Le richieste dei sindacati per la complementare

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Il confronto avviato lo scorso anno fra i sindacati ed il governo sulle pensioni, ha permesso di giungere alla sottoscrizione del Verbale di sintesi del 28 settembre 2016 ed all’emanazione di importanti misure che hanno introdotto un principio di flessibilità di accesso alla pensione, come la pensione anticipata per i lavoratori precoci, l’ape sociale, il cumulo contributivo gratuito e la semplificazione della normativa per i lavoratori usuranti. Inoltre, per i pensionati, l’estensione della quattordicesima e della no tax area.
Il confronto in corso sulla “fase due”, pur avendo fatto registrare alcuni, parziali, elementi di avanzamento, al momento sta evidenziando molte difficoltà, specialmente su elementi particolarmente rilevanti.
L’obiettivo delle organizzazioni sindacali nella “fase due” è quello di determinare risultati concreti sui punti fissati nel Verbale di sintesi, che vadano nella direzione di una riforma organica e stabile del sistema previdenziale nel nostro Paese.

Naturalmente al primo punto c’è la revisione del meccanismo dell’innalzamento dell’età pensionabile  in relazione agli incrementi della speranza di vita previsto con decorrenza 1° gennaio 2019 e avviare un negoziato per la sua  revisione  attraverso la costituzione di gruppo di lavoro al fine di individuare i criteri in grado di poter misurare ile differenze aspettative in relazione al lavoro svolto.
Poi c’è la richiesta del superamento delle disparità di genere delle donne e valorizzazione del lavoro di cura, nonché misure di sostegno alle future pensioni dei giovani.
Ma la proposta sindacale contiene interventi per il rafforzamento della previdenza complementare ed il rilancio delle adesioni

Armonizzazione fiscale pubblici privati
Innanzitutto è prioritario l’equiparazione del trattamento fiscale dei dipendenti pubblici a quello dei lavoratori privati mediante modifiche al decreto 252/05 con le quali operare:
– l’estensione delle regole fiscali dei lavoratori privati ai dipendenti pubblici;
– la parificazione delle regole civilistiche in tema di tipologia delle prestazioni ed accesso alle stesse;

Mettere in campo una campagna “Semestre per l’adesione consapevole ed informata” per la promozione delle iscrizioni.
Si propone di realizzare nel 2018 una campagna informativa, nel contesto più ampio della valorizzazione della previdenza pubblica, intitolata “Semestre per l’adesione consapevole ed informata” con il meccanismo del silenzio assenso che garantisca ai lavoratori l’effettiva libertà di scelta, con modalità più stringenti che superino i limiti della precedente esperienza. Meccanismo da estendere ai dipendenti pubblici in regime di Tfr.
Si propone di prevedere una norma che permetta a regime alla contrattazione collettiva di regolamentare l’adesione con trasferimento automatico del Tfr al fondo pensione, fermo restando il diritto del lavoratore al recesso preventivo, che avrà la possibilità di esercitare entro un certo periodo di tempo. Si richiede una norma che permetta il versamento dei contributi al fondo pensione attraverso l’F24 e l’Uniemens dell’Inps, il quale provvederà a rendicontare le quote ai relativi Fondi di competenza, e altre procedure che, complessivamente, tutelino la libertà di adesione del lavoratore e lo svincolino dai condizionamenti del datore di lavoro (vedi normativa su dimissioni in bianco).

Riduzione della tassazione sui rendimenti e semplificazione della tassazione sulle prestazioni
– Riduzione dell’imposta sui rendimenti
– Innalzamento della quota di attivo patrimoniale che le forme pensionistiche complementari possono destinare ad investimenti in economia reale con l’esenzione dall’imposta
– semplificare la tassazione delle quote di prestazione maturate per i periodi anteriori al 2007.
Misure per le imprese con meno di 50 addetti in relazione al Tfr destinato alla previdenza complementare
Realizzazione di idonee misure compensative per le imprese con meno di 50 addetti che destinano a previdenza complementare il trattamento di fine rapporto dei propri dipendenti.
Investimenti nell’economia reale
Avviare un apposito tavolo istituzionale, con la partecipazione delle Parti sociali ed il successivo coinvolgimento delle istituzioni e delle associazioni di settore, per la definizione delle modalità e degli strumenti utili a favorire e rendere conveniente, ed in condizioni di sicurezza per i loro aderenti, l’investimento dei fondi pensione nell’economia reale, con particolare riguardo all’individuazione delle caratteristiche e degli scopi dell’investimento stesso (sviluppo infrastrutturale e locale, finanziamento delle PMI, ecc.).

Un pacchetto molto ambizioso e corposo che a prescindere da quello che sarà realizzato, perchè il governo ha già messo le mani avanti dicendo che la “strada è stretta”, sta a significare una cosa molto importante: anche se si realizzassero tutte le richieste sindacali, specie per la pensione di garanzia giovani, queste non comporterebbero il superamento della previdenza complementare, indispensabile più che mai per avere una pensione adeguate alle necessità di vità in pensione.

c.l.

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