodici mensilità nell’anno ed è pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione. L’importo dell’indennità non può in ogni caso superare l’importo massimo mensile di 1.500 euro e non è soggetto a rivalutazione.
182. L’indennità di cui al comma 179 del presente articolo non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, nonché con l’indennizzo previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo 28 marzo 1996, n. 207.
183. Il beneficiario decade dal diritto all’indennità nel caso di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato. L’indennità è compatibile con la percezione dei redditi da lavoro dipendente o parasubordinato nel limite di 8.000 euro annui e dei redditi derivanti da attività di lavoro autonomo nel limite di 4.800 euro annui.
184. Per i dipendenti pubblici nonché per il personale degli enti pubblici di ricerca, che cessano l’attività lavorativa e richiedono l’indennità di cui al comma 179 del presente articolo i termini di pagamento delle indennità di fine servizio comunque denominate, iniziano a decorrere al compimento dell’età di cui all’articolo 24, comma 6, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, e sulla base della disciplina vigente in materia di corresponsione del trattamento di fine servizio comunque denominato.
185. Le modalità di attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 179 a 184, nel rispetto dei limiti di spesa annuali di cui al comma 186, sono disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio, avuto particolare riguardo a:
a) la determinazione delle caratteristiche specifiche delle attività lavorative di cui al comma 179, lettera d);
b) le procedure per l’accertamento delle condizioni per l’accesso al beneficio di cui ai commi da 179 a 186 e la relativa documentazione da presentare a tali fini;
c) le disposizioni attuative di quanto previsto dai commi da 179 a 186, con particolare riferimento:
1) all’attività di monitoraggio e alla procedura di cui al comma 186,
2) alla disciplina del procedimento di accertamento anche in relazione alla documentazione da presentare per accedere al beneficio;
3) alle comunicazioni che l’ente previdenziale erogatore dell’indennità di cui al comma 179 fornisce all’interessato in esito alla presentazione della domanda di accesso al beneficio;
4) alla predisposizione dei criteri da seguire nell’espletamento dell’attività di verifica ispettiva da parte del personale ispettivo del Ministero del lavoro nonché degli enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria;
5) alle modalità di utilizzo da parte dell’ente previdenziale delle informazioni relative alla dimensione, all’assetto organizzativo dell’azienda e alle tipologie di lavorazioni aziendali, anche come risultanti dall’analisi dei dati amministrativi in possesso degli enti previdenziali, ivi compresi quelli assicuratori nei confronti degli infortuni sul lavoro;
6) all’individuazione dei criteri di priorità di cui al comma 186;
7) alle forme e modalità di collaborazione tra enti che gestiscono forme di assicurazione obbligatoria, con particolare riferimento allo scambio di dati ed elementi conoscitivi in ordine alle tipologie di lavoratori interessati.
186. Il beneficio dell’indennità disciplinata ai sensi dei commi da 179 a 185 è riconosciuto a domanda nel limite di 300 milioni di euro per l’anno 2017, di 609 milioni di euro per l’anno 2018, di 647 milioni di euro per l’anno anno 2019, di 462 milioni di euro per l’anno 2020, di 280 milioni di euro per l’anno 2021, di 83 milioni di euro per l’anno 2022 e di 8 milioni di euro per l’anno 2023. Qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie, la decorrenza dell’indennità è differita, con criteri di priorità in ragione della maturazione dei requisiti di cui al comma 180, individuati con il decreto del Presidente del Consiglio, e, a parità degli stessi, in ragione della data di presentazione della domanda, al fine di garantire un numero di accessi all’indennità non superiore al numero programmato in relazione alle risorse finanziarie.

Camillo Linguella

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