Raggiunto un compromesso sui Pepp, i piani pensionistici privati europei

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L’Unione Europea è un’entità molto complessa,  non è eslusivamente la moneta unica oppure la questione degli immigrati, che sono questioni comunque  rilevantissime, da migliorare e da risolvere. L’UE è attiva anche in numerosi settori, dai diritti umani ai trasporti, al commercio alle pensioni. Su questi temi spesso agisce con provvedimenti di armonizzazione fra le varie normative statali  e tendenti comunque a rendere universali ed esigibili i diritti in qualsiasi stato membro. Poi le difficoltà quotidiane per l’attuazine di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti. Ma buttare il bambino con l’acqua sporca, sarebbe un errore.
Molto si è fatto a tal proposito in tema di pensione, specie quelle private, cioè la previdenza complementare.
Nel 2018 dovrebbero partire i Pepp (Pan European Personal Pension) , un prodotto pensionistici complementare comune a tutti i Paesi dell’Unione Europea.
Essi offriranno più scelta ai lavoratori privi di un fondo negoziale, abbassando gli attuali costi di offerta di banche e assicurazioni. Dopo circa tre anni di discussione, sembra essere arrivati alla stretta finale e gli  Stati membri dell’UE hanno raggiunto un compromesso sulla questione se i fondi pensione debbano essere autorizzati a fornire questo prodotto.
Il Consiglio dell’UE, composto da leader degli Stati membri, è pronto ad avviare negoziati con il Parlamento europeo sui PEPP quando quest’ultimo avrà definito la propria posizione.
Il problema dell’individuazione dei soggetti abilitati a  poter stipulare i PEPP è stata la questione più controversa durante i negoziati. Cioè i Pepp in capo a chi sono, solo banche e compagnie assicurative, oppure dare la possibilità anche agli altri fondi pensione.
Un certo numero di Stati erano contrari che le forme di previdenza professionale (IORP) li potessero fornire, come invece era suggerito nella proposta iniziale della Commissione europea. Diverse delegazioni invece si sono opposte all’esclusione IORP( fondi pensione pan-europei (Institution for Occupational Retirement Provision,) dal campo di applicazione dei PEPP.
l compromesso raggiunto prevede che solo alcuni fondi pensione europei, I sarebbero stati autorizzati a fornirli. Nello specifico, il Consiglio ha detto che i fondi pensione potrebbero offrire i PEPP se, in base alla legislazione nazionale, fossero autorizzati e supervisionati a fornire prodotti pensionistici personali e ad avere tutte le attività e le passività correlate a PEPP. Per esempio in Italia ci sono i Pip che sono un prodotto similare oltre ad essere anche assonanti come sigle.
La proposta di compromesso del Consiglio ha inoltre stabilito che gli EPAP (enti pensionistici aziendali o professionali) che offrono un PEPP potrebbero essere autorizzati a coprire i rischi biometrici, come la disabilità, in collaborazione con le compagnie di assicurazioni, sono state introdotte ulteriori garanzie per quanto riguarda i poteri dei singoli Stati membri .
“La presidenza ritiene che questa proposta di compromesso sia ben equilibrata e tenga conto delle diverse strutture organizzative degli IORP e della loro supervisione nei diversi Stati membri”.
Questa proposta è stata sostenuta dalla maggioranza delle delegazioni. I Paesi Bassi hanno una “riserva d’esame parlamentare”, ma ciò non impedirà al Consiglio di avviare negoziati con il Parlamento europeo.
Il governo olandese e il gruppo rappresentativo dei fondi pensione olandesi (Pensioenfederatie) non vogliono permettere a tutti i ffondi pensione del secondo pilastro di offrire un PEPP. Il ministro delle finanze sostiene il divieto di implementazione del PEPP per i regimi obbligatori a livello di settore.
I fondi a contribuzione definita a basso costo che non prevedono rischi legati all’aspettativa di vita, all’inabilità lavorativa e alla morte non dovrebbero avere accesso al mercato PEPP.
La Commissione per gli affari economici e monetari del parlamento, che sta esaminando la proposta PEPP, dovrebbe votarla il prossimo mese, mentre il parlamento voterà a settembre.
Si ricorda che la Commissione ha pubblicato la sua proposta sui PEPP nel giugno scorso, con l’obiettivo di creare un prodotto pensionistico personale standardizzato disponibile in tutta l’UE, destinato a integrare i sistemi pensionistici personali statali, professionali e nazionali esistenti.
Nelle intenzioni dei proponenti, il prodotto pensionistico paneuropeo rafforzerà il mercato dei capitali, in quanto contribuirà a canalizzare il risparmio verso investimenti a lungo termine, promuoverà la concorrenza tra le forme pensionistiche integrative, consentendo loro di “vendere” prodotti pensionistici al di fuori dei loro mercati nazionali e offrendo ai risparmiatori una scelta più ampia su come e dove collocare i loro risparmi.

Camillo Linguella

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