Ma quanto mi costa la gestione della mia posizione?

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L’amministrazione di un Fondo Pensione o di un Pip gestito da una società di assicurazione costa. Anche se le forme di previdenza complementare italiane, rispetto ad analoghi fondi europei e mondiali hanno dei costi estremamente contenuti. L’aderente paga una somma una tantum all’atto dell’iscrizione e poi una quota annua che può essere in cifra fissa o percentuale rispetto al proprio stipendio, poi ci sono i costi della gestione finanziaria eccetera. Ma non tutti hanno piena consapevolezza dell’importanza di questi elementi. Non sembrano eccessivamente importanti, perchè nel corso dell’anno non sono significativamente rilevanti. Ma sono importanti le conseguenze.
La COVIP, l’autorità di vigilanza sulla previdenza complementare,  ha pubblicato il “Comparatore dei costi delle forme pensionistiche complementari”, uno strumento interattivo che consente di raffrontare, anche in forma grafica, gli Indicatori sintetici dei costi (ISC) relativi a differenti linee di investimento di una o più forma pensionistica complementare.

L’Indicatore sintetico dei costi (ISC) misura quanto incidono annualmente tutti i costi che si sostengono aderendo a una forma pensionistica complementare in percentuale sulla singola posizione individuale. Il calcolo è effettuato sulla base di diverse ipotesi, quali: l’ammontare dei versamenti, i rendimenti e gli anni di iscrizione nella forma pensionistica complementare.
In particolare, l’ISC:
esprime in un unico numero l’incidenza di tutti costi sulla singola posizione individuale (ad esempio, costi una tantum al momento dell’adesione, costi di gestione amministrativa, costi di gestione finanziaria);
consente di confrontare agevolmente i costi delle diverse forme pensionistiche complementari;
è facilmente comprensibile.
Allungando la permanenza nella forma pensionistica complementare l’ISC si riduce poiché gli eventuali costi fissi si ripartiscono su una posizione individuale che nel tempo tende a crescere. Per i fondi pensione negoziali l’ISC è dell’1% per periodi di iscrizione di due anni e scende allo 0,2% per periodi di partecipazione di 35 anni; per i fondi pensione aperti passa dal 2 all’1,1%; per i PIP dal 3,6 all’1,5%.

L’ISC è calcolato secondo una metodologia definita dalla COVIP, in modo analogo per tutte le forme pensionistiche complementari, facendo riferimento a un aderente-tipo che versa un contributo annuo di 2.500 euro e ipotizzando un ottimistico tasso di rendimento annuo del 4%. Per il calcolo dell’ISC vengono utilizzati i costi standard applicati, senza tenere conto delle eventuali agevolazioni riconosciute a particolari categorie di aderenti.

Per compiere scelte previdenziali consapevoli e adeguate è necessario conoscere le caratteristiche delle forme pensionistiche. In particolare, è importante valutare i costi applicati, in quanto possono avere un impatto significativo sulla pensione che verrà erogata.Occorre infatti tenere presente che, a parità di condizioni, all’aumentare dei costi sostenuti minore sarà la prestazione pensionistica ricevuta al momento del pensionamento.

Ad esempio, un ISC del 2% invece che dell’1% può ridurre il capitale accumulato dopo 35 anni di partecipazione al piano pensionistico di circa il 18 per cento (ad esempio da 100.000 a 82.000 euro).

Il comparatore dei costi è facilmente consultabile sul sito Covip.it. Consultando le tabelle pubblicate nelle sezioni Fondi pensione negoziali, Fondi pensione aperti e PIP è possibile conoscere l’ISC dei comparti in cui sono articolate le forme pensionistiche, distinti per differenti periodi di permanenza (2, 5, 10 e 35 anni). Per facilitare il confronto dell’onerosità fra comparti con caratteristiche di investimento simili, nelle tabelle è indicata anche la categoria di investimento (garantito, obbligazionario, bilanciato e azionario) di riferimento di ciascun comparto.

Dalle tabelle è possibile selezionare i comparti che saranno visualizzati nella sezione Grafici. Non è possibile selezionare più di 5 comparti della stessa categoria di investimento o comparti relativi a più di 3 fondi pensione differenti.

c.l.

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