Non giochiamo con la complementare

Scritto il alle 09:02 da [email protected]

Sulle pensioni la lotta diventa sempre più aspra. Lo scontro ora è focalizzato sull’innalzamento automatico dei limiti di età che dovrà portarci lentamente e inesorabilmente a 70 anni se non oltre. Su quest’innalzamento ci sono almeno tre questioni che oggettivamente richiedono l’adozione di misure più articolate:
1. la diversità dei lavori svolti,
2. la sostenibilità del sistema nel lungo periodo,
3. l’andamento del mercato del lavoro.
Sulla diversità dei lavori svolti hanno convenuto un po’ tutti. L’esempio classico è quello dell’edile 70enne costretto ad arrampicarsi sulle impalcature oppure a penzolarsi appeso alle funi, come è in auge in questo momento per ridurre ulteriormente i costi. Le divergenze consistono nella individuazione reale delle diverse speranze di vita legate alle diverse attività e le modifiche normative da adottare. Il governo punta ad una soluzione immediata modificando l’età pensionabile alle categorie incluse nei lavori usuranti e quelle previste dall’ape sociale, più qualche altra come i marittimi, i pescatori, i siderurgici e gli agricoltori per una platea di 15/20.000 soggetti.
Questa scelta non comprometterebbe la sostenibilità economica nel lungo periodo, perché i destinatari sono numericamente contenuti, mentre nel frattempo sarebbe insediata una Commissione con il compito di  studiare le reali aspettative di vita in quanto l’Istat afferma che oggi   non ha  gli elementi statistici necessari. Inoltrecon  l’andata a regime del sistema contributivo per tutti, la flessibilità in uscita non sarebbe più un tabù perché insita nel sistema stesso.
L’ andamento del mercato del lavoro è il vero snodo che vanifica qualsiasi riforma. Facendo un ragionamento molto grossolano ma esemplificativo, ogni anno vanno in pensione circa 500.000 lavoratori. Con le modifiche richieste si arriverebbe a 520/530.000 nuovi pensionati annui. Se ci fossero annualmente 1.500.000 ( rapporto minimo 1 a 3, un pensionato ogni 3 lavoratori) di nuove occupazioni stabili, non ci sarebbe nessun problema. In un sistema a ripartizione qual è quello italiano dove si spende quello che si incassa, il gettito contributivo realizzerebbe  il pay as you go potendo pagare  le pensioni in essere senza aggravare le future generazioni, realizzando la completa neutralità attuariale. Ma sappiamo che non è così purtroppo, anzi l’allungamento dell’età lavorativa restringe ancora il mercato lavorativo in ingresso a causa del blocco del turn over. Oggi abbiamo 18 milioni di pensioni in essere e quasi 24 milioni lavoratori attivi iscritti all’Inps, un rapporto 1 a 1,5, che i contratti sono sempre più a tempo determinato e  che parte dei contributi raccolti sono utilizzati anche per ammortizzatori sociali, Naspi ecc.
Come si vede la situazione è molto complessa e la quadratura del cerchio sempre difficile se non impossibile.
In questa veloce e approssimativa disamina è stato trascurato l’aspetto demografico perché ricompreso nella determinazione della speranza di vita. Più si allunga la vita più rate di pensioni ci sono da pagare.

E poi bisogna pensare all’adeguatezza, cioè al quantum delle pensioni.
La pensione non dimentichiamo deve servire a vivere, mantenendo un certo tenore di vita, appunto adeguato ai bisogni. In base a quanto detto sopra è molto improbabile, anzi è certo che non sarà così. Al netto delle poche pensioni d’oro, la pensione media è di poco superiore ai mille euro, e sono moltissimi invece, specie le donne che percepiscono una pensione sui 750 euro, per non parlare dei .3,5 milioni che percepiscono della pensione minima di 500 euro

Per questo motivo il legislatore, che è un soggetto astratto, ma è la risultante delle volontà dei parlamentari, delle istanze sociali, degli interessati, eccetera, ha istituito la previdenza complementare, con il compito specifico di integrare la rata della pensione pubblica, su base volontaria e a carico dei richiedenti.
Ora si sta assistendo ad una metamorfosi delle finalità di questo istituto, pur se dettato dalle intensioni più nobili possibili, da integratore pensionistico si cerca di farlo diventare un ammortizzatore sociale, minando anche il concetto con cui concorrere a raggiungere l’adeguatezza. Basta guardare gli ultimi provvedimenti adottati.
L’istituzione della rendita anticipata e la rendita integrativa pensionistica anticipata, che sono istituti simili ma con presupposti diversi, altro non è che un tentativo da parte dello Stato di poter far percepire anticipatamente, rispetto ai limiti di età di volta in volta previsti, una rendita prelevandola dai propri risparmi accumulati presso un fondo pensione, così da evitare il più possibile un suo ( dello Stato) intervento.
Queste possibilità di anticipo, unitamente ad un altro elemento introdotto dalla legge 124/17, cioè la possibilità di chiedere la trasformazione montante speso in rendita fino a 10 anni prima dei limiti di età della Fornero, va a detrimento della adeguatezza della rendita stessa.
Se per es., un lavoratore ha accumulato un montante di 100.000 euro, a 63 anni, se chiede la Rita, oppure dopo 24 mesi di inoccupazione e a 62 anni ( 5 anni prima di 67) se chiede la rendita temporanea, possono utilizzare poniamo 30.000 euro da trasformare in rendita, per il richiedente della Rita che può anche rimanere al lavoro può essere un affare, per il disoccupato, anche se utilizzasse tutti i 100.000 accumulati non potrebbe vivere adeguatamente.
L’altro punto che mina il concetto di adeguatezza è quello sempre previsto dalla legge 124/2017 che prevede la possibilità che gli accordi fra le parti possono stabilire di versare una percentuale minima di tfr ai Fondi pensione o non versarlo per niente.
E’ chiaro che lo scopo è quello di incentivare le adesioni, ma si dimentica che la trovata fondamentale per costruirsi una rendita pensionistica di una certa consistenza, fu proprio nell’utilizzo del tfr, altrimenti i lavoratori avrebbero dovuto accantonare somme consistenti per una pensione decorosa nel futuro, di cui probabilmente non ne hanno disponibilità.
E poiché era radicato nella mentalità degli italiani l’idea che al pensionamento si riscuotesse anche la “liquidazione”, la legge previde che il 50% del capitale accumulato potesse essere riscosso in unica soluzione ed il resto in rendita. Oggi non so se questa opzione mantiene la sua rilevanza avendo letteralmente polverizzato il proprio capitale.
E’ una previsione normativa tuttavia molto liberal perché consente al lavoratore tutta una serie di opzioni sull’utilizzo del proprio tfr, ma proprio per questo occorre che sia ancora maggiormente consapevolizzato con diffuse campagne di educazione previdenziali e finanziarie.
In quest’ambito lo scorso 6 settembre si è tenuto il primo incontro del “Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”, istituito con decreto del Ministero dell’Economia assieme al Ministero dell’Istruzione, dello Sviluppo economico cui partecipa anche la Covip ed altri soggetti competenti, con l’obiettivo di programmare e promuovere iniziative di sensibilizzazione ed educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 1.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Non giochiamo con la complementare, 1.0 out of 10 based on 1 rating
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Dopo la "sbornia" della settimana scorsa, sul mercato sembra esserci una calma apparente, malgrado
Ftse Mib: l'indice italiano tenta il rimbalzo dopo lo scivolone di ieri, quando i corsi hanno lascia
Dal gennaio 2019, almeno finora, per andare in pensione di vechiaia o anticipata, bisognerà lavorar
Una notizia padroneggia su tutte oggi. Il ritorno della Grecia nei “paesi che contano”. Inf
Premesso che da tempo conosciamo il trasporto di Emmanuel Macron per le donne di una certa età...
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Il passaggio da “economia di Frontiera” a “paese emergente” rappresenta un importante upgr
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec