Art 38 Costituzione: Rileggiamo la relazione dei Costituenti

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De Nicola firma la Costituzione

Nella campagna elettorale primeggia il tema delle pensioni, perché gli elettori nella fascia di età  dai 55 anni in poi sono i più assidui frequentatori delle urne e tutti cercano di tirarli dalla loro parte. Il tema più gettonato è l’abolizione della legge Fornero, poi chi vivrà, vedrà. In questo contesto forse sarebbe utile  un breve ripasso dei principi ispiratori della nostra sicurezza sociale andando direttamente alla fonte. Forse è opportuno rileggere la relazione del costituente  Giuseppe Togni  per ricordarci lo spirito ispiratore ed invitare di continuare a muoversi in questi ambiti che rimangono vincolanti per tutti, perché poco è cambiato nei nostri bisogni, ma molto è cambiato invece nei modi  di soddisfarli e non sempre  in meglio..
Dopo la proclamazione della Repubblica e l’insediamento del primo Parlamento repubblicano, il Governo non presentò all’Assemblea Costituente un suo progetto di Costituzione. ma l’Assemblea,deliberò la nomina di una Commissione per la Costituzione, composta di 75 membri scelti  sulla base delle designazioni dei vari gruppi parlamentari, in modo da garantire la partecipazione al processo costituente della totalità delle forze politiche, con l’incarico di predisporre, senza una preventiva indicazione di criteri e principi direttivi, un progetto articolato  da sottoporre al plenum dell’Assemblea..
La Terza commissione fu quella che si occupò dei diritti economici ed era composta da 21 membri. I lavori durarono dal 15 luglio 1946 al 31 gennaio 1947.
E’ interessante, nel leggere la relazione di Togni scoprire che nella sua illustrazione cita come meritevoli da imitare  la Costituzione Francese e addirittura quella dell’Unione Sovietica. Per i più giovani questi elementi magari dicono poco o niente, ma nel  periodo  dell’immediato dopoguerra le divaricazioni fra  i paesi   occidentali e quelli orientali erano forti e laceranti. Entrambi esercitavano su gran parte degli italiani una forte attrazione che si riverberò attraverso due blocchi elettorali contrapposti, che hanno sostanzialmente retto fino alla caduta della cosiddetta prima repubblica avvenuta negli anni 90. Oggi il clima socio economico è profondamente mutato e alla vigilia elettorale tutti stanno dando fiato alle trombe per miglioramenti senza fine su assistenza e previdenza ( e senza coperture finanziarie)

I membri della terza Commissione

Dice la relazione Togni  :”Come ogni individuo nella sua piccola sfera, cosi il Popolo nello spazio in cui vive, ha la sua missione da compiere per la elevazione della propria vita interiore, per agevolare la convivenza pacifica con gli altri popoli, per raggiungere, una solidarietà umana sempre più intensa, sempre più responsabile.

La nostra Costituzione deve ispirarsi a questi postulati, accentuandoli con particolare concretezza nel settore «assistenza e previdenza ». A bella posta riunisce assistenza e previdenza, come due aspetti di uno stesso fenomeno, univocamente intesi alla protezione del nostro popolo, per garantire ad esso la sicurezza di Vita.”
e ancora :” amo ricordare la nobile iniziativa della nuova Costituzione francese approvata dall’Assemblea Costituente il 29 aprile 1946 (art. 27) per cui la Repubblica, proclamando l’eguaglianza, fa appello altresì alla solidarietà di tutti rispetto agli oneri che l’eguaglianza stessa pretende.

Se l’eguaglianza, infatti, comprende il diritto alla vita, come non alimentare tale sacrosanto diritto in maniera concreta, al di là delle nuove formule?”
“Garanzia di vita, garanzia di sostentamento, si è detto, ma le espressioni non devono indurre a concezioni ristrette, analoghe a quelle che potrebbero scaturire dal concetto di beneficenza o di carità.

La previdenza e l’assistenza infatti, hanno e devono avere una più elevata e precisa fonte, e il diritto, cioè di tutti e ciascuno verso l’Ente collettività e non la semplice facoltà discrezionale più o meno patetica.”
Dopo il richiamo alla costituzione francese ( colpo al cerchio) c’è il richiamo alla costituzione sovietica ( colpo alla botte) L’ inopinato richiamo alla costituzione dell’Urss in un parlamento dominato dalla DC,  dà il senso del diverso spirito esistente fra le forze politiche di allora e quelle attuali e sottolinea un elemento importante, già colto allora: del dovere non solo morale che della tutela previdenziale ed assistenziale deve farsene carico lo Stato in prima persona, e che per realizzarla tutti devono contribuire in proporzione del proprio reddito, cosa che si tende a dimenticare:
Altra enunciazione, cui faccio volentieri richiamo, è quella contenuta nell’articolo 120 della Costituzione dell’URSS. (5 dicembre 1936) e successive modifiche:«[ cittadini dell’URSS. hanno diritto all‘assistenza materiale nella vecchiaia e parimenti in caso di malattia e di perdita dell ccapacità lavorativa.
« Questo diritto viene assicurato mediante l’ampio sviluppo della assicurazione sociale a carico dello Stato a favore degli operai e
degli impiegati, con l’assistenza medica gratuita e con cessione in uso ai lavoratori di un’ampia rete di stazioni di cura».
In conclusione, ogni cittadino, pel fatto stesso che esiste e vive, ha diritto di essere messo in condizioni di poter far fronte alle minime esigenze della vita … attraverso l’obbligo che incombe alla collettività quando il cittadino, indipendentemente dalla sua volontà, di lavorare.”
Non c’è che dire, i Costituenti erano più avanti di noi e questa considerazione costituisce un invito  a leggere l’intero testo che è di poche pagine.Relazione_sull_art_38

 

 

 

 

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