I fondi pensioni UE contro i cambiamenti climatici

Scritto il alle 09:03 da [email protected]

Molti fondi pensione europei con un patrimonio di circa un miliardo 200 milioni di euro fanno parte di un gruppo di investitori istituzionali  intenzionati ad investire in aziende che limitano l’ emissione di gas serra e che contribuiranno a raggiungere gli obiettivi individuati dall’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
La prima campagna della Investor Decarbonisation Initiative, promossa da ShareAction, un ente morale di beneficenza che ha speso gli ultimi 12 anni a costruire politiche per investimenti responsabili, cerca di trasformare ulteriormente il sistema degli investimenti canalizzandoli in tale direzione. Questa iniziativa getta le basi per uno sforzo coordinato mirato a spostare gli investitori dagli obiettivi accettati in via di principio ai fatti concreti.

Il target punta all’elettricità rinnovabile, all’efficienza energetica e ai veicoli elettrici. Le società individuate spaziano da marchi come Netflix e The Walt Disney Company a società di servizi pubblici e fondi immobiliari.
Un portavoce di ShareAction ha dichiarato che l ‘iniziativa di decarbonizzazione fa parte di una fase di coinvolgimento degli investitori che passa da un accordo per la divulgazione e la sensibilizzazione degli obiettivi che dovranno formare parte integrale dei futuri  piani aziendali che dovrebbero recepire la linea degli accordi di Parigi.
“La collaborazione tra fondi pensione e società impegnate può essere molto efficace e potente nel guidare il cambiamento” ha concluso.
Fra i fondi pensione europei che hanno aderito all’iniziativa ci sono BPL Pensioen, il Fondo pensionistico olandese dell’Agenzia per l’ambiente, il francese ERAFP, (Etablissement de Retraite additionnelle de la Fonction publique) la Fondazione Ethos e 24 dei suoi fondi pensione svizzeri, nonchè il Fondo Pensione scozzese Strathclyde.
Vincent Kaufmann, CEO di Ethos Foundation – un organo consultivo che rappresenta i fondi pensione svizzeri – ha dichiarato che “I fondi pensione, in quanto custodi dei risparmi dei loro membri, hanno un ruolo importante da svolgere per la riduzione delle emissioni di carbonio. Un modo in cui possono farlo è coinvolgere le aziende, che sono i maggiori utilizzatori di energia al mondo, a guidare una transizione rapida verso alternative più pulite. “La collaborazione tra fondi pensione e le imprese può essere molto efficace e potente nel guidare il cambiamento. Ma ad arrestare un po’ questa politica c’è la presa di posizione degli Usa sugIi accordi di Parigi, sul quale la recente visita di Macron negli States sembra non aver cavato un ragno dal buco. Ma questo al momento non sembra avere una incidenza reale, tanto è vero che è stato chiesto di fissare obiettivi “scientifici”, un concetto sviluppato da una collaborazione di organizzazioni per indicare obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra che sono “in linea con il livello di decarbonizzazione richiesto per mantenere l’aumento della temperatura globale sotto 2 gradi Celsius rispetto alle temperature preindustriali, come descritto nel Quinto rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici “.
Secondo un aggiornamento fornito da Science Based Targets, più di 100 grandi società di rilevanza mondiale hanno fissato obiettivi coerenti .
PME, il fondo pensionistico olandese  per l’industria metalmeccanica ed elettrotecnica, con un patrimonio di 47 miliardi di euro, prevede di sostenere una risoluzione per una efficace pressione sul problema climatico durante l’assemblea generale annuale della Shell. La risoluzione – alla quale Shell si oppone – invita il gigante dell’energia ad aumentare i suoi sforzi in favore del clima e ad allinearli con gli accordi internazionali. Pur apprezzando il corso annunciato dalla compagnia petrolifera per la riduzione delle emissioni, lo scenario della società per raggiungere l’obiettivo dell’accordo di Parigi è troppo prudente”, ha dichiarato Eric Uijen, presidente del consiglio esecutivo di PME.
“La questione climatica è così importante e urgente che ci aspettiamo che la Shell e le altre società in cui investiamo forniscano chiarezza su come realmente ridurranno le loro emissioni di anidride carbonica “.
Il fondo PME inoltre ha evidenziato il potenziale impatto finanziario positivo insito nell’arrestare il  cambiamento climatico e ha affermato che è necessario continuare a guardare avanti per il bene di tutti.

Follow This cerca di fare in modo che la Shell cessi di effettuare esplorazioni alla ricerca di nuovo petrolio e gas e inizi a investire su larga scala in energia sostenibile. L ‘anno scorso, PME ha dichiarato che le società in cui investe devono ridurre le emissioni di carbonio del 25% entro il 2020. Si cercherà di raggiungere questo obiettivo attraverso l’impegno con le 10 società presenti nel proprio portafoglio responsabili della maggior parte delle emissioni.
L’inglese LGIM ( Legal e General Investment Management) lo scorso anno.
annunciando la sua relazione sul governo societario del 2017, ha dichiarato di aver invitato le società “a delineare il potenziale impatto del loro business sull’ aumento delle temperature superiore ai due gradi Celsius, l’obiettivo fissato nell’accordo sul clima di Parigi” .

In Italia non esistono significativi sforzi in tal senso, perché i fondi pensione italiani che investono ancora per la maggior parte in titoli di debito prevalentemente pubblici, anche se questi hanno ancora rendimenti pressocchè nulli, ora cominciano ad affrontare il problema degli investimenti nell’economia reale, anche perché in questo periodo hanno raggiunto masse patrinomiali sufficienti per tale tipo di operazioni. Il primo passo da fare è quello degli investimenti infrastrutturali. Ma anche qui il discorso è complesso perché sia con i Pir che con i mini bond l’attenzione principale vuole essere ‘ e secondo me giustamente, spostata sulle PMI, che sono ancora il tessuto connettivo della maggior parte dell’economia italiana.

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