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L’Europa rifà l’esame ai fondi pensione

Lo scorso marzo a Roma c’è stata una fiacca celebrazione dei 60 anni dell’Unione Europea. Una comunità cresciuta troppo in fretta, come ammettono anche i protagonisti della veloce espansione ai paesi dell’Est. I governanti accorsi a Roma consapevoli della poco popolarità della UE scelsero un profilo basso, perché a Bruxelles c’è “ troppa burocrazia e sempre meno democrazia, eccessiva supremazia dei mercati finanziari, la troika e le politiche di austerity” . Sarà anche così ma burocrazia, al netto delle distorsioni kafkiane/pirandelliane, è un insieme di regole per evitare il “Far west” nel funzionamento di qualsiasi macchina pubblica o privata. Non solo, ma per amplificare l’aspetto negativo della Comunità, molte volte c’è una vera e propria distorsione della realtà, le fake news come si dice oggi.
Un esempio, un comunicato della Coldiretti del 26 giugno 2016, poco dopo il referendum in GB per l’uscita dalla UE così recitava: «La prima risposta alla Brexit viene dalla riduzione della taglia minima delle vongole pescabili in Italia che rappresenta una di quelle misure odiose che allontanano i cittadini e le imprese dall’Unione Europea». E poi: «E’ atteso lunedì finalmente il parere positivo sul piano di Gestione delle vongole italiane con al suo interno la deroga di raccolta dei mollusco-bivalvi con taglia minima abbassata da 25 millimetri fino a 22 millimetri, da inviare a Consiglio e Parlamento Europeo per l’approvazione entro i prossimi due mesi».
La notizia è vera, Il governo italiano riuscì a spiegare alla Commissione europea che i “vongolari” avevano difficoltà a rispettare le regole che sono state cambiate. Ma non fu una prima risposta del dopo Brexit, tutt’altro. La misura “odiosa” si riferisce ad un atto con cui nel 2006 – per disciplinare la pesca delle vongole, la Comunità Europea scelse come limite quello indicato da noi e che era stato introdotto in Italia da un decreto del presidente Saragat a fine 1968.
Di esempi se ne possono citare altri. Come  è ignoto anche ai più il complesso delle norme, regolamenti, direttive, circolari, atti legislativi e burocratici in tutti i settori, che disciplinano i rapporti fra i diversi Stati membri o i cittadini comunitari in rapporto dei diversi Stati medesimi. Questa attività è maggiormente più forte e capillare nel settore dei diritti sociali, lavoro, sanità, pensioni e welfare. La loro abolizione ci porterebbe nei secoli più bui del medioevo quando non esisteva un diritto comune al di fuori del proprio staterello.
Per il caso nostro, prendiamo ad esempio la previdenza complementare. Nella UE tutti i paesi incentivano il secondo pilastro pensionistico atteso che la pensione pubblica ovunque è insufficiente e lo sarà sempre di più. Il nostro Paese è avanti solo a Cipro e alla Grecia, ma sta crescendo. Per come è forte la mobilità dei lavoratori e anche quella delle imprese è chiaro che occorre una regolamentazione dei diritti di chi si sposta da una parte all’altra cambiando posto di lavoro, residenza eccetera e che senza accordi non maturerebbe nessun diritto né in uno Stato né in un altro. Un cittadino italiano che lavora nel Regno Unito e si è iscritto al un fondo pensione inglese e che fino ad ieri non avrebbe avuto nessun problema a rimanervi iscritto, a trasferire il suo montante in un altro paese, oggi come si deve regolare?
Ecco l’esigenza di fornire una griglie di regole comuni che valgono per tutti. Ed è quello che si sta sforzando di fare l’ Eiopa, uno degli ultimi arrivati nel campo delle istituzioni comunitarie..
Essa ha lanciato il secondo stress test dei fondi pensione europei, test che da ora in poi avranno cadenza biennale per approfondire i rischi e le vulnerabilità del settore delle pensioni aziendali e professionali europee ed effettuare un approfondimento sulla flessibilità degli Iorp e la conseguente valutazione dell’ impatto sull’economia reale e dei mercati finanziari.
L’Eiopa è l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali ed è stata istituita il 1 ° gennaio 2011 a seguito delle riforme della vigilanza del settore finanziario nell’Unione europea. E’ composta dalle autorità di vigilanza nazionali e dal comitato europeo per il rischio sistemico ed è un organo consultivo indipendente della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea. Il compito fondamentali di EIOPA è quello di sostenere nell’ambito della previdenza complementare, la stabilità del sistema finanziario, la trasparenza dei mercati e dei prodotti finanziari, nonché la protezione degli assicurati, dei membri del regime pensionistico e dei beneficiari.

Questa seconda rilevazione tiene conto dell’impatto degli sviluppi macrofinanziari del primo test di stress condotto nel 2015. I risultati hanno mostrato in generale considerevoli scoperture di bilancio prima e dopo quando si confrontano le attività e le passività dei fondi pensioni a prestazioni definite (DB). Tali scoperture dovrebbero essere coperte da futuri introiti o riduzione dei benefici per gli aderenti oppure ottenendo rendimenti sui futuri investimenti superiori ai tassi di interesse privi di rischio.
Gli Iorp sono fondi pensione pan-europei, (Institution for Occupational Retirement Provision,) regolati dalla direttiva comunitaria n.ro 2003/41/CE. Uno IORP è un fondo pensione transfrontaliero in grado di accogliere iscrizioni e contributi dai paesi dell’Unione Europea: opera cioè cross-border.
Uno IORP può avere sede in Italia o in altra paese europeo. E’ quindi possibile per un fondo pensione italiano richiedere l’autorizzazione ad operare in Europa. L’iter si suddivide in due momenti. Il passo iniziale è la “richiesta di autorizzazione” (“Initial dialogue prior the Notification process”), cioè la richiesta alla COVIP di voler intraprendere l’attività transfrontaliera.

L’attuale stress test è stato progettato per valutare la resilienza del settore dei fondi pensioni europei, aziendali o di categoria in uno scenario di mercato avverso utilizzando metodologie comuni. Essa analizzerà anche come gli IORP trasferiscano gli shock, derivanti dall’impatto dello scenario negativo di mercato, sull’economia reale e quelli finanziari.Esso riguarda sia i fondi a Prestazioni definite ( Defined Benefit – DB) sia i piani ibridi e quelli a Contribuzione Definite (DC) di tutti gli Stati membri il cui patrimonio sia superiore a 500 milioni di euro L’obiettivo di EIOPA è quello di raggiungere un tasso di copertura delle IORP di almeno il 50% delle loro attività totali.

La rilevazione terminerà il 13 luglio 2017, poi Eiopa pubblicherà i risultati del test di stress presumibilmente entro la fine del 2017.

Gabriel Bernardino, presidente di EIOPA, ha dichiarato: “Il secondo test di stress per la pensione complementare dovrà analizzare gli effetti prodotti in condizioni prolungate di mercato negativi per le Aziende, sui soci e sui beneficiari e sui mercati finanziari , esaminando il comportamento degli investimenti dei fondi pensione, elaborando gli effetti sull’economia reale
e stabilità finanziaria. Fornirà informazioni aggiornate sulle vulnerabilità del settore delle pensioni aziendali e sulle possibili ripercussioni sulla stabilità del sistema finanziario inteso in senso più ampio dell’economia europea.
Non bisogna dimenticare che gli aderenti ai fondi che sono vicini al pensionamento sono relativamente più vulnerabili a una caduta subitanea del valore del patrimonio dei fondi, mentre i membri più giovani iscritti ai fondi a contribuzione definita, sono più sensibili agli scenari di scarso rendimento.”

 

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