La deduzione dei contributi previdenziali e della complementare

Ieri, 18 aprile 2017 è stato messo on line il 730 precompilato. Dal 2 maggio prossimo sarà possibile intervenire per correggerlo o modificarlo e spedirlo all’Agenzia delle Entrate. Ci dovrebbero già essere riportati i contributi della previdenza complementare e tutte le deduzioni o detrazioni dei contributi previdenziali. E’ bene controllare. La previdenza complementare è uno strumento che da una parte consente ai lavoratori dipendenti e autonomi, una volta andati in pensione, di percepire una rendita che si vada ad aggiungere alla pensione pubblica e fruire così di un assegno  più consistente, dall’altro alleggerire sulla finanza pubblica una pressione di adeguatezza altrimenti non sostenibile.
Per raggiungere questi fini ed invogliare gli interessati ad aderire lo Stato ha messo in campo una politica di benefit fiscali  con tutta una serie di agevolazioni competitive rispetto ad altre forme di risparmio. Anche se bisogna aggiungere la la via poi seguita dai diversi governi non sempre è stata coerente, vedasi  per esempio l’aumento della tassazione dei rendimenti finanziari dei fondi pensione innalzata nel 2015 dall’11 al 20%, oppure quella sulle rivalutazioni del Tfr portata al 17%. Tuttavia con la recente operazione relativa alla famosa “ape”, in caso di utilizzo della Rita ( rendita integrativa temporanea anticipata) viene mantenuta la tassazione del 15% a discendere sulla rendita erogata.
Poiché è tempo di 730 non è male fare un riepilogo della situazione e non farsi trovare impreparati.
L’Agenzia delle entrate con la circolare n. E del 4 aprile 2017 a pagina 156 ha specificato gli adempimenti da porre in essere per la dichiarazione del 730 dei redditi relativi al 2016 per la deducibilità dei contributi (Rigo E21) Art. 10, comma 1, lett. e), del TUIR . In linea generale si ricorda che per deduzione si intende la sottrazione di una determinata somma dal reddito prodotto, mentre per detrazione si intende la diminuzione dell’importo di una tassa già calcolata di un determinato importo.
Sono deducibili dal reddito complessivo le somme versate per contributi previdenziali e assistenziali in ottemperanza a disposizioni di legge nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza qualunque sia la causa che origina il versamento (ad esempio il contributo versato dai biologi all’ENPAB). I contributi sono deducibili anche se versati nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.
I contributi sospesi in conseguenza di calamità pubbliche sono deducibili nei periodi d’imposta in cui opera la sospensione e, se non sono stati dedotti negli anni della sospensione, possono essere dedotti nell’anno del versamento. Sono deducibili  contributi:
•    Versati all’Inps
•    Versati alla previdenza complementare fini al massimo di 5.164,27 €;
•    previdenziali versati alla gestione separata dell’INPS nella misura effettivamente rimasta a carico del contribuente;
•    agricoli unificati versati all’INPS – Gestione ex SCAU – per costituire la propria posizione previdenziale e assistenziale (è indeducibile la parte dei contributi che si riferisce ai lavoratori dipendenti);
 previdenziali e assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza per la ricongiunzione di periodi assicurativi;
 versati per il riscatto degli anni di laurea (sia ai fini pensionistici che ai fini della buonuscita) e per la prosecuzione volontaria, ecc.;
 versati per l’assicurazione obbligatoria INAIL riservata alle persone del nucleo familiare per la tutela contro gli infortuni domestici (cosiddetta “assicurazione casalinghe”;
 intestati al coniuge defunto e versati dal coniuge superstite, in quanto il mancato pagamento degli stessi avrebbe impedito a quest’ultimo, in qualità di erede, di beneficiare del trattamento pensionistico. Dalle ricevute di pagamento dovrà risultare che l’onere è stato integralmente assolto dal coniuge superstite sebbene il titolo di pagamento sia intestato al de cuius.
Non sono deducibili:
 le somme versate all’INPS per ottenere l’abolizione del divieto di cumulo tra pensione di anzianità e di attività di lavoro e quelle relative alla regolarizzazione dei periodi pregressi;
 i contributi versati al SSN con i premi di assicurazione RC);   i contributi previdenziali INPS, versati alla gestione separata, rimasti a carico del titolare dell’assegno di ricerca né per il titolare dell’assegno stesso, né per il familiare di cui è, eventualmente, a carico (Circolare 13.05.2011 n. 20, risposta 5.5);  le tasse di iscrizione all’albo versate da figure professionali;  le somme versate per sanzioni ed interessi moratori comminati per violazioni inerenti i contributi versati (Risoluzione 28.04.2009, n. 114).
Limiti di deducibilità  I contributi sono deducibili fino a concorrenza del reddito complessivo.
Camillo Linguella

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