Recepita la Iorp2, più vigilanza sui fondi pensioni aziendali o professionali

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Il Consiglio del Ministri del 6 settembre 2018, in attuazione della direttiva UE 2016/2341 relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali, ha approvato il decreto di recepimento della direttiva Iorp 2 (Institutions for Occupational Retirement Provision, in italiano Epap).
Il testo adegua la normativa nazionale in materia di enti pensionistici professionali e aziendali (EPAP) e sull’attività di vigilanza sugli stessi da parte della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP), prevedendo, tra l’altro, un esplicito divieto per degli enti pensionistici aziendali di svolgere attività ulteriori rispetto a quelle cui sono istituzionalmente preposti, cioè i fondi di previdenza complementare aziendali non possono gestire anche la sanità integrativa. Per i fondi di categoria invece la cosa non sembra tanto chiara.
La nuova Direttiva ha l’obiettivo di creare un quadro normativo unitario per lo sviluppo del mercato europeo dei fondi pensione, lasciando agli Stati membri la competenza generale  dei propri sistemi pensionistici.
Le principali novità della direttiva sono relative a:
1) attività transfrontaliera dei fondi pensione,
2) governance e investimenti
3) informazioni agli aderenti e ai beneficiari
Essa disciplina i trasferimenti, totali e parziali, del portafoglio dei fondi pensione tra i vari Stati membri ed introduce una dettagliata regolamentazione delle relative procedure e prevede che le Autorità competenti abbiano tutti gli strumenti necessari per poter effettivamente svolgere attività di vigilanza e controllo sugli enti pensionistici aziendali e professionali.
La direttiva 2003/41/CE ha rappresentato una prima tappa legislativa verso la costituzione di un mercato interno europeo perchè costituisce un elemento fondamentale per la crescita economica dell’eurozona, contribuendo a creare nuovi posti di lavoro perchè solo così si possono affrontare le sfide poste dall’invecchiamento. Per questo è importante avere una regolamentazione e una supervisione adeguate a livello comunitario e quello nazionale. Come principio generale, gli EPAP devono garantire l’equilibrio intergenerazionale dei loro schemi pensionistici, mirando a un’equa ripartizione dei rischi e dei benefici tra le generazioni.
Pertanto sono necessarie misure appropriate per migliorare ulteriormente il risparmio destinato alle pensioni complementari. E’ un aspetto importante in quanto i sistemi di sicurezza sociale pubblici sono sottoposti ad una pressione crescente, il che significa che si farà sempre più ricorso alle pensioni complementari per integrare in futuro le prestazioni pensionistiche pubbliche. Già ora gli EPAP svolgono un ruolo importante nel finanziamento a lungo termine dell’economia dell’Unione e nell’erogazione di prestazioni pensionistiche sicure. Essi costituiscono un tassello fondamentale dell’economia comunitaria, detenendo attivi per un valore di 2,5 trilioni di euro per conto di circa 75 milioni di aderenti e di beneficiari. Ma questo non basta. Occorre migliorare le pensioni aziendali e professionali, ai fini di una protezione sociale sicura, durevole ed efficace, che dovrà garantire un livello di vita decoroso durante la vecchiaia e che dovrebbe pertanto essere al centro dell’obiettivo del rafforzamento dei modelli sociali europei. Chi pensa che tutto questo possa essere assicurato solo dalle finanze pubbliche  ha indubbiamente una invidiabile fiducia illimitata nell’espansione economica che ne assicuri la stabilità e la sostenibilità, altrimenti tutto il sistema di mette a correre verso un sicuro default.
I cittadini necessitano di una chiara visione di insieme dei diritti pensionistici maturati negli schemi pensionistici obbligatori e complementari, specialmente se tali diritti sono maturati in più di uno Stato membro. Tale visione di insieme deve essere ottenuta mediante la creazione di servizi per il tracciamento delle pensioni nell’intera Unione, come già è stato realizzato in alcuni Stati membri a seguito del Libro bianco della Commissione del 16 febbraio 2012, dal titolo «Un’agenda dedicata a pensioni adeguate, sicure e sostenibili», che auspicava lo sviluppo di tali servizi.
Né bisogna dimenticare nelle politiche di investimento i fattori ambientali, sociali e di governance capisaldi degli investimenti responsabili, così come sostengono le Nazioni Unite. È opportuno che gli Stati membri impongano agli EPAP di riferire espressamente se tali fattori sono presi in considerazione nelle decisioni d’investimento e in che modo essi fanno parte del loro sistema di gestione dei rischi. La pertinenza e la rilevanza dei fattori ambientali, sociali e di governance per gli investimenti e il modo in cui sono presi in considerazione devono rientrare tra le informazioni fornite ai sensi della nuova direttiva. Inoltre, la direttiva precisa i soggetti autorizzati a costituire fondi pensione aperti (banche, compagnie di assicurazione, società di intermediazione mobiliare e società di gestione del risparmio) e si disciplinano i differenti regimi loro applicabili alle forme pensionistiche complementari. In particolare viene richiesto che le forme pensionistiche complementari si dotino di un efficace sistema di governo societario, con una struttura organizzativa trasparente e una informativa completa agli aderenti e beneficiari, relativa ai diritti e obblighi delle parti coinvolte.

Direttiva EU IORP-II

 

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