Adeguamenti degli Statuti per la Rita, la complementare anticipata

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La Rita, la  “rendila integrativa temporanea anticipata” ha la finalità di consentire ai lavoratori dipendenti iscritti alla previdenza complementare che sono rimasti senza lavoro, senza prospettive di un nuovo impiego o che intendono, semplicemente, anticipare il ritiro, fino a 5 o 10 anni prima della maturazione dell’età di pensionamento, utilizzando il proprio risparmio previdenziale presso il Fondo pensione.
Occorre avere un’età di non oltre 5 anni inferiore all’età pensionabile (oggi, 62 anni invece di 67) in tal caso è possibile richiedere al proprio Fondo pensione l’erogazione di una Rita, in rate massimo trimestrali e secondo il regolamento del Fondo, fino alla maturazione dell’età di pensionamento, raggiunta la quale si ha diritto alla pensione di vecchiaia dell’Inps o di altra Cassa. È prevista anche la Rita decennale in caso di inoccupazione superiore ai 24 mesi, con le stesse caratteristiche di quella quinquennale. Un’ultima avvertenza: la legge stabilisce la durata massima (5 o 10 anni) ma non quella minima, dunque è possibile fruire della Rita anche per periodi inferiori.
Con la Circolare n. 888 dell’8 febbraio 2018 la Covip, l’Autorità di vigilanza sulla previdenza complementare, ha fornito chiarimenti e indicazioni operative per l’adeguamento degli Statuti, dei Regolamenti e della Nola infomtativa alle novità indicate dalla Legge 2? dicembre 2017 n. 205 [Legge di bilancio 2018], entrata in vigore il 1 gennaio 2018.

Allo stato attuale. sulla base della documentazione pervenuta, risulta che non tutte le forme interessate hanno provveduto ad adeguare l’ordinamento interno e la documentazione informativa utilizzata alle disposizioni fornite dalla Covip.

Fermo restando che i fondi pensione sono comunque tenuti ad applicare le disposizioni normative introdotte con la Legge di bilancio 2018 anche in caso di mancato adeguamento, la Covip invita i fondi a farlo  tempestivamente, e
comunque non oltre il 31 luglio p.v., il proprio statuto/regolamento e l‘eventuale ulteriore documentazione informativa.

Si evidenzia inoltre che dall’esame di un campione significativo delle comunicazioni fin qui pervenute sono emerse alcune criticità, i cui principali ambiti sono di seguito rappresentati.

Descrizione  della (RITA) nell‘ambito della Nota informativa.

In diversi casi i fondi pensione, pur avendo provveduto all‘adeguamento dello statuto o regolamento, non hanno riportato nella Nota informativa le informazioni relative alla rendita integrativa temporanea anticipata.

In diversi casi il Documento sul regime fiscale non è stato aggiornato con informazioni relative al prelievo fiscale applicabile alle somme erogate a tale  titolo

Comparto di investimento

In alcuni casi è stata riscontrata la mancata indicazione, nell‘ambito della Nota informativa, del comparto più prudente individuata dal Fondo destinato ad accogliere, salvo diversa volontà dell’iscritto, la porzione di montante di cui si chiede il frazionamento.

Non è infatti sufficiente, al fine di rendere immediata e inequivocabile tale informazione, un generico riferimento alla “linea più prudente”, senza alcuna. precisazione in merito alla. denominazione del comparto.

 Spese dell’erogazione della RITA.

Con riferimento alle spese prevîste per l’erogazione della RITA, sono stati riscontrati casi in cui i costi sono stati espressi in percentuale dell’importo erogata per ciascuna rata di rendita anziché in cifra fissa come dovrebbe essere. Detta modalità di definizione delle spese non è   ammissibile;  inoltre che i costi della Rita devono essere limitati alle spese amministrative effettivamente sostenute.

Alcuni Fondi pensione negoziali di categoria hanno,  introdotto nell’ambito della Nota informativa, gli importi previsti per le voci di costo senza aver specificato in ambito statuario la tipolagia di Spesa introdotta {una tantum“, per ciascuna rata di rendita, ecc,).
Secondo le indicazioni fornite dalla Covip, lo Statuto deve essere integrato, oltre che dalla previsione delle Spese relative alla RITA, anche dalla indicazione delle singole tipologie.

In altrì casi, alcuni PIP hanno provveduto ad inserire gli importi relativi ai costi da addebitare per l*erogazione della RITA all‘interno del regolamento. Secondo le indicazioni di cui allo Schema di regolamento dei PIP, il regolarmente non riporta gli importi relativi alIe singole voci di spesa.
La misura della spesa deve invece essere riportata nelle Condizioni Generali di Contratto e nella Nota informativa [Scheda dei costi).

Sempre con riferimento alla Scheda Costi riportata nella Nota informativa, non sempre appare chiaro, nell’ambito delle Spese da sostenere nella fase di accumulo poste dîrettamente a carico dell’aderente, se il costo in cifra fissa {c.d. “quota associativa”, per i fondi pensione negoziali), si applichi anche ai lavoratori che hanno convertito l‘intera posizione in RITA e che non effettueranno versamenti contributivi in corso d‘anno.

Al riguardo, si ritiene che l’intenzione di applicare tale spesa nella circostanza sopra richiamata debba essere rappresentata il più chiaramente possibile nell‘ambito della Scheda costi.

Sono stati infine riscontrati disallineamenti tra il testo regolamentare e la Scheda costi nella Nota informativa laddove & livello regolamentare è stato previsto un costo di erogazione mentre dalla Scheda costi sì evince che non sono previsti costi a tale titolo.

Periodicità dell‘erogazione della RITA…

In alcuni casi è stata prevista una periodicità di erogazione della RITA annuale e/o semestrale.
Si ricorda che l‘erogazione della RITA deve avere una periodicità non superiore ai tre mesi.

 

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