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Mi iscrivo ad un fondo chiuso, un fondo aperto o a un Pip?

Fra qualche giorno la Covip ci reciterà la solita giaculatoria sul mancato decollo della previdenza complementare e aggiornerà le cifre contenute nel rapporto dell’anno scorso. Comunque l’autorità di vigilanza e tutto il mondo composito che gravita attorno alla pensione di secondo pilastro, aderenti compresi, possono tirare un sospiro di sollievo. Nonostante l’anno 2016 non fosse partito nel migliore dei modi e si prevedevano sconquassi finanziari, alla fine, nonostante anche i rendimenti a tasso zero, il bilancio si è chiuso con segno positivo su tutti gli indicatori, quello dei rendimenti e quello delle adesioni. Gli scritti sono circa 7 milioni e 700mila una cifra non trascurabile pur rimanendo al di sotto delle attese e delle potenzialità e i rendimenti hanno battuto nuovamente la rivbalutazione automatica del Tfr.
:l fatto è che la situazione economica complessiva nel paese rimane ancora ingarbugliata, c’è quel refolo di ripresa economica ma non basta a dare uno slancio uniforme in avanti per tutti, C’è chi va bene e chi deve ancora arrangiarsi. In complesso sono pochi quelli che ormai credono in un futuro migliore. I naturali destinatari della previdenza complementare, i giovani sono troppo preoccupati di ottenere almeno la pensione dell’Inps e già la sicurezza di questo li renderebbe più tranquilli e fiduciosi. Ma mentre la situazione nuda e cruda è questa, ascoltando quello che si offre in giro, addirittura dovrebbero dormire su due guanciali. Fra chi assicura un reddito di cittadinanza di 780 euro mensili e chi promette addirittura una pensione di 1000 euro si vede di che uno dovrebbe preoccuparsi. A diradare le nebbie e a chiarire come stanno le cose c’è voluto addirittura un intervento del Papa che più semplicemente chiede lavoro per tutti, invece che sussidi per tutti.
Quindi chiusa questa parentesi onirica, si torna necessariamente con i piedi per terra e pensare di come organizzare le giornate, quelle attuali e quella future. Dovendo decidendo di attuare forme di risparmio previdenziale occorre poi scegliere dove investire i propri risparmi, i propri soldi. La previdenza complementare  è una scelta obbligata. Occorre poi decidere altresì quale forma scegliere, perché ne esistono varie: i fondi pensione chiusi o negoziali, i fondi aperti ed i piani pensionistici previdenziali. Esistono anche i fondi preesistenti, ma erano forme appunto che esistevano già in molte aziende anteriormente alla istituzione della complementare in Italia. Vediamole brevemente in modo che ognuno possa farsi una propria opienione e decidere di conseguenza.
Quando fu pensata la pensione integrativa, l’idea era quella dei soli fondi chiusi riservati ai lavoratori, perché per la restante popolazione già esistevano le polizze assicurative sulla vita. Ma poiché in Italia tutto tende ad essere ostaggio di furori ideologici e quindi  irrazionali, i “liberal” si scagliarono contro quest’idea perché avrebbe dato ancora più potere ai sindacati che oltretutto, non sarebbero stati capaci di selezionare una classe dirigente all’altezza dei compiti. Deindi i fondi aperti con i quali le compagnie di assicurazione, le banche eccetera, alle alle loro attività ordinarie ci aggiunsero anche quelle previdenziali di buon grado, fiutando l’affare .
Ma vediamo nel dettagli.
Per i lavoratori dipendenti la forma più congeniale è quella del fondo pensione della propria categoria. I Fondi pensione negoziali sono forme pensionistiche complementari di natura contrattuale  destinati a specifiche categorie di lavoratori:
• dipendenti privati che appartengono alla stessa categoria contrattuale, alla stessa impresa o gruppo di imprese, allo stesso territorio;
• dipendenti pubblici che appartengono a specifici comparti di contrattazione;

• soci lavoratori di cooperative;
• autonomi e liberi professionisti anche organizzati per arte e professionali e territoriali.
La maggior parte dei Fondi pensione negoziali è stata conseguentemente stituita a seguito di: contratti collettivi, anche aziendali, stipulati dai rappresentanti dei datori di lavoro e dei lavoratori.

Il Fondo pensione negoziale non ha scopo di lucro e non gestisce direttamente le risorse accumulate (contributi e relativi rendimenti) ma affida tale compito a operatori esterni specializzati (banche, assicurazioni, società di investimento, società di gestione del risparmio),nel rispetto dei limiti e dei criteri fissati con il DM 166/2014 dell’ Economia.
I Fondi pensione aperti sono forme pensionistiche complementari alle quali,come si evince dal termine “aperti” , possono iscriversi tutti coloro che,indipendentemente dalla situazione lavorativa (lavoratore dipendente o autonomo/libero professionista), intendano costruirsi una rendita integrativa della pensione di base. I Fondi pensione aperti sono costituiti sotto forma di patrimonio separato e autonomo rispetto a quello della società che li istituisce
I Piani individuali pensionistici di tipo assicurativo (PIP) sono forme pensionistiche complementari esclusivamente individuali rivolte a tutti coloro che, indipendentemente dalla propria situazione lavorativa, intendano costruirsi una rendita integrativa. Questa tipologia è forse la forma che più conviene a coloro che hanno lavori saltuari, non vogliono utilizzare il tfr, che hanno carriere discontinue eccetera. Per questo nonostante abbiano i costi più alti sono i più gettonati. Come i Fondi pensione aperti anche i PIP sono costituiti sotto forma di patrimoni separati e autonomi rispetto a quello dell’impresa di assicurazione che li istituisce e sono destinati esclusivamente al pagamento delle prestazioni agli iscritti; non possono essere utilizzati per soddisfare i diritti vantati dai creditori della società in caso di fallimento di quest’ultima.
I PIP sono istituiti dalle imprese di assicurazione e sono realizzati mediante contratti assicurativi ramo I  nei quali la rivalutazione della posizione individuale è collegata a una o più gestioni interne separate;
• contratti assicurativi di ramo III -polizze di tipo unit linked – nei quali la rivalutazione della posizione individuale è collegata al valore delle quote di uno o più fondi interni detenuti dall’impresa di assicurazione oppure al valore delle quote di OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio). Vere e proprie polizze assicurative insomma ma copn i benefici fiscali riservati alle altre forme previdenziali integrative.

Camillo Linguella

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