Il Fondo Pegaso attiva la Rita

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La Legge di Stabilità 2018 ha introdotto la nuova RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) come possibile prestazione delle forme di previdenza complementare, mentre in data 8 febbraio 2018 la Covip ha emanato la relativa circolare applicativa, la n.888 del 2018.
In data 22 febbraio 2018, sulla scorta di quanto sopra, il Consiglio di Amministrazione del Fondo Pegaso ha approvato le modifiche statutarie e l’aggiornamento dei Documenti Informativi del fondo, che possono essere esaminate negli allegati alla Circolare n. 5/2018.
Pegaso è il Fondo Pensione Complementare a capitalizzazione e a contribuzione definita per i dipendenti delle imprese di servizi di pubblica utilità come acqua luce e gas ed è stato istituito nel 1998 su iniziativa delle Organizzazioni sindacali e delle Aziende del settore come Acea ecc. Pegaso è un’associazione senza scopo di lucro, come tutti i fondi negoziali di categoria, istituito con lo scopo esclusivo di garantire ai lavoratori associati una pensione complementare a quella erogata dal sistema pubblico, quindi, come le altre forme di previdenza complementare, non sostituisce ma si aggiunge al trattamento pensionistico obbligatorio.
La Rendita anticipata amplia la possibilità di utilizzo del fondo pensione, e viene incontro alle esigenze dei lavoratori che sono lontani dagli alti limiti di età previsti  dalla legge Fornero. Essa  consente di utilizzare la posizione accantonata fra il periodo intercorrente fra la cessazione del rapporto di lavoro e il pensionamento nel regime obbligatorio.
La Rita,  che consente di percepire un reddito periodico, forse può soddisfare meglio, almeno in teoria, da sola o in combinazione con l’ape volontaria  le esigenze che si determinano specie per chi perde il lavoro o diventa inabile. Un ammortizzatore sociale a carico  degli interessati, diciamo, che così consumano anzitempo i risparmi accumulati per il pensionamento. Il  trattamento fiscale decisamente favorevole, indora la pillola e dovrebbei incrementare la platea dei richiedenti.

Per fare un parallelo, anche se pochi lo ricordano, quest’anno a giugno, scade la possibilità di poter ricevere il Tfr in busta paga, il famoso Quir, Quota integrativa della retribuzione. Doveva rilanciare l’economia, irrubustire il rendito spendibile per i consumi eccetera. Annunciata con grande rullare di tamburi, è stato richiesto da circa l’1% degli aventi diritto e forse anche meno.
RITA è una nuova prestazione pensionistica complementare che può essere erogata in forma di rendita temporanea anticipata dal momento in cui sono stati verificati i requisiti necessari per la richiesta fino all’età del pensionamento di vecchiaia nel regime pensionistico obbligatorio (al momento 66 anni e 7 mesi, dal 1° gennaio 2019 67 anni).
Esistono due distinte tipologie di iscritti che possono richiedere la RITA.
1 – C’è la possibilità di chiedere l’erogazione frazionata in un periodo di anticipo massimo di 5 anni) (accessibile dai 61 anni e 7 mesi per la RITA erogabile fino al31/12/2018, da 62 anni per la RITA erogabile in data successiva al 1° gennaio 2019), requisito contributivo minimo di 20 anni nei regimi obbligatori di appartenenza, con almeno 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.
2° caso (erogazione frazionata in un periodo di anticipo massimo di 10 anni) per inoccupazione superiore a 24 mesi (successiva alla cessazione del rapporto di lavoro); non più di 10 anni alla maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia; (accessibile dai 56 anni e 7 mesi per la RITA erogabile fino al 31 dicembre 2018, da 57 anni per la RITA erogabile in data successiva al 1° gennaio 2019); 5 anni di partecipazione al sistema di previdenza complementare.
La RITA può essere revocata. Ad esempio se si accede alla pensione anticipata e non si vuole più percepire la RITA fino all’età del pensionamento di vecchiaia si potrà revocare la RITA e chiedere la prestazione pensionistica complementare.
In merito al quantum l’iscritto può richiedere una parte o tutta la posizione in forma di rendita. Qualora decida di chiedere una parte, l’altra parte continuerà ad essere investita e potrà essere oggetto di richiesta di riscatto, anticipazione o prestazione pensionistica. Se si chiede il trasferimento, la RITA verrà automaticamente revocata così che si può  trasferire l’intera posizione al nuovo fondo pensione. La parte della posizione trasformata in RITA, in assenza di una diversa decisione dall’iscritto, verrà investita nel comparto Garantito, salvo che dopo 12 mesi dall’attivazione si potrà cambiare il comparto di investimento secondo le tempistiche già previste Pegaso. Per esigenze operative la posizione in RITA dovrà essere investita in un unico comparto. In base all’andamento del comparto in cui è investita la posizione, la RITA potrà avere variazioni di importo e potrebbe anche ridursi. Qualora sia investita nel comparto più prudente (Garantito), non è prevista la garanzia di restituzione del capitale al pagamento delle singole rate. Pegaso erogherà la rendita ogni 3 mesi anticipatamente. Chiedere la Rita costa come nel caso dell’anticipazione, 20 euro al momento dell’attivazione. L’iscritto continuerà a pagare la quota associativa e i costi imputati al patrimonio come previsto dalla Nota Informativa. In merito alla tassazione,  il trattamento fiscale è quello più vantaggioso previsto per le prestazioni pensionistiche con l’ aliquota del 15% che scende di uno 0,3% ogni anno a partire dal 16° anno di partecipazione al fondo pensione. Tale tassazione agevolata si applicherà anche ai versamenti effettuati prima del 1° gennaio 2007.Per questa ragione la RITA è la prestazione fiscalmente più vantaggiosa per coloro che sono iscritti in data antecedente al 2007.

Se si ha in corso un contratto di cessione del quinto dello stipendio  la società finanziaria ha diritto a un quinto della posizione. A tale riguardo si ricorda che in caso di cessazione del rapporto di lavoro, qualora venga recapitata al fondo la richiesta da parte della società finanziaria e quella dell’iscritto, si dovrà prima soddisfare la richiesta della società finanziaria.
Per chiedere la Rita è necessario compilare il modulo presente sul sito del fondo pensione e allegare nel caso della cessazione con un periodo di anticipo di 5 anni l’Estratto Conto Integrato rilasciato dall’INPS, mentre nel caso della cessazione con un periodo di anticipo di 10 anni l’attestazione del Centro per l’impiego relativa all’inoccupazione per 24 mesi.
Si è reso necessario apportare delle modifiche statutarie in ragione delle modifiche normative introdotte o indicazioni della Covip sopravvenute, così come si disciplina la possibilità di continuare a richiedere anticipazioni, riscatti o prestazioni pensionistiche sulla parte di montante non trasformato in Rita.

 

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