Le Casse dei professionisti investono sempre nel mattone

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Le Casse pensioni dei liberi professionisti, le cosiddette Casse pensioni privatizzate, sono in tutto 20, sono costituite in forma di associazione o fondazione, hanno come platea di riferimento varie categorie di liberi professionisti e, in taluni casi, di lavoratori dipendenti; 16 Casse presentano quale principale finalità l’erogazione di prestazioni pensionistiche di base, tre Casse hanno quale scopo l’erogazione di prestazioni aggiuntive rispetto a quelle dell’Assicurazione Generale Obbligatoria, mentre una Cassa è volta esclusivamente all’erogazione di prestazioni di carattere assistenziale a favore degli orfani di alcune categorie di professionisti. Due delle Casse  hanno inoltre istituito al loro interno rispettivamente una e due gestioni patrimonialmente separate ai sensi del Decreto lgs. 103/1996, destinate alle collettività di riferimento.
La Covip ha pubblicato un report sugli investimenti che comunque si riferiscono già al passato
Tuttavia l’analisi della composizione del patrimonio delle Casse mostra, alla fine del 2015, oltre alla riduzione degli investimenti immobiliari e all’aumento di quello dei titoli di capitale, la permanente prevalenza degli investimenti domestici, seppure in lieve contrazione. Le recenti iniziative legislative, volte a promuovere gli investimenti nell’economia reale da parte sia delle Casse sia dei Fondi pensione, possono contribuire a rafforzare gli investimenti nel “Sistema Paese”, non hanno dato, al momento i risultati sperati. Né poteva essere altrimenti
Al 31 dicembre 2015 le attività totali detenute dalle Casse ammontano, a 75,5 mld di euro, in aumento di 3,6 mld rispetto al 2014 (pari al 5%) e di 9,8 mld rispetto al 2013 (pari al 15%).
Nel triennio 2013-2015 le risorse finanziarie investite in titoli di Stato sono aumentate da 12,9 a 14,2 mld di euro, in titoli di capitale da 4,1 a 8,2 mld di euro, in OICR armonizzati da 8,3 a 11,9 mld di euro, in OICR non armonizzati da 10,4 a 14,4 mld di euro. Quest’ultimo aumento riflette quasi interamente l’incremento delle risorse investite in fondi immobiliari (passati da 7,4 mld a 11,3 mld di euro). Per converso, l’ammontare investito direttamente in immobili si è invece ridotto da 11,5 a 6,7 mld di euro.

Gli investimenti immobiliari sono complessivamente diminuiti, passando da 19,5 mld di euro a 18,4 mld di euro.
– gli investimenti in titoli di debito sono invece complessivamente aumentati, passando da 22,4 a 26,3 mld di euro;
– gli investimenti in titoli di capitale sono sensibilmente aumentati, raddoppiando da 6,4 a 12,3 mld di euro.
Investimenti immobiliari
Anche se diminuiti di 5 punti di percentuale, gli investimenti immobiliari, sia diretti sia indiretti e partecipazioni in società immobiliari controllate dalle Casse, continuano a costituire un elemento importante, ancorché in progressiva riduzione.
Complessivamente, gli investimenti immobiliari ammontano a 18,5 mld di euro (24,5% delle attività totali), in diminuzione di 2,1 punti percentuali rispetto al 2014 e di 5,2 punti percentuali rispetto al 2013. In valore assoluto la diminuzione nel triennio ammonta a circa 1 mld di euro.
Gli immobili di proprietà delle Casse ammontano a 6,7 mld di euro e costituiscono l’8,9% delle attività totali (in diminuzione di 3,3 punti percentuali rispetto al 2014). Essi sono principalmente destinati a uso residenziale (44,8%), uffici (30,8%) e commerciale (8,2%).
Nel considerare la riduzione degli investimenti diretti in immobili, va peraltro osservato che su di essa hanno continuato a incidere in misura significativa i conferimenti operati a favore di fondi immobiliari (di cui la Cassa è di norma l’unico quotista), con conseguente incremento del peso degli OICR non armonizzati. Tali operazioni hanno portato quasi sempre a rilevare cospicue plusvalenze contabili, con i conseguenti benèfici effetti sulla situazione patrimoniale e sui risultati economici – le quali non rappresentano comunque proventi monetari effettivi. Oggi per questo tipo di investimento c’è praticamente una prateria sterminata che promette ritorni di tutto rispetto. Si pensi all’hausing sociale per esempio legate alle nuove esigenze della popolazione anziana rispetto ai servizi ed al terrotorio.
I titoli di debito
L’investimento in titoli obbligazionari, detenuti sia direttamente sia indirettamente attraverso OICR armonizzati ammonta complessivamente a 26,3 mld di euro, pari al 34,9% delle attività totali.
I titoli obbligazionari detenuti direttamente ammontano a 20,5 mld di euro e costituiscono la quota più rilevante delle attività totali (27,1%), seppur in diminuzione di 3,3 punti percentuali rispetto al 2014. I titoli obbligazionari detenuti direttamente sono distinti in titoli di Stato (in cui sono ricompresi i titoli emessi da organismi sovranazionali) ed altri titoli di debito.
I titoli di Stato:
– ammontano a 14,2 mld di euro pari al 18,8% delle attività totali (in diminuzione di 2,4 punti percentuali rispetto al 2014 e di 0,9 punti percentuali rispetto al 2013);
– per il 63,4% sono costituiti da emissioni della Repubblica italiana.

Gli altri titoli di debito:
– ammontano a 6,3 mld di euro, pari all’8,3% delle attività totali (in diminuzione di 0,9 punti percentuali rispetto al 2014 e di 1,6 punti percentuali rispetto al 2013);
– per poco più dei due terzi fanno riferimento a emittenti residenti nell’Unione europea e sono emessi da imprese finanziarie;
– per il 64,2% sono quotati, per la parte rimanente (2,2 mld di euro) sono per lo più obbligazioni strutturate oggetto di risalenti operazioni di investimento.

I titoli obbligazionari detenuti indirettamente tramite OICR armonizzati ammontano a 5,9 miliardi di euro.

I titoli di capitale
Le risorse investite in titoli di capitale, direttamente e indirettamente mediante OICR armonizzati, ammontano complessivamente a 12,3 mld di euro, pari al 16,3% delle attività totali .
Gli investimenti nel sistema Paese
Nel 2015 gli investimenti domestici continuano a superare quelli non domestici; tuttavia l’incidenza dei primi sulle attività complessivamente detenute decresce rispetto al 2014 ed al 2013. Infatti, gli investimenti domestici ammontano a 32,2 mld di euro, pari al 42,7% del totale delle attività (75,5 mld di euro), in diminuzione di 3,1 punti percentuali rispetto al 2014 e di 7 punti percentuali rispetto al 2013; gli investimenti non domestici si attestano a 29,8 mld.
Non bisogna dimenticare, infine, delle quote di Banca d’Italia sottoscritte dalle Casse pari a 787,5 mln di euro

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