Il report Mercer sulle pensioni ci mette al 20° posto

Scritto il alle 08:45 da [email protected]

E’ stato pubblicato il Report Melbourne MERCER Global Pension Index 2017, uno spaccato sulle pensioni nei paesi più avanzati.
I sistemi pensionistici in tutto il mondo, siano essi sistemi di sicurezza sociale pubblici o retti da fondi privati, sono più che mai sotto pressione sia dal punto di vista della sostenibilità economica sia per le ripercussioni sociali. Una delle cause principali dello squilibrio economico è costituito dal rapido invecchiamento della popolazione. Ma questo non è l’unico punto di criticità sui nostri sistemi pensionistici. Gli strascici seguenti la crisi economica , i rendimenti ridotti a causa dei tassi di interesse a volte addirittura negativi hanno finito per ridurre il vantaggio degli investimenti a lungo termine, colpendo in particolar modo i fondi a prestazione definita. Poi permane ancora una disoccupazione significativa, in particolare tra i giovani che mette in forse la loro capacità di costruirsi una pensione, la crescente prevalenza dei regimi di contribuzione definita. Per far fronte a tutto questo, in molti paesi sono state adottate delle drastiche riforme pensionistiche che alleggeriscono i costi ma aumentano le tensioni sociali.
All’interno di questo contesto globale di cambiamento, è importante cercare di capire quale best practice possano essere applicate subito ed in futuro per risolvere il problema dell’adeguatezza pensionistica.
. Questa nona edizione del Melbourne Mercer Global Pension Index analizza questi elementi confrontando i sistemi pensionistici in 30 paesi che comprendono una diversità di politiche pensionistiche.
L’obiettivo primario della ricerca è quello di confrontare il sistema pensionistico di ciascun paese utilizzando più di 40 indicatori. Un importante scopo secondario è evidenziare le maggiori carenze riscontrate nel sistema di ciascun paese e suggerire le possibili riforme che forniscano vantaggi pensionistici più adeguati, maggiore sostenibilità a lungo termine e maggiore fiducia nel sistema pensionistico.
Molte delle sfide relative all’invecchiamento delle popolazioni sono simili, indipendentemente dalle influenze sociali, politiche, storiche o economiche di ciascun paese. Anche le riforme politiche necessarie per alleviarle sono simili e riguardano le età pensionabile e, il livello delle risorse stanziate per le pensioni, incoraggiando i dipendenti a lavorare più a lungo mentre in Italia in questo momento infuria il dibattito proprio per questo elemento. Le donne in particolare passano da un limite di età pensionabile di 65 anni a 67. Poi non si venga a parlare di politica di genere perchè proprio le donne ne escono ulteriormente penalizzate, almeno da noi.
Quest’anno comunque nel rapporto è stato considerato l’impatto dell’invecchiamento delle popolazioni, analizzando il rapporto previsionale di dipendenza di vecchiaia per ciascun paese e cinque fattori mitiganti. I risultati sono affascinanti; considerando la posizione relativa dei singoli Stati.
Per quanto riguarda l’Italia la pensione si basa sul sistema contributivo più un sistema di assistenza sociale a carico della fiscalità generale. Esistono anche forme di previdenza complementare, ma la copertura fornita da queste è bassa pur se in graduale aumento.

Nell’Indice, per “sistema pensionistico”, si intende la somma complessiva di previdenza pubblica, complementare e del risparmio previdenziale, anche attraverso strumenti assicurativi e di risparmio gestito e che la sostenibilità complessiva dei sistemi previdenziali è analizzata in ottica più ampia, che valorizzi più componenti atte a sostenere il tenore di vita di coloro che escono dal mercato del lavoro. Danimarca, Paesi Bassi e Australia rappresentano, pur nelle differenze di impostazione dei rispettivi sistemi pensionistici, tre esempi di adozione del corretto approccio multi-pilastro.

L’impostazione dell’indice è infatti quella del confronto perchè nessun sistema pensionistico è perfetto.

Nell’edizione 2017 Mercer ha scelto di adottare una nuova domanda, nella categoria sostenibilità; l’aggiunta di questa nuova domanda ha pertanto portato a variazioni nelle ponderazioni. Il nuovo parametro introdotto misura la crescita dell’economia reale attuale e prospettica

Il valore dell’indice complessivo per il sistema italiano potrebbe essere aumentato implementando le adesioni alla previdenza complementare, aumentando così il montante complessivo dei contributi ( quello accumulato presso l’Inps e quello presso il fondo pensione), limitando le incentivazioni alla flessibilità in uscita, tutte cose che in Italia si stanno con molta fatica, perché le riforme, almeno fino alla Fornero compresa, sono state fatte in maniera tranchant senza tenere conto della situazione sociale, della diversità dei lavori svolti e del lavoro di cura familiare, creando insicurezza per il futuro, oltre danneggiare improvvisamente incolpevoli lavoratori, come è successo per gli esodati. Attualmente con i sindacati si cerca, nell’alveo del sentiero indicato anche dal Melbourne Index, di costruire un sistema sostenibile, ma anche più equo.
Il sistema pensionistico italiano è al 20esimo posto tra i 30 paesi presi in esame dal Melbourne Mercer Global Pension Index (Mmgpi) ( era al 19 nel 2016).
L’indice misura i sistemi previdenziali sulla base di indicatori che fanno capo a 3 macro-aree:
adeguatezza,
• sostenibilità
• trasparenza


Il valore dell’indice per ciascuno dei sistemi pensionistici presi in esame rappresenta la media ponderata di queste tre macro-aree. Con ‘adeguatezza’ si intende il livello delle prestazioni, l’architettura del sistema previdenziale, i rendimenti degli investimenti, comprendendo le risorse del risparmio privato. All’interno della macro-area ‘sostenibilità‘ si trovano indicatori quali la percentuale di adesione a fondi di previdenza complementare, gli aspetti demografici, alcune evidenze macroeconomiche come la contribuzione e debito pubblico. La “trasparenza”, infine, considera diversi elementi come la normativa, la governance del rischio pensionistico, così come il livello di fiducia che i cittadini ripongono nel proprio sistema.
La necessità di indirizzare il problema della sostenibilità del  sistema pensionistico italiano era già stato evidenziato nelle precedenti edizioni della ricerca. Marco Valerio Morelli, Amministratore Delegato di Mercer Italia, sintetizza così: «L’invecchiamento della popolazione, i bassi tassi di natalità, l’aspettativa di vita sempre più lunga da un lato, così come i bassi livelli di rendimento di mercato e il deficit di risparmio previdenziale impongono ancora una volta all’Italia una riflessione sul proprio sistema pensionistico. Attestiamo con favore – prosegue Morelli – la crescente consapevolezza politica e sociale dell’ importanza della tematica dell’equità intergenerazionale, ribadita anche nell’Indice».
I paesi con indice più alto 75/80 (mix di sostenibilità adeguatezza)sono la Danimarca e l’ Olanda
L’Italia si posiziona al 20° posto perdendo una posizione rispetto al 2016.

Camillo Linguella

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