Le incombenze dell’Inps per la concessione dell’Ape

Scritto il alle 08:31 da [email protected]

A tutt’oggi i decreti attuativi per la concessione dell’Ape non sono stati ancora emanati, ma sicuramente al ministero del lavoro stanno lavorando  attorno ad essi. I punti da chiarire e da definire sono molteplici e si spera che siano pronti ed emanati almeno prima di Pasqua. Così si avrà modo da approfondirli prima dell’entrata in vigore della norma che sarà il prossimo 2 maggio, atteso che il primo maggio a tutt’oggi è ancora un giorno festivo essendo stranamente sfuggito agli estensori del jobs act. Un’ulteriore  speranza è che siano scritti in italiano corrente in modo da evitare poi successivi decreti o circolari di interpretazione e chiarimento. Né a tutt’oggi si ha sentore di accordi con l’Abi, l’Associazione bancaria Italiana e l’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle società di assicurazioni che devono erogare e garantirsi il prestito.
Non si ha nessuna stima dei richiedenti che non saranno molti. Verosibilmente le domande dell’ape sociale saranno più numerose di quelle dell’ape volontaria o aziendale, pur richiedendo un’anzianità contributiva maggiore.
Dal punto di vista perativo quasi tutte le incombenze graveranno sull’Inps affiancato anche stavolta dalla preziosa attività dei patronati.
L’Inps in questi ultimi periodi è stato al centro di virulente polemiche, sia per la frequenza delle annunciate e mal realizzate riorganizzazioni, sia per i contrasti fra gli organi di governo interni, sia per il preannunciato dissesto finanziario o economico non si è capito bene, per il quale per la prima volta il Civ ( Consiglio di Indirizzo e Vigilanza) non ha approvato il bilancio di previsione 2017. Sarà approvato dal ministero del lavoro, anche se quest’ultimo dicastero, forse nel profondo del suo cuore burocratico, vorrebbe fare come il Civ
Ora le condizioni attuali dell’Istituto, deficit a parte che dipendono principalmente dall’assorbimento incauto dell’Inpdap, sono note a tutti: carenza di personale, età media dello stesso molto elevata, privazione di risorse per contenere la spesa pubblica che è incontenibile, taglio di risorse ai patronati, assieme ad una tecnostruttura che scricchiola e di parecchio.
Carenze a cui bisogna dare una risposta urgente. Ma non sarà così.
Stupisce che nell’accordo governo sindacati del 28 settembre 2016 non ci sia nessun punto specifico riguardante la riforma dell’ente che quell’accordo deve concretizzare, a cominciare dalla mitica governance che a parole tutti vogliono e nessuno realizza.
Col risultato che senza nessuna iniezione di vitalità, personale, incentivi per gli stessi, tecnologia avanzata eccetera eccetera, l’Inps oltre ai compiti ordinari che deve svolgere per legge, si deve accollare anche l’Ape.Le conseguenze saranno i soliti ritardi che saranno fatti ricadere sul personale “fannullone”, alimentando l’ordinario discredito per la burocrazia, anche quelola incolpevole. In questa circostanza devo dare atto al presidente dell’Inps che già da tempo, una volta tanto mi trovo d’accordo, aveva richiesto almeno l’assunzione di 800/900 nuovi dipendenti.

Così giusto per dare un’idea, ecco sommariamente elencati i compiti aggiuntivi che deriveranno dall’applicazione dell’Art 1 comma 166 e seguenti della legge 232/2016 ( legge di bilancio 2017.
A decorrere dal 1° maggio 2017, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, è istituito l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE). L’APE è un prestito corrisposto a quote mensili per dodici mensilità ai  dipendenti che lo richiedono a condizione che abbiano come minimol 63 anni di età e 20 anni di contributi, prestito che sarà erogato fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia secondo la legge Fornero, al compimento di 66 anni e 7 mesi.
La restituzione del prestito avverrà  a partire da questa data, con rate di ammortamento mensili per una durata di venti anni. Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza.
Ecco gli adempimenti dell’Inps
1 – certificazione del diritto all’Ape
(comma 168). Il soggetto richiedente, direttamente o tramite un intermediario, chiede       on line all’Inps, la certificazione del diritto all’APE. L’Inps, verifica il possesso dei requisiti e  certifica il diritto e lo comunica al richiedente assieme all’importo minimo e l’importo massimo  ottenibile dell’APE.
2 – ricezione della domanda
169. Il lavoratore avuta la certificazione, direttamente o tramite un intermediario autorizzato, presenta, attraverso l’uso dell’identità digitale SPID di secondo livello, e con i modelli da approvare con il decreto del Presidente del Consiglio, domanda di APE e domanda di pensione di vecchiaia da liquidare al raggiungimento dei requisiti di legge. La domanda di APE e di pensione non sono revocabili, salvo in caso di recesso entro quattordici giorni.

3 – fornitura dell’elenco banche e assicurazioni “convenzionate”
Le informazioni precontrattuali e contrattuali previste ai sensi di legge sono fornite, in formato elettronico e su supporto durevole, al soggetto richiedente dall’INPS, per conto del finanziatore e dell’impresa assicurativa; il finanziatore e l’impresa assicurativa forniscono all’INPS, in tempo utile, la documentazione necessaria. I finanziatori e le imprese assicurative sono scelti tra quelli che aderiscono agli accordi-quadro .

4 – comunicazione dell’accettazione della domanda
171. L’istituto finanziatore trasmette all’INPS e al soggetto richiedente il contratto di prestito, ovvero l’eventuale comunicazione di reiezione. L’identificazione del richiedente è effettuata dall’INPS con il sistema SPID per il perfezionamento del contratto di finanziamento e della polizza assicurativa. In caso di reiezione della richiesta,ovvero di recesso da parte del soggetto richiedente, la domanda di pensione è priva di effetti.
5 – Erogazione della pensione anticipata, pardon del prestito
L’Inps deve provvedere all’erogazione del prestito entro trenta giorni lavorativi dalla data del predetto perfezionamento.

6 – trattenuta della rata di ammortamento e versamento alla banca concessionaria
L’INPS trattiene a partire dalla prima pensione mensile l’importo della rata per il rimborso del finanziamento e lo riversa al finanziatore tempestivamente e comunque non oltre centottanta giorni dalla data di scadenza della medesima rata.

7 – incasso del montante per l’Ape aziendale
172. I datori di lavoro del settore privato del richiedente, gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà, possono, previo accordo individuale con il lavoratore, incrementare il montante contributivo individuale maturato da quest’ultimo, versando all’INPS in un’unica soluzione, alla scadenza prevista per il pagamento dei contributi del mese di erogazione della prima mensilità dell’APE, di un contributo non inferiore all’importo determinato ai sensi dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 184 ( determinazione contributi volontari).
8 – applicazione e riscossione delle sanzioni per ritardato versamento
Calcolo e applicazioni si sanzioni, nel caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi previdenziali di cui sopra.

9 – gestione del Fondo di Garanzia
173. È istituito nello stato di previsione del Mef un Fondo di garanzia per l’accesso all’APE, con una dotazione iniziale pari a 70 milioni di euro per l’anno 2017. Per le finalità del presente comma è autorizzata l’istituzione di un apposito conto corrente presso la tesoreria dello Stato.

175. Le modalità di attuazione, condizioni e adempimenti per l’accesso al finanziamento, nonché i criteri, le condizioni e le modalità di funzionamento del Fondo di garanzia sono disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio..

176. La gestione del Fondo di garanzia di cui al comma 173 è affidata all’INPS sulla base di un’apposita convenzione da stipulare tra lo stesso Istituto e il Ministro
dell’economia e il Ministro del lavoro..

10 – credito d’imposta
Calcolo ed erogazione del credito d’imposta

Ape Sociale
179. In via sperimentale, dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, agli iscritti
è riconosciuta, a determinate condizioni l’Ape sociale.
11 – verifiche dell’Inps
L’Inps verifica:
a) lo stato di disoccupazione e il possesso di 30 anni di contributi;
b) assistenza da almeno sei mesi del il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità e il possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
c) riduzione della capacità lavorativa, superiore o uguale al 74 per cento e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
d) svolgimento di attività gravose i indicate nell’allegato C annesso alla presente legge che svolgono da almeno sei anni in via continuativa attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso il loro svolgimento in modo continuativo e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 36 anni.
e). inesistenza di altri trattamenti di sostegno al reddito e limite di reddito ( 8.000 euro annui per lavoro dipendente e di 4.800 euro annui per quello autonomo).
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12 – attività di monitoraggio

L’Inps svolge attività di monitoraggio per contemperare la capienza delle somme stanziate.

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