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Firmato il decreto dell’ape sociale, parte la lotteria pensionistica

Finalmente l’altro giorno il Presidente del Consiglio dei Ministri ha firmato il decreto attuativo dell’Ape sociale. Dell’ape volontaria si sono perse le tracce, ma nessuno se ne lamenta perché è una misura poco desiderata e poi mancano ancora gli accordi quadro con l’Abi e le Assicurazioni.  
L’Ape sociale è un anticipo pensionistico, non una pensione anticipata, una sottigliezza degna dei migliori bizantinismi, attuata per non inquietare Bruxelles che si indispettisce quando sente parlare di pre pensionamenti. Ora parte la lotteria pensionistica per ottenerla, perché il diritto non spetta in automatico ai disoccupati e disabili con almeno 63 anni e con ammortizzatori sociali esauriti, ma solo a coloro che rientreranno nella platea dei 35.000 previsti per quest’anno e  dei 20.000 per il 2018, quando la sperimentazione dovrebbe cessare. La  possibilità è che il 35.001 escluso per non aver vinto la lotteria  ma  essendo un disoccupato senza nessun sostegno al reddito, invalido al 75% e con il coniuge non autosufficiente,  rimarrà senza mezzi di sostentamento a meno di non affidarsi alla pubblica carità che è sempre pelosa (oppure aspettare il reddito di cittadinanza come chiede qualche movimento politico ).
Le domande dovranno essere presentate entro il 15 luglio così da consentire all’Inps di compilare  la graduatoria nella quale avranno la precedenza  i  più vicini ai 66 anni e 7 mesi.  Entro il 15 ottobre poi l’istituto previdenziale darà la comunicazione di accoglimento o di rigetto.  Per finanziare l’Ape sociale la legge di bilancio 2017 – ha stanziato 300 milioni per il 2017, 609 milioni di euro per il 2018, e così via per gli anni successivi.
Possono chiedere l’ape sociale i lavoratori pubblici e privati con almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi  purchè siano disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori da almeno tre mesi; soggetti che assistono il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave; invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%; oppure dipendenti che svolgono da almeno sei anni in via continuativa un lavoro particolarmente difficoltoso o rischioso (tra i quali operai edili, operatori ecologici, facchini, insegnanti di scuola dell’infanzia, infermieri organizzati su turni ecc). I sei anni si possono calcolare nell’ambito degli ultimi sette. In questo caso i contributi richiesti sono 36.
La documentazione è a carico del richiedente.Chi è senza lavoro deve presentare, per esempio, la lettera di licenziamento; chi assiste un familiare con handicap grave, deve produrre la relativa certificazione dello stato in cui si trova l’assistito; chi ha una un’invalidità pari ad almeno il 74% deve certificare la sua condizione; chi svolge un’attività particolarmente gravosa deve inviare il contratto o la busta paga e una dichiarazione dell’azienda sull’attività svolta.
Entro il 15 ottobre per quanto riguarda il 2017 (30 giugno 2018 per l’anno prossimo), l’Inps farà sapere se la domanda di riconoscimento dei requisiti è stata accettata e indicherà la prima decorrenza utile, oppure comunicherà che è stata accettata, ma la decorrenza viene  posticipata perché i fondi sono insufficienti, oppure che è stata rifiutata. Successivamente gli interessati dovranno presentare la domanda vera e propria di Ape, che verrà pagata dal primo giorno del mese seguente alla richiesta e fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. In sostanza le domande da fare all’Inps, per il principio della semplificazione amministativa  sono due e questa doppia istanza  può cambiare le cose nel senso di bocciare una domanda prima accettata o viceversa. Né si capisce bene se l’Inps farà supplementi di istruttoria per chiedere ulteriore documentazione probatoria oppure deciderà sugli elementi acquisiti.
E’ presumibile che i criteri saranno molto rigidi. Già ora l’Istituto per evitare giacenze di pratiche da evadere,  tratta le richieste dell’utenza bocciandone molte per semplici errori formali e oggi sarebbe tentato di farlo  essenzialmente tenendo presente il ridotto numero delle domane accoglibili. La “voce.info” rispetto all’ape volontaria ha identificato 900.000 potenziali richiedenti, mentre per l’ape sociale non fa nessuna stima. Io penso che saranno all’incirca 200.000 mentre come si sa i vincitori della lotteria per quest’anno saranno 35.000! Se i dati fossero questi la disparità sarebbe enorme

La somma mensile che sarà erogata dall’Inps, come dicevamo, non è la pensione, questa decorrerà dalla maturazione dell’età, ma è un’indennità ce  verrà corrisposta per 12 mensilità.
L’indennità è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’anticipo, se inferiore a 1.500 euro o pari a 1.500 euro se la pensione se superiore
Coloro che maturano il diritto, o meglio l’aspettativa di diritto) nel 2018 dovranno fare la domanda entro il prossimo mese di marzo. Dal monitoraggio finale si vedrà l’impatto reale di questo nuovo istituto, il primo tentativo di addolcire l’aspro innalzamento dell’età pensionabile voluto dalla Legge Fornero, dettata da situazioni molto contingenti ed il riconoscimento che i lavori non sono tutti uguali. Si può fare il professore universitario fino a 75 anni, ma il muratore dopo i 60 è un poco eccessivo.

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