Nel bilancio preventivo 2018 dell’Inps c’è un buco di 7,5 mld

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Guglielmo Loy Presidente Civ Inps

Il Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps ha approvato all’unanimità, nella seduta del 13 marzo 2018, il bilancio di previsione dell’Istituto per l’anno 2018. Giusto un anno fa, sempre all’unanimità il Civ lo bocciò pur in presenza di un disavanzo minore di 5, 8 miliardi di euro perchè, si legge nella nota del ministero del lavoro del 20 aprile 2017 che  lo approvò in sua vece, “visto il sistematico scostamento fra gli indirizzi espresi dal Civ e le risultanze politico amministrative nonche gestionali prodotte dall’Istituto”. Perfino la Uil che storicamente ha sempre votato contro, stavolta approva. Cos’è cambiato che ha prodotto quest’appeasement?. Formalmente niente. Boeri ha continuato a fare come crede opportuno mentre il Civ ha terminato il suo mandato ed è stato rinnovato senza il varo di nessuna nuova governance eccetera. In realtà i motivi sono molteplici. Prima di tutto il nuovo presidente del Comitato di indirizzo e vigilanza, Guglielmo Loy è della Uil e non poteva certo iniziare il suo mandato con una bocciatura, poi il quadro politico è profondamente cambiato e non si sa quali indirizzi saranno presi sia in campo pensionistico che sugli enti che lo gestiscono. Quindi tutto è in stand by. Questo bilancio preventivo sarà comunque oggetto di una prossima variazione per gli effetti della legge di bilancio dello Stato per il corrente anno. Il CIV ha sottolineato la necessità, alla luce di nuove attività affidate all’Inps (a partire da Rei, il reddito di inclusione che è una sorta di reddito di cittadinanza con importi decisamente realistici, Ape sociale, Ape volontaria, bonus nido e bonus bebè, nuovi ammortizzatori sociali), di una politica di sostegno alla piena funzionalità operativa dell’Istituto, anche in coerenza col piano dei fabbisogni occupazionali.

A tale scopo è necessario, per evitare disagi alla sempre più numerosa utenza, un incremento di risorse economiche da destinare alla qualificazione, riqualificazione e crescita occupazionale del personale. Si ricorda che il personale in forza al 1° gennaio 2018 ammonta a 27.904 unità, a fronte di una dotazione organica di 29.943 (-6,81%).Attualmente è in corso di espletamento la prima fase del concorso ( prove scritte) per  365 posti di “analista di processo-consulente professionale” che adottando procedure veloci, mettendo in conto  tutti i ricorsi possibili ed immaginabili, arriveranno non prima di 5/6 anni. Forse per questo l’Inps per sistemare le posizioni contributive degli statali pensa di far ricorso agli interinali. Per poter assumere questi lavoratori interinali, l’Inps dovrà bandire una gara europea di importo probabilemnte rilevante, e di tempi non proprio celeri. Forse sarebbe stato meglio bandire almeno un concorso per personale dipendente a tempo determinato.

Il CIV ha altresì evidenziato l’esigenza di risolvere gli elementi di criticità organizzativa e funzionale per riconoscere le prestazioni pensionistiche e previdenziali nei termini previsti dalla carta dei servizi. A tale scopo devono concorrere politiche deflattive del contenzioso: la più puntuale applicazione della ratio della normativa e un efficiente funzionamento del contenzioso amministrativo può contribuire a ridurre le troppe ingenti risorse impegnate nel contenzioso in sede giurisdizionale.
Sotto il profilo della razionalizzazione del patrimonio immobiliare funzionale alla attività, bisogna agevolare l’utenza e diffondere la presenza dell’Inps sul territorio, anche mediante modelli come quello della Casa del Welfare. Il CIV ha anche sottolineato come sia necessaria una verifica dei contratti in scadenza delle sedi dell’Istituto, con particolare riferimento agli immobili FIP, per ridurre i costi di locazione. Infine, nella logica della crescente trasparenza che caratterizza l’attività dell’Istituto, il CIV riconosce l’indispensabilità di mettere a disposizione sia di tutti gli organi dell’Istituto che del mondo accademico i dati di archivio dell’Inps, in modo da garantire il migliore accesso degli stessi per lo svolgimento di compiti istituzionali e per permettere all’opinione pubblica di avere una reale fotografia dello stato del nostro sistema di Welfare.

I principali risultati del bilancio di previsione 2018 si riassumono in:
5.411 milioni di disavanzo della gestione finanziaria (dovuto in quota significativa, 3.039 milioni, ad accantonamenti per far fronte al rischio di inesigibilità di crediti)
227.342 milioni di entrate contributive (+2,1% rispetto al 2017)
346.923 milioni di entrate per le attività caratteristiche dell’Istituto (compresi i trasferimenti dal bilancio dello Stato per 108.379 milioni)
283.315 milioni di spesa per prestazioni pensionistiche
352.334 milioni di spesa per le attività caratteristiche dell’Istituto
743 milioni come versamento a favore della fiscalità generale di risorse sottratte al funzionamento dell’Istituto per contribuire al risanamento dei conti pubblici (che contribuiscono al disavanzo)
• 7.581 milioni di disavanzo economico di esercizio.

 

 

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