Ed ora l’Ape aziendale, andrà meglio?

Scritto il alle 08:48 da [email protected]

Dopo la maxibocciatura dell’ape sociale, le nuove direttive del ministero del lavoro dovrebbe consentire il recupero di qualche migliaia di domande, ma anche se così fosse, c’è qualcosa da rivedere, perché la bocciatura del 70% delle richieste implica necessariamente una revisione approfondita del nuovo strumento previdenziale. Esso è stato istituito per consentire di andare anticipatamente in pensione per coloro che si trovano in situazione di grave disagio o svolgono lavori gravosi, situazione ancora più pressante dopo che all’orizzonte si profila il trattenimento in servizio per 5 mesi in più arrivando a 67 anni. Intanto in Polonia il limite di età da 67 è stato ridotto a 65 anni per gli uomini e 60 per le donne e sono proprio curioso di vedere cosa dirà l’Europa in proposito..
Per l’ape volontaria, lo stallo è totale.Il decreto attuativo che è stato finalmente pubblicato, non ha risolto niente perchè mancano ancora gli accordi con le banche e le società di assicurazioni .
Ora dovrebbe essere la volta dell’ape aziendale ( comma 172 art 1 legge 232/16), la più negletta dell’alveare previdenziale su cui invece le aziende in ristrutturazione contano molto anche perché i costi dell’operazione dall’azienda passano al dipendente.
Per incrementare il  montante contributivo dell’Ape aziendale, i datori di lavoro del settore privato, gli enti bilaterali,  i fondi di solidarietà bilaterali e bilaterali alternativi, possono, con il consenso dell’interessato  incrementare il montante contributivo individuale versando all’Inps, in unica soluzione al momento della richiesta, un contributo non inferiore, per ciascun anno di anticipo sull’età pensionabile, all’importo determinato sull’aliquota contributiva prevista per l’Inps..Il parametro di partenza per la somma che l’impresa è tenuta a versare all’INPS,  è pari al 33% dell’imponibile delle ultime 52 settimane di lavoro.
Per fare un esempio, consideriamo un dipendente con stipendio lordo annuo di 30mila euro se si ritira con un anno di anticipo, il datore di lavoro verserà 9.900 euro (il 33% di 30mila). Questa somma che nell’Ape aziendale è sostenuta dalla banca o meglio, in ultima analisi, dal lavoratore stesso.
Gli Enti bilaterali sono enti privati costituiti dalle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro di una determinata categoria professionale, costituiti di solito dai contratti collettivi e possono entrare in giorco per l’ape aziendale.
Sono paritetici, nel senso che i rappresentanti dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro sono in numero eguale tra loro. Esprimono una concreta ed efficace forma di risoluzione di problemi sindacali  per lavoratori che cambiano spesso datore di lavoro (per esempio, nell’edilizia); in merito alla formazione professionale; sicurezza del lavoro; prestazioni previdenziali ed assistenziali ed altro.
Da qualche anno la legge ha iniziato a promuovere il ruolo degli enti bilaterali, riconoscendogli compiti relativamente al mercato del lavoro, all’assistenza della volontà delle parti nella stipulazione dei contratti e nella disposizione dei diritti.
L’APE aziendale come si evince, è una variante di quella volontaria e si caratterizza per la volontà dei datori di lavoro di aziende in ristrutturazione o in esubero, di favorire l’uscita anticipata dei propri dipendenti fino a tre anni e 7 mesi prima. Come per l’Ape aziendale  siamo di fronte ad un prestito-ponte nel periodo di anticipo, che va restituito in rate ventennali. Le rate vengono scalate automaticamente dall’INPS dalla pensione e sono garantite da una polizza assicurativa. Anche per questa modalità di anticipo pensionistico si attendono le ultime disposizioni relative agli aspetti finanziari e alle procedure operative. Probabilmente  l’ape aziendale avrà un partenza reale dal 2018 come quella ipotizzata per l’ape volontaria del resto..
Più specificatamente l’Ape aziendale consiste in un accordo tra l’impresa e il lavoratore interessato al prepensionamento. Sulla base dell’accordo l’ azienda versa contributi di cui sopra perchè  producono un incremento dell’assegno pensionistico rendendo meno onerosa per il lavoratore la rata del prestito. Questo meccanismo è stato pensato per ridurre i costi a carico delle imprese con lavoratori in esubeo e   favorire il ricambio generazionale aziendale.


Il costo dell’ape aziendale  è minore di quasi 2/3 in meno  rispetto ai costi dell’Isopensione.  Nel caso di isopensione, oltre ai versamenti contributivi all’Inps, le aziende sono tenute anche alla corresponsione dell’assegno di esodo cioè quella somma economica che “accompagna” il lavoratore alla pensione. L’assegno di accompagnamento previsto dall’articolo 4 della legge 92/2012 continuerà a funzionare nella forma attualmente vigente. Inoltre per l’ape aziendale il contributo aggiuntivo non è fisso ma può essere definito dal datore di lavoro sulla base delle proprie possibilità e in accordo con il lavoratore.
Ricordiamo che l’Isopensione è applicabile solo nelle aziende con più di 15 dipendenti e per un massimo di 4 anni. Prevede il versamento sia della contribuzione che dell’assegno di pensione anticipata a carico dell’azienda.
Per calcolare i costi a carico del datore di lavoro va presa in considerazione la contribuzione volontaria,  Resta ferma la facoltà per le parti di raggiungere un accordo su un contributo superiore al predetto valore ove, ad esempio, si voglia garantire la piena sterilizzazione del peso della rata di ammortamento. Il meccanismo dovrà essere regolato dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri atteso forse per la fine dell’anno.

Per quanto riguarda invece l’Ape Sociale, nell’ incontro del 26 ottobre 2017 con il Ministro Poletti e il presidente dell’Inps Boeri, i sindacati hanno chiesto la correzione di quegli elementi che hanno fatto si che il 70% delle domande fosse respinto, cioè lo Stato di disoccupazione, l’assistenza ai disabili, i lavori gravosi edi c.d. lavoratori precoci.
Disoccupazione
Per quanto riguarda lo stato di disoccupazione, per le quali si è registrato il maggior numero di respinte, è stato richiesto l’applicazione di quanto disposto dall’art.19 comma 7 del dlgs.150/2015, che consente la compatibilità del lavoro entro precisi limiti di reddito.

Assistenza disabili
Per quanto concerne il requisito della convivenza, indispensabile per rientrare tra i beneficiari di coloro che prestano assistenza ad un familiare con handicap grave, è stato richiesto l’applicazione del concetto di convivenza come indicato nella sentenza della Corte costituzionale n.19709 del 30.01.2009 recepita dal Ministero e dall’Inps con il messaggio n.6512 del 2010 (la residenza nel medesimo stabile, ma in interni diversi, perché non pregiudica l’effettività e continuità dell’assistenza al genitore disabile).
Lavori gravosi
Sul tema delle mansioni gravose, è stata richiesta una valutazione più attenta di questi casi, laddove il lavoratore abbia prodotto le buste paga il contratto di lavoro che indicano la mansione svolta come gravosa, anche laddove il livello medio di tariffazione dei premi INAIL sia inferiore al 17 per mille.
Lavoratori Precoci
Pere costoro occorre una valutazione uniforme per definire il requisito dei 12 mesi di lavoro effettivo svolto prima del compimento del diciannovesimo anno di età, viste le diverse modalità di accredito espresse in settimane, mesi o giorni (lavoratore agricolo, etc).. .
Domande respinte per mancanza di documentazione
In considerazione delle tante domande respinte per mancanza della documentazione l’INPS si è impegnata a procedere comunque alla certificazione delle istanze, consentendo l’invio dei documenti mancanti oltre il termine previsto del 15 luglio 2017.
Domande respinte dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto scuola
Per consentire l’accesso all’APE sociale e al pensionamento anticipato dei lavoratori precoci del comparto scuola, è stato sollecitato il coinvolgimento del MIUR, vista l’unica uscita di pensione prevista con il 1° di settembre di ogni anno.

 

 

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Alla mente mi vengono i momenti vissuti nel 2011 quando ci fu una pressione enorme sul Governo B
Inizio di giornata fragile per il Ftse Mib che dopo un avvio in marginale rialzo scivola nuovamente
Mercoledì 16 maggio 2018, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, l’Istat ha illustr
Questa volta prima di iniziare dall'America,di cui parleremo puntualmente lunedì, è giusto por
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
In un contesto di incertezza politica, di mancanza di una direzione chiara di strategia industri
Nel video settimanale di TRENDS sono ormai mesi che parlo dei paesi emergenti come un mix di ris
Ftse Mib: l'indice italiano avvia il pull back sui 24.000 punti, dopo la seduta pesante di ieri. I c
Ve lo ricordate il principio di Peter, si quello che fa riferimento alla figura dello psicopatic