Pensionati in diminuzione

Scritto il alle 08:37 da [email protected]

Nell’attesa che venga finalmente abbozzato un piano per le pensioni l’incertezza regna sovrana. Sembra che tutto stia in stand by. Ormai è ovvio che se ne parlerà a settembre. Durante l’estate forse i tecnici ( categoria esecrata in quanto competente di qualche cosa), metteranno a punto un ventaglio di proposte dalla quota 100 al tagli delle pensioni d’oro ma anche quelle di stagno per consentire ai politici di poter scegliere. Quello delle risorse è un dettaglio. Al limite se non basteranno i tagli alle pensioni, basta battere i pugni in Europa ed il gioco è fatto.. Non a caso è stata siglato un armistizio fra il vice premier dei 5Stelle ed il presidente dell’Inps proprio per questa bisogna. Perché evidentemente uno che si inventa i numeri ( di questo è stato recentemente accusato Boeri e l’accusa non è stata mai ritrattata) in questa fase è più che necessario. I sindacati da parte loro hanno da tempo chiesto un incontro in proposito ma chissà se saranno ricevuti e quando.
Nel frattempo è stato pubblicato l’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento con i dati delle pensioni liquidate nel 2017 e nel primo semestre 2018 con esclusione dei dipendenti statali a quanto sembra.
Infatti il monitoraggio, con rilevazione effettuata il 2 luglio 2018, riguarda le seguenti gestioni:
• Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD) compresi ex Enti creditizi;
• coltivatori diretti, mezzadri e coloni;
• artigiani e commercianti;
• lavoratori parasubordinati;
• assegni sociali.
Mentre nel 2017 sia i requisiti di età per la vecchiaia che quelli di anzianità per la pensione anticipata sono rimasti immutati rispetto al 2016, nel 2018 si conclude il percorso di equiparazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia tra uomini e donne nel settore dei dipendenti privati e dei lavoratori autonomi. La pensione di vecchiaia per queste categorie, infatti, nel 2018 verrà erogata al raggiungimento dell’età di 66 anni e sette mesi sia per gli uomini che per le donne.
Per quanto riguarda la pensione anticipata, invece, per il 2018 non sono stati previsti cambiamenti nei requisiti per la generalità dei lavoratori, ma viene introdotta la possibilità di pensionamento anticipato con soli 41 anni di contributi per i cosiddetti “lavoratori precoci” (12 mesi di contributi maturati entro il compimento dei 19 anni di età e in una determinata condizione di tutela stabilita dalla norma), nei limiti dei fondi annualmente stanziati e con richiesta di certificazione dei requisiti per l’accesso al beneficio entro il 1° marzo 2018.

Con riferimento al FPLD si registra un numero complessivo di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e di anzianità/anticipate decorrenti nel primo semestre 2018 (128.362) decisamente inferiore al corrispondente periodo del 2017 (309.061). Si osserva un andamento analogo nelle tre principali gestioni dei lavoratori autonomi: la differenza rilevata in questo monitoraggio è riconducibile essenzialmente all’aumento del requisito di età richiesto per la liquidazione della pensione di vecchiaia delle donne.
Gli assegni sociali liquidati nel primo semestre 2018 (10.332) sono di entità molto esigua rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (78.470), in quanto si è innalzato di un anno il requisito dell’ età utile.
Osservando gli indicatori statistici del primo semestre 2018, riguardo alla composizione per categoria, si rileva un peso decisamente superiore delle pensioni di anzianità/anticipate su quelle di vecchiaia rispetto all’intero 2017. Questo perché i requisiti richiesti per quest’ultimo tipo di trattamento si sono innalzati per le donne, mentre quelli relativi alle pensioni di anzianità/anticipate sono rimasti uguali all’anno precedente, e perché è stata introdotta una possibilità di uscita anticipata per i cosiddetti “lavoratori precoci”.
Per lo stesso motivo anche per quanto riguarda il peso delle pensioni di invalidità su quelle di vecchiaia l’indicatore statistico risulta più elevato nel 2018 rispetto al 2017, mentre risultano in linea gli indicatori dei due periodi di riferimento relativi alla distribuzione territoriale e per genere.
Il monitoraggio oltre a non prendere in considerazione gli impiegati pubblici, non prenden neppure in considerazione o almeno non li evidenzia xoloro che hanno usufruito dell’ape sociale e di quella volontaria. Aspettiamo il monitoraggio dedicato.

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