Le politiche di investimento delle Casse dei professionisti

Scritto il alle 08:55 da [email protected]

La COVIP, l’Autorità di vigilanza sui fondi di previdenza complementare, dal 2011 esercita anche le funzioni di vigilanza sugli investimenti e sulla composizione del patrimonio degli Enti previdenziali dei Professionisti.

Essa svoge le proprie funzioni di controllo, svolgendo  approfondimenti su specifici aspetti della gestione diquesti  enti. In tale ambito ha posto particolare attenzione alla correttezza del processo decisionale  nelle scelte di investimento, al ruolo svolto dagli advisor, ai sistemi di controllo della gestione finanziaria, oltre che alla verifica delle operazioni fatte e proprio in questi giorni è stato pubblicato – in chiave aggregata – un quadro aggiornato a fine 2016 degli aspetti più significativi delle politiche di investimento delle casse dei professionisti.
Alla fine del 2016, il valore di mercato delle attività totali delle Casse ammonta a 80 miliardi di euro, l’aumento rispetto al 2015 è di 4,6 miliardi (circa il 6 %).
Esse detengono 19,5 miliardi di euro di titoli di debito, circa 300 milioni in meno rispetto al 2015; tra i titoli di debito, l’ammontare investito in titoli di Stato è salito da 13,9 a 14,4 miliardi mentre gli altri titoli di debito, 5,1 miliardi, registrano una diminuzione di circa 800 milioni di euro. Gli impieghi in titoli di capitale ammontano a 7,7 miliardi di euro rispetto ai 7,6 del 2015. Per quanto riguarda gli investimenti in OICR si rilevano incrementi, rispettivamente, da 13,2 a 16,7 miliardi di euro per le quote di OICVM e da 14,5 a 15,7 miliardi per le quote di altri OICR; in quest’ultimo caso, l’aumento è imputabile quasi per l’intero ai fondi immobiliari che salgono da 11,3 a 12,7 miliardi di euro.
L’analisi dell’evoluzione delle attività condotta su un arco temporale più esteso, pari agli ultimi cinque anni mostra che:
si è ridotto in modo consistente il peso degli investimenti immobiliari, comprensivi anche delle quote di fondi immobiliari, passato dal 32,6 per cento a fine 2012 al 23,8 di fine 2016; in valore assoluto, il totale degli investimenti immobiliari rimane tuttavia rilevante (19,1 miliardi di euro rispetto ai 19,6 del 2012);
è salita l’incidenza dei titoli di Stato, dal 15,7 per cento del 2012 al 18 del 2016; è, invece, scesa la quota degli altri titoli di debito dal 10,2 al 6,4 per cento;
– si è incrementato in modo significativo il peso delle quote di OICR considerate al netto dei fondi immobiliari: 24,6 per cento rispetto al 16,9 del 2012;
– è aumentata l’incidenza dei titoli di capitale: dal 4,1 per cento del 2012 al 9,6 del 2016.
La riaggregazione delle componenti dell’attivo, ottenuta tenendo conto delle componenti obbligazionaria e azionaria sottostanti gli OICVM detenuti , mostra che alla fine del 2016:
– gli investimenti immobiliari, 19,1 miliardi di euro, costituiscono il 23,8 per cento dell’attivo (24,5 nel 2015); tra le diverse componenti, aumenta l’incidenza delle quote di fondi immobiliari (dal 15 al 15,9 per cento) mentre diminuisce quella degli immobili detenuti direttamente (dall’8,9 al 7,3 per cento);
– gli investimenti in titoli di debito, 27,9 miliardi, costituiscono il 34,8 per cento dell’attivo (34,9 nel 2015); tra le diverse componenti, diminuiscono gli investimenti diretti (complessivamente, dal 26,3 al 24,4 per cento) e aumenta la componente obbligazionaria negli OICVM (dall’8,6 al 10,4 per cento);
gli investimenti in titoli di capitale, 13,2 miliardi di euro, costituiscono il 16,5 per cento dell’attivo (16,3 nel 2015); tra le diverse componenti, si registra una diminuzione degli investimenti diretti (0,4 punti percentuali) e un aumento della componente azionaria negli OICVM (0,6 punti percentuali).

Investimenti immobiliari

Il 70 per cento degli immobili è ubicato nel centro Italia (il 95 per cento di questi si trova a Roma); circa un quarto è localizzato nel nord del Paese (per i tre quarti concentrati a Milano). La destinazione d’uso prevalente è quella residenziale (44,9 per cento), seguita da uso uffici (28,1 per cento), strumentale (10 per cento) e commerciale (9 per cento). Sulla riduzione degli immobili detenuti direttamente hanno continuato a incidere in misura significativa i conferimenti a favore di fondi immobiliari (di cui la Cassa è di norma l’unico quotista). In termini contabili, tali operazioni hanno quasi sempre generato cospicue plusvalenze (per il più elevato valore attribuito ai cespiti conferiti rispetto ai corrispondenti valori iscritti a bilancio), senza tuttavia dar luogo a proventi monetari effettivi e, quindi, a nuove risorse. Proprio in considerazione della connotazione meramente contabile di dette plusvalenze, una Cassa le ha accantonate – in un’ottica prudenziale – in uno specifico appostamento del passivo dello stato patrimoniale, neutralizzando in tal modo gli effetti economici rinviandoli al momento della loro effettiva monetizzazione.

Investimenti obbligazionari

I titoli obbligazionari, inclusa la componente di titoli di debito sottostante gli OICVM detenuti, si attestano nel complesso a 27,9 miliardi di euro; essi costituiscono il 34,8 per cento delle attività, valore sostanzialmente invariato rispetto al 2015.

I titoli di debito ammontano a 19,5 miliardi di euro; in termini percentuali costituiscono la quota più rilevante delle attività (24,4 per cento), seppur in diminuzione di 1,9 punti percentuali rispetto al 2015. I titoli di debito sono distinti in titoli di Stato (in cui sono ricompresi anche i titoli emessi da organismi sovranazionali) e altri titoli di debito.

I titoli di Stato: – totalizzano 14,4 miliardi di euro, il 18 per cento delle attività (in diminuzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015); – per il 61 per cento sono costituiti da emissioni della Repubblica italiana; tra gli altri emittenti sovrani, i restanti Paesi dell’Area dell’euro formano il 16 per cento, gli Stati Uniti il 13 per cento e il Giappone il 3 per cento. Gli altri titoli di debito: – corrispondono a 5,1 miliardi di euro, il 6,4 per cento delle attività (scesi di 1,5 punti percentuali rispetto al 2015); – per il 50 per cento si riferiscono a emittenti residenti in Paesi dell’Area dell’euro;
– le obbligazioni strutturate, inclusa anche la componente di titoli quotati, ammontano a 1,2 miliardi di euro; l’incidenza sul complesso delle risorse detenute dalle Casse, circa l’1,5 per cento, prosegue nella tendenza decrescente (era il 6,3 per cento nel 2012). I due terzi di tali strumenti finanziari fanno capo a una sola Cassa, per la quale il peso sul totale dell’attivo si attesta al 3,9 per cento; per il resto sono distribuite tra 7 Casse (per una delle quali la presenza delle obbligazioni in questione interessa anche una delle due gestioni patrimonialmente separate in essa istituite ai sensi del Decreto lgs. 103/1996), con percentuali di incidenza che vanno dallo 0,5 al 7,4 per cento.  Rispetto ai titoli detenuti direttamente, il portafoglio obbligazionario sottostante gli OICVM presenta alcune differenze: – è in prevalenza costituito da titoli corporate (63 per cento); – è investito per la maggior parte in Paesi dell’Area dell’euro diversi dall’Italia (30 per cento), negli Stati Uniti (27 per cento) e nei Paesi non aderenti all’OCSE (16 per cento).

Investimenti azionari

I titoli azionari, inclusa la componente di titoli di capitale sottostante gli OICVM detenuti, ammontano complessivamente a 13,2 miliardi di euro; essi costituiscono il 16,5 per cento del totale dell’attivo, incrementandosi di 0,2 punti percentuali rispetto al 2015.

I titoli di capitale ammontano a 7,7 miliardi di euro; essi si ragguagliano al 9,6 per cento delle attività, registrando una riduzione di 0,4 punti percentuali rispetto al 2015. Per quanto riguarda la componente azionaria degli OICVM detenuti, essa ammonta a 5,6 miliardi di euro, il 6,9 per cento delle attività (in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto al 2015). Rispetto ai titoli detenuti direttamente, il portafoglio azionario: – è in prevalenza investito negli Stati Uniti (34 per cento); seguono l’Area dell’euro (25 per cento) e i Paesi non aderenti all’OCSE (14 per cento); – è per la maggior parte investito nel settore dei beni di consumo (25 per cento); seguono il finanziario (19 per cento), l’information technology (13 per cento) e l’industriale (11 per cento).
OICR

Gli OICR, comprensivi anche dei fondi immobiliari, ammontano a 32,4 miliardi di euro; essi corrispondono al 40,5 per cento delle attività, in aumento di 3,9 punti percentuali rispetto al 2015. Gli altri OICR totalizzano 15,7 miliardi di euro, il 19,7 per cento delle attività totali (in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto al 2015); per essi sussistono inoltre 2 miliardi di euro di residui impegni di sottoscrizione. Tali strumenti finanziari sono per i quattro quinti costituiti da fondi immobiliari (12,7 miliardi di euro); sono presenti anche fondi di private equity per un ammontare di 1,2 miliardi di euro.

Altre componenti

Nelle attività complessivamente detenute dalle Casse sono inoltre presenti liquidità – comprensiva anche dei crediti per operazioni di pronti contro termine e dei depositi bancari con scadenza non superiore a 6 mesi – per 6,4 miliardi di euro (8,1 per cento del totale), polizze assicurative di Ramo I, III e V per 465 milioni di euro (0,6 per cento) e altre attività per 7,1 miliardi di euro (8,9 per cento), di cui 5,8 miliardi di euro rappresentativi di crediti di natura contributiva. L’incidenza di tali componenti sul totale delle attività è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2015. In 8 Casse (per una delle quali anche con riguardo alla gestione patrimonialmente separata in essa istituita, tra le altre attività sono anche presenti strumenti finanziari derivati per un valore di mercato di 49 milioni di euro. Si tratta di strumenti finanziari derivati impiegati pressoché integralmente con finalità di copertura del rischio di cambio.

c.l.

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Dobbiamo essere sorpresi? Certo che no. E non poteva essere diversamente. La nostra amica Janet
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016 (range 15017/21194 ) ) [ us
FTSE Mib: l'apertura di oggi dell'indice tricolore italiano mostra la stessa incertezza di ieri, qu
Ieri scherzando ma non troppo, abbiamo scritto che un'ondata di terrore ha attraversato l'Europa
Il 12 dicembre 2017 si è tenuto a Roma presso l’Università Luiss l’Assemblea annuale dei F
PREVISIONE Periodo complesso da decifrare per questa valuta! Dando per scontato l'iniz
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016 (range 15017/21194 ) ) [ us
La disinformazione e la confusione che regna nell'opinione pubblica attorno a Bitcoin e le cript
Contenuti del Percorso, Location, Orari e Costo alla Sezione Percorso sulla Te
Oggi, prima di fare la nostra analisi quotidiana, vorrei spendere 2 parole sul Bitcoin e le Blockc