Le Giornate internazionali di informazione previdenziale

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Il 25 e 26 gennaio prossimo l’Inps celebrerà i suoi primi 120 anni  di esistenza e in attesa che si vari la nuova governance (prima dei prossimi 120),  nei programmi delle due giornate non c’è una indicazione per il futuro, a meno che non lo faccia il ministro Poletti o il presidente Boeri, ma è poco probabile e, comunque a legislazione scaduta, poco credibile. All’evento prenderà parte anche il nuovo presidente del Civ dell’Inps Guglielmo Loy e quindi al momento niente cambia. Sarà un evento celebrativo ed è giusto che sia così. Infatti oltre al ministro Poletti, parlerà anche la ministra della Scuola Valeria Fedeli e poi ci saranno altri interventi, fra cui importante quello di Padula, presidente della Covip in merito alla diffusione della cultura previdenziale e, dall’interno degll’Istituto, per citare fra i temi  più rivolti alla specificità socio assistenziale dell’ente di previdenza, quello sulla valorizzazione delle strutture sociali
La previdenza sociale nasce in Italia  nel 1898 con la fondazione della Cassa nazionale di previdenza per l’invalidità e la vecchiaia degli operai, con sede in Piazza Pilotta,

Piazza Pilotta Roma

Roma, si trattava di  una associazione volontaria integrata da  contributi statali e da quelli degli imprenditori. Nel 1919 diviene obbligatoria e coinvolge 12 milioni di lavoratori assumendo la denominazione di Cassa nazionale per le assicurazioni sociali. Nel 1943 la denominazione attuale di Istituto nazionale della previdenza sociale.
Chiuso l’evento l’Inps tornerà al suo lavoro che è sempre in bilico fra l’ordinario e lo straordinario, senza trascurare la diffusione del suo pattern previdenziale.
Ormai da diversi anni l’Inps organizza con le delegazioni di alcuni Paesi europei – Germania, Austria e Svizzera – le Giornate internazionali di informazione previdenziale al fine di offrire, attraverso i funzionari delle diverse Istituzioni, un servizio di assistenza per i lavoratori che hanno svolto o svolgono  periodi di attività in Italia e nei predetti Paesi, che consenta di ricostruire la storia contributiva e di ricevere una consulenza personalizzata sulle opzioni pensionistiche attuabili.
Le Giornate di informazione previdenziale sono state indicate più volte come best practice europea.

Nell’ottica di migliorare il servizio offerto ai lavoratori, che, come noto, hanno la possibilità di rivolgersi ai Patronati per le istanze e per gli adempimenti nel campo pensionistico, le delegazioni estere hanno da alcuni anni convenuto sull’opportunità di creare durante queste giornate spazi di confronto con i Patronati per aggiornamenti e chiarimenti, sia di tipo normativo che procedurale, in modo da facilitare quanto più possibile la gestione delle pratiche previdenziali.

Durante la riunione consuntiva e organizzativa svoltasi nei giorni 2 e 3 novembre 2017 a Berlino sono stati valutati i risultati delle Giornate 2017.I partecipanti hanno concordato sull’utilità dell’iniziativa, così come dimostrano l’alto numero di richieste e dal gradimento del pubblico.

Nel corso della predetta riunione, i rappresentanti della Deutsche Rentenversicherung Bund e della Pensionsversicherungsanstalt hanno fornito informazioni sull’evoluzioni dei rispettivi sistemi di sicurezza sociale. La delegazione INPS ha esposto in questa occasione le innovazioni introdotte dalla Legge di Bilancio per il 2017 rispetto alle quali i rappresentanti delle altre Istituzioni hanno manifestato grande interesse.

Quindi è stato concordato il calendario delle Giornate di informazione per l’anno 2018, che si svolgeranno in Italia presso le Strutture territoriali di Agrigento, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Crotone, Firenze, Foggia, Milano, Nuoro, Roma, Salerno, Sassari, Torino-Collegno, Trento, Treviso e Udine.

All’estero l’INPS parteciperà all’iniziativa a Dortmund, Hannover, Stuttgart, Basilea, Ginevra, Zurigo e Innsbruck.

Ecco in sistesi alcune specifictà pensionistiche che diversificano i diversi sitemi previdenziali e dove sembra che gli altri due paesi sono messi un pò meglio di noi, aiutati certamente anche delle loro diverse situazioni economiche di bilancio pubblico.

AUSTRIA

L’età pensionabile per gli uomini è al compimento del 65° anno d’età, per le donne, nate fino al 1963, al 60°.

• A coloro che non richiedono la pensione di vecchiaia e continuano a lavorare dopo l’età pensionabile, dall’1.1.2017, versano  la metà dell’aliquota contributiva.. L’aliquota contributiva passa all’11,4% invece del 22,8% che è comunque sempre più bassa rispetto alla nostra aliquota del 33%.

• Questa agevolazione vale solo in caso di ulteriore attività lavorativa per almeno 3 anni. Donne (dai 60 ai 63 anni d’età) Uomini (dai 65 ai 68 anni d’età)

GERMANIA

Flexi-Rente – la pensione flessibile – Con la cosiddetta Flexi-Rente non si è creato un  nuovo tipo di pensione

Dal 01/07/2017 le pensioni ed altri redditi aggiuntivi possono essere cumulati in modo più flessibile ed individuale. I limiti rigidi finora vigenti vengono soppressi. Il cumulo di un reddito pari a 6.300 euro annui con la pensione è ammissibile senza ripercussioni sulla pensione. Guadagni superiori a questo limite vengono considerati al 40 per cento nel calcolo della pensione. Se la pensione decurtata e il guadagno aggiuntivo superino il reddito più alto degli ultimi 15 anni, il guadagno superiore viene considerato al 100 per cento nel calcolo della pensione. Questo vale anche per le pensioni per ridotta capacità di guadagno.

Anche qui c’è una incentivazione a proseguire l’attività lavorativa  dopo aver raggiunto l’età pensionabile

Sono stati Introdotti  ulteriori miglioramento sulla prevenzione per individuare  tempestivamente i rischi per la salute  per la salute e neutralizzarli. La salute e la capacità di guadagno degli assicurati devono essere protette e garantite perché possano lavorare più a lungo e in buone condizioni di salute

Poi c’è l’impegno ad evitare la povertà in età avanzata Negli ultimi anni gli importi medi delle pensioni per ridotta capacità di guadagno sono scesi costantemente. A partire dal 1/1/2018 si prolunga gradualmente il periodo complementare per arrivare entro l’anno 2024 a una durata di 3 anni (Legge sul miglioramento prestazionale della pensione per ridotta capacità di guadagno). (Un periodo complementare viene riconosciuto a favore di coloro la cui capacità lavorativa è stata ridotta all’inizio della sua carriera lavorativa, per garantirne una pensione sufficiente) Per persone con un salario medio la pensione sarà aumentata di circa 90 euro nell’anno 2024.

Con la legge sul rafforzamento delle pensioni aziendali, la previdenza complementare,  vengono forniti incentivi per la creazione e l’ampliamento delle pensioni integrative, soprattutto per lavoratori a basso reddito.

Quester devono essere maggiormente diffuse  specie nelle piccole e medie imprese e per lavoratori a basso reddito.. Come in Italia si punta a introdurre con i ccnl   le forme di previdenza a regime di contribuzione definita. I datori di lavoro vengono sgravati dai rischi di responsabilità finora vigenti per le pensioni aziendali (pay and forget). In questi casi non sono più previste prestazioni minimi o di garanzia.Dal 2017 una rendita complementare a contribuzione volontaria fino a 204 euro  sarà esente da imposizione fiscale.
Camillo Linguella

 

 

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