La disfida sulle pensioni

Scritto il alle 08:41 da [email protected]

Senza aspettare lo scioglimento delle Camere e l’indizione dei comizi elettorali, è già iniziata di gran carriera la corsa all’accaparramento del voto delle pantere grigie, sciorinando improbabili quanto irrealistici miglioramenti pensionistici e minacciando, additandoli al pubblico ludibrio, come se fossero ladri o malfattori, i percettori delle pensioni medio alte, le c.d. pensioni d’oro. Molti di quelli che parlano di pensioni, delle loro modifiche e come realizzarle, probabilmente non sanno di che parlano, quali sono i meccanismi attuariali, sociali, demografici e cose del genere ( molto noiose oltretutto da lasciare agli sgobboni ed ai topi di biblioteca) che sostengono uno schema pensionistico/previdenziale, sia pubblico che privato. Pochi sanno che l’antenato della pensione per esempio è il contratto di assicurazione sulla vita da cui ci si è molto discostati fortunatamente, ma il Dna è quello.
La ragione dell’ esacerbato interesse, molto più di quello che sarebbe ovvio sullo sviluppo o almeno il rilancio del mercato del lavoro, forse è da ricercare nella perdurante propensione al voto degli anziani. In un panorama elettorale che vede l’avanzata sempre più consistente dell’astensionismo, gli anziani ( i vecchi per usare un termine non politicamente corretto insomma) sono quelli che statisticamente rimangono ancora affezionati alle urne, mentre i giovani ed i meno giovani, archiviata la stagione della conquista del voto a 18 anni, frustrati da prospettive poco incoraggianti, si astengono oppure come ha registrato il Censis, carichi di livore e rancore, danno sostegno a chi promette di sfasciare tutto, tanto, argomentano,  peggio di così non potrà essere. Tuttavia, i conflitti di Ryanair prima e di Amazon dopo, più di quelli legati alle vicende di Alitalia e di Almaviva hanno rivelato una insospettata capacità di resistenza di quei dipendenti agli stessi addetti ai lavori, sindacati e forze politiche, almeno quelle che ancora di identificano con questo termine.
Perimetrato il terreno di caccia sono partite le campagne di accalappiamento. Sembra di sentire Dulcamara dell’Elisir d’amore quando elogia le prodezze del suo “mirabil specifico”
Prima in classifica la promessa di più facile comprensione e “accattivazione” , la  :Pensione minima a 1.000 euro, in sostanza la riproposta di quella vecchia del 1993 della pensione minima di un milione di lire, perché allora c’erano ancora le lire. Oggi si raddoppia, perche mille euro sono circa due milioni di vecchie lire, in più si offre l’istituzione di un ministero per la terza età. A ruota segue la promessa dell’abolizione della legge Fornero unita alla promessa di farla “ripiangere” (sempre la Fornero). Più modestamente altri vogliono portare la pensione minima a miseri 780euro al mese ( 780 euro è anche la promessa della stessa forza politica di un reddito minimo garantito. Dalla gioventù alla pensione con 780 euro assicurati vita natural durante. Voglio vedere chi si opporrà ad una cosa del genere! Oltretutto la promessa pensionistica è stata accompagnata anche dall’indicazione della fonte di finanziamento. Un bel taglio delle pensioni d’oro così da recuperare 12 miliardi di euro. Poi quando si è visto che per mettere assieme questa cifra si sarebbe dovuto colpire  pensioni da 2000 euro circa, si è cercato di aggiustare il tiro, ma ormai la frittata era fatta. Sulla scia di questa scivolata, altri hanno promesso di tagliare sempre le pensioni, ma solo quelle superiori ai 5.000 euro mensili..
Poi ci si è ricordato delle casalinghe, perché le nuove pensioni devono riguardare “quelle persone che hanno lavorato la sera, di domenica, durante le ferie estive, senza essere mai pagate“. Queste persone, ha aggiunto Berlusconi, sono “le nostre mamme”, ovvero le casalinghe, “che devono avere la possibilità di trascorrere una vecchiaia serena e dignitosa”. Costo circa sette miliardi di euro (“lo dice Brunetta che tiene i conti”, ha detto l’ex premier ospite da Vespa), ma non dice da dove arriveranno i soldi.
A tal proposito, voglio ricordare che fu istituito un apposito fondo per le casalinghe naufragato per mancanza di finanziamenti. Lo dovevano finanziare i diretti e le dirette interessati e c’era anche un progetto di coinvolgere la grossa distribuzione dei supermercati, centri commerciali eccetera, che invece di regalare “i bollini” per ricevere in premio dopo mille euro di spesa, un set di 6 piatti, convogliarli al fondo casalinghe. Ma imprecisate difficoltà tecniche impedirono la realizzazione del progetto e oggi si torna a fare melassa su quello che è un problema reale da affrontare quindi dopo le elezioni. Nessuno dei partiti ha dunque realmente spiegato in che modo possano essere finanziati piani così ambiziosi per quanto riguarda la previdenza e chi lo ha fatto ha dato conferma di parlare senza sapere di cosa parlava.. La sola cancellazione della legge Fornero possa costare intorno agli 8/10 miliardi di euro.
Nessuno ha accennato alla previdenza complementare. Nessuno ha preso una qualsiasi posizione ne a favore né contro
Sono realistiche queste promesse? E’ difficile dirlo. A bocce ferme la risposta è NO! Tutto dipende da come evolverà il merecato del lavoro, se i fatti di Ryanair e Amazon possono costituire un’inversione di tendenza, si si riducono drasticamente i contratti a teremine, se l’inflazione sale al 2% eccetera. Una serie di variabili dificili da governare.

Oggi la spesa previdenziale italiana complessivamente è sostenibile e non versa in grosse difficoltà. E’ assestata intorno al 15% del Pil ed i pensionati versano al fisco un quarto dell’irpef complessivo visto che diversamente da altri paesi non hanno nessuna agevolazione fiscale. Una maggiore espansione della previdenza complementare diciamo attorno al 50% della potenziale platea, avrebbe degli effetti benefici a diversi livelli, il primo sulla diminuzione dell’incidenza della spesa previdenziale sul Pil, che si assesterà ai livelli medi dei paesi dell’OCSE, perché si tratta di finanziamenti privati, secondo le risorse risparmiate non sono improduttive, ma vengono investite, terzo aumenta il benessere degli interessati.
Nella legge di bilancio 2017 e quella ancora in discussione per il 2018 sono state intraprese soluzioni positive che attendono di essere affinate e stabilizzate, come l’Ape sociale ed .esistono ulteriori spazi per la realizzazione di alcune richieste fondamentali come:
1. una pensione di garanzia per i giovani;
2. la revisione dei meccanismi dell’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aspettativa di vita;
3. maggiore tutela per il lavoro di cura svolto dalle donne;

4. il rilancio della previdenza complementare.

 

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