Una proposta della UE per la pensione integrativa europea (PEPP)

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Il panorama della sicurezza sociale europea si armonizza con molte difficoltà, non solo per le differenze storiche di ciascun Paese, ma anche per le difficoltà economiche non del tutto superate. Per quanto riguarda le pensioni tuttavia i principi generali tendono ad armonizzarsial ribasso  e sono coordinati dalle diverse istituzioni, nazionali e sovranazionali. Così in ciascun Paese anche per l’andamento demografico la tendenza è quella della riduzione delle rendite pensionistiche sicchè queste dovunque diventeranno inadeguate per vivere decorosamente. Gli Stati nazioonali non sono più in grado di garantire l’adeguatezza e chiedono ai loro cittadini di provvedere con le loro private economie a farsi una rendita aggiuntiva. Il nodo centrale diventa il modo di  come fare per costruirsi una pensione integrativa. Ogni paese ha una sua legislazione in materia, in alcuni Stati la previdenza complementare ed i regimi aziendali sono ormai consolidati, mentre in altri siamo ai primi passi. Per questo si pensa di lanciare nella UE un prodotto pensionistico unico valido per tutti gli Stati membri e con le stesse regole, i Pepp. Il nostro modello di riferimento è il Pip ( piano pensionistico individuale) vigente in Italia, che è una assicurazione con finalità previdenziali.
La Commissione europea alla fine di un percorso iniziato da tempo, ha presentato lo scorso 29 giugno 2017 la sua proposta per un prodotto pensionistico paneuropeo (personal pensions product – PEPP), che dovrebbe essere favorita da consistenti sgravi fiscali. I PEPP sono stati progettati per integrare le pensioni individuali che si maturano a livello nazionale e professionale e non sostituire o armonizzare i regimi pensionistici già esistenti.
Per assicurare che i PEPPabbiano un buon decollo“, la Commissione raccomanda gli Stati membri di concedere lo stesso trattamento fiscale concessi ai prodotti simili esistenti in ogni singolo Stato, anche se il nuovo prodotto non venisse ad inquadrarsi pienamente nei criteri fiscali vigenti nei diversi Paesi.
Il quadro normativo proposto è stato pensato per venire incontro alle esigenze dei diversi soggetti che possono essere interessati includere i PEPP nelle loro attività, come le compagnie di assicurazione, le banche, i fondi pensione professionali o di categoria.
Il PEPP fa parte del piano della Commissione per la creazione di un’Unione dei Mercati dei Capitali (CMU) e ritiene che il nuovo prodotto pensionistico contribuirà a produrre più risparmi agli investimenti a lungo termine nell’UE.
Secondo uno studio Ernst & Young condotto per la Commissione, il PEPP, con incentivi fiscali concessi, può raddoppiare la crescita del mercato della pensione complementare portandolo a 2,1 trilioni di euro entro il 2030.
La proposta della Commissione definisce norme per le caratteristiche fondamentali del prodotto, quali i requisiti di trasparenza, le norme di investimento, la commutazione e la portabilità.
I PEPP saranno autorizzati dall’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (EIOPA) e potranno poi essere sottoscritti in tutta l’UE.
I prodotti saranno portatili tra gli Stati membri e i consumatori potranno scegliere tra cinque opzioni di risparmio ( comparti di investimento) . Gli Stati membri fisseranno le condizioni per la fase di accumulo e la retribuzione del capitale, nonché il trattamento fiscale.
PensionsEurope ha accolto con favore la proposta della Commissione come “un modo per aumentare il risparmio pensionistico complessivo e come uno degli elementi costitutivi dell’Unione del mercato dei capitali”, ma ha invitato la Commissione a promuovere anche i regimi pensionistici professionali ( i fondi pensione di categoria).
Gli incentivi fiscali possono svolgere un ruolo importante nella definizione dell’attrattiva delle pensioni complementari ma in che modo sarà adottata  la raccomandazione della Commissione sulla fiscalità, rimarrà di esclusiva competenza di ciascuno Stato membro.
L’EIOPA ha accolto con favore la proposta legislativa della Commissione, affermando di seguire i suoi consigli “di creare un PEPP attraente sotto forma di un secondo regime”.L’EIOPA, l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali è stata istituita il 1 ° gennaio 2011 a seguito delle riforme della struttura di vigilanza del settore finanziario nell’Unione europea. Essa fa parte del sistema europeo di vigilanza finanziaria composto dall’autorità di vigilanza europee, da quelle nazionali  e dal Comitato europeo per il rischio sistemico. L’Eiopa è un organo consultivo indipendente della Commissione europea, del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione europea. Le responsabilità fondamentali di EIOPA sono principalmente quella di sostenere la stabilità del sistema finanziario, la trasparenza dei mercati e dei prodotti finanziari nonché la protezione degli assicurati, dei membri del regime pensionistico e dei beneficiari.
InsuranceEurope viceversa ha dato valutazione molto cauta della proposta della Commissione, anche se poi ha affermato  che “a prima vista” alcune delle caratteristiche del PEPP, come l’opzione di investimento predefinita che garantisse la protezione del capitale dei risparmiatori PEPP sono molto positive, ma che l’industria assicurativa avrà bisogno di molto più tempo per studiare bene la proposta e valutare l’interesse dei risparmiatori e delle società interessate.
EFAMA, associazione di categoria per l’industria europea degli investimenti, ha dichiarato di “appoggiare pienamente” la proposta della Commissione.
Peter De Proft, direttore generale di EFAMA, ha dichiarato: “Il quadro PEPP può riuscire ad abbattere le barriere tra i mercati nazionali se consente a un’ampia gamma di società la possibilità di offrire prodotti pensionistici innovativi e economicamente vantaggiosi su scala europea.

Ora la proposta passa al vaglio degli Organismi decisionali europei come il Consiglio ed il Parlamento Europeo.

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