Aumentare gli iscritti: Adesione automatica o contrattuale

Scritto il alle 08:59 da [email protected]

I tentativi di far aderire i lavoratori alla previdenza complementare sono parecchi, uno degli ostacoli che frena, ma non più di tanto, i legislatori, ( “regolatori” nel lessico inglese) è costituito dalla volontarietà dell’iscrizione. Che almeno in Italia rimane un vincolo insormontabile. Ma anche qui potrebbe valere il detto “fatta la legge, trovato l’inganno” di cui non di rado si registrano punte di eccellenza.
Le scorciatoie più facili sono quelle dell’adesione automatica ( automatic enrollment), come in Inghilterra e l’altra l’adesione per via contrattuale, come in Italia, modalità trovata corretta dalla Covip, perché comunque è una sorta di pre-iscrizione e comporta la possibilità di recedere.

Il programma di auto-iscrizione alla pensione complementare britannica forse è prossimo ad essere abbandonato a causa dei timori delle PMI, in special modo i piccoli datori di lavoro, sugli eccessivi oneri che si scaricherebbero su di essi. Questo almeno  è il pensiero di Ros Altmann.
Altmann è stato ministro delle pensioni con il governo conservatore dal 2015 al 2016. Ha lasciato l’incarico sulla scia del referendum Brexit e le dimissioni di David Cameron da primo ministro. Non bisogna dimenticare che diversamente che da noi, che poi causa altre problematiche, nel Regno Unito e in tutti gli altri stati mondiali, non esiste l’equivalente del TFR che costituisce, per quanto riguarda la previdenza complementare italiana, uno dei capisaldi del finanziamento. Questa parte di finanziamento che qui grava sui lavoratori, oltralpe grava sulle imprese. Dettaglio di non poco conto!

Alla conferenza “IPE 360°” tenuta a Londra ai primi di giugno del 2017, cioè praticamente adesso, Altmann ha detto che mentre era ministro ha dovuto “fermare l’intero programma di iscrizione automatica”. Non solo perché c’è molta paura fra i piccoli datori di lavoro a mettere soldi sulle pensioni aziendali, ma anche per la complessità dei meccanismi di amministrazione che sono fuori portata delle pmi inglesi.
Indubbiamente si dovrà adottare un sistema più semplice, ma almeno in GB è stata tracciata una via che può risolvere il problema di una pensione adeguata.
L’iscrizione automatica è stata introdotta dal governo britannico nell’ottobre 2012, modulata in vari steps partendo dai più grandi datori di lavoro, seguiti da medie imprese e poi piccoli datori di lavoro. Tutte le imprese esistenti nell’aprile 2012 sono tenute a rispettare i loro piani di iscrizione entro febbraio 2018.
Secondo le cifre governative recentemente pubblicate, fino ad ora sono stati automaticamente iscritti quasi 8 milioni di lavoratori . Dal 2012 il numero di dipendenti ammissibili che partecipano ad una pensione aziendale è aumentato da 5,4 milioni a 16,2 milioni nel 2016, con  un tasso di partecipazione del 78%. Le cose poi sono state aggravate dalla Brexit perchè in pratica si è fermato tutto in attesa degli eventi e a discapito di coloro che sono prossimi alla pensione.

In Italia siamo molto lontani delle cifre di adesione di oltre Manica, non raggiungendo neppure 8 milioni di iscritti ed il problema, pertanto è ancora più cogente. Si stanno già sperimentando alcune soluzioni non sempre pienamente convincenti. Le diverse ipotesi di cui si discute per rilanciare la previdenza complementare nostrana tutti hanno comunque come punto di riferimento quella dell’automatic enrollment, guardando all’ esperienza inglese, mentre molti, abbandonando ogni remora, spingono apertamente per un’adesione obbligatoria.
Una cosa del genere fu tentata nel 2007 con il decreto legislativo 252/2005 che conteneva  la previsione deil meccanismo del silenzio assenso. Ma quest’escamotage non dette i frutti sperati. Appena 70.000 furono coloro che si iscrissero in questo modo. Ora si parla di una sua estensione per il settore dei dipendenti pubblici che la legge aveva escluso. Ma anche in questo caso, visto il tasso di adesione dei pubblici dipendenti, attorno allo 0,1% non è il caso di fasi illusioni. L’anno scorso sono stati immessi in ruolo circa 90.000 insegnati e neppure un migliaio si è iscritto al fondo pensione della scuola, Espero!
Il varo dell’iscrizione semi obbligatoria è stata lanciata nel 2014, diventata operativa dal 1 gennaio 2015, con il contratto dell’edilizia. Che prevede il versamento del contributo datoriale per tutti.

Più nello specifico nel rinnovo dei Ccnl edili-industria e Ccnl edili-artigiano del 2014 (art. 97 del Ccnl edili-industria, art. 92 del Ccnl edili-artigiano e art. 39 Ccnl edili-cooperative) si è stabilita l’adesione automatica ai fondi pensione Prevedi e Cooperalvoro. a decorrere dal 1 gennaio 2015 di tutti i lavoratori con un versamento a previdenza complementare di 8 euro mensili (sulla retribuzione di base, riparametrati per i livelli retributivi superiori).

Il contributo contrattuale compete a prescindere dalla precedente adesione a previdenza complementare da parte del lavoratore. In ogni modo il neoiscritto non è obbligato a finanziare la propria posizione individuale con il versamento del trattamento di fine rapporto maturando e di un contributo a proprio carico. Il 20 febbraio 2015 è stato sottoscritto poi il vademecum operativo sul contributo contrattuale L’art. 90 del nuovo contratto degli edili della Piccola e Media Impresa (siglato il 12 novembre 2014) ha individuato invece in Fondapi l’organismo previdenziale di riferimento.

L’adesione contrattuale non è revocabile né da parte del lavoratore né da parte del datore di lavoro. Le forme pensionistiche integrative destinatarie hanno dovuto procedere alle opportune modifiche statutarie che sono state sottoposte ad approvazione alla Covip.
Purtroppo all’adesione massiccia degli appartenenti di questa categoria, 500mila soggetti, non è corrisposta una proporzionale iscrizione degli edili per cui molte posizioni in effetti contengono solo il contributo degli 8 euro, praticamente insufficienti per qualsiasi destinazione previdenziale. Tuttavia, oggi con l’irruzione sulla scena del welfare aziendale ed i connessi benefici fiscali, questi 8 euro possono benissimo prendere diverse destinazioni disperdendosi in mille rivoli.

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