Il balletto delle pensioni fa traballare la complementare

Scritto il alle 08:49 da [email protected]

L’ipotesi di quota 100 con 62 anni di età anagrafica sembrava definitivamente accantonata perchè non sostenibile economicamente e si era tornati a parlare su quota 100 con il requisito minimo anagrafico di 64 anni di età e 36 di contributi effettivi, cioè esclusi quelli figurativi ( disoccupazione , gravidanza, malattia ecc). Ordinariamente questi contributi sono utili sia per raggiungere il diritto a pensione sia per aumentare l’importo della stessa, ma qui verrebbero esclusi per diminuire la platea dei potenziali aventi diritto.

Si ricordi che attualmente introdotte dall’ape sociale esistono già quota 99, quota 93 e perfino quota 91.
Infatti per aver diritto all’ape sociale bisogna avere 63 anni di età e 30 anni di contributi per i disoccupati, chi assiste un parente di primo grado disabile o sia invalido ( quota 93) anni che diventano 36 per i lavoratori impiegati nelle attività gravose (quota 99). Dal 1° gennaio di quest’anno le lavoratrici madri avranno uno sconto di un anno per ogni figlio entro un massimo di due anni: una madre con due figli potrà dunque accedere al beneficio con 28 anni di contributi anzicchè 30 – quota 91 – (34 nei lavori cd. gravosi). L’ape sociale è un istituto sperimentale: previsto fino al 31 dicembre 2018 e la voce che corre è che non sarà prorogata per consentire l’entrata in vigore di quota 100 a 64/62 anni che l’assorbirà..
Il costo della quota 100 a 64 anni sarebbe più abbordabile, ma non tanto, perché contestualmente al varo di questa misura, entrerebbe  in vigore la pensione di cittadinanza che nelle intenzioni del governo dovrebbe partire già dal 2019 visto che non si può far partire subito il reddito di cittadinanza. Oggi la pensione minima è di 507,51 euro mensili, quella di cittadinanza come è noto, la proposta è di 780 euro, cioè circa 273 euro in più per ogni pensionato al minimo. Oggi le pensioni integrate al minimo secondo i dati Inps 2018 sono poco più di 3 milioni. Ora sembra di capire che l’idea di quota 100 con 62 anni non sia stata definitivamente abbandonata. Su quota 100 servono 13 miliardi, sulle pensioni di cittadinanza all’incirca altri 8. Dove si reperiscono?. L’idea è quella di far operare i fondi di solidarietà e fondi esubero, sul modello di quanto già accade  per il settore del credito e delle assicurazioni, in modo tale da consentire quella flessibilità che si voleva reintrodurre. “Questo è lo stato dell’arte: si sta lavorando sul fronte fondi di solidarietà e fondi esubero che potrebbero dare una a tutto il sistema”.
Ne è convinto Alberto Brambilla, esperto di previdenza vicino alla Lega, che  è intervenuto dal palco delle ‘giornate del Lavoro’ della Cgil a Lecce. Una ipotesi che per Carlo Cottarelli si può fare, perchè  “il costo viene fatto ricadere sulle imprese” e queste “devono essere disposte ad accollarselo”. Da un lato è difficile in un sistema imprenditoriale già troppo gravato , dall’altro le imprese possono anche “avere dei vantaggi a mandare in pensione prima,per assumere al loro oosto  giovani più preparati e motivati e magari sono disposte a contribuire a questo prepensionamento”. Come già è previsto  con l’Ape Aziendale

Inoltre Brambilla si dice “totalmente contrario” all’intenzione di introdurre in manovra la ‘pensione di cittadinanza‘ annunciata. “Se io fossi un artigiano, un commerciante, un imprenditore, non verserei più, tanto se poi devo prendere 780 euro…. spacchiamo il sistema”.
Di fronte alle evidenti difficoltà economiche che non si possono risolvere con giochi di maquillage contabili, il governo comunque sembra aspettarsi sempre una mano dalla BCE. Alla UE conviene, è il ragionamento sotteso,  allentare i cordoni della borsa, perché un’ Italia in difficoltà può costituire un problema per tutta l’eurozona. Ma questa è una minaccia a vuoto perché l’impennata dello spread ha depauperato solo l’Italia che ha visto scendere il FTSEMIB da 24.000 punti di gennaio a quasi 21.000 punti attuali, senza che paesi come la Spagna, il Portogallo e l’Irlanda ne avessero risentito in qualche modo. Anzi la stessa Grecia, archiviato le strategie di Varoufakis, è stata dichiarata fuori pericolo. Il depauperamento oltretutto sembra dovuto a quello che gli inglesi chiamano “to talk nonsnese” (parlare a vanvera). Questo il a parere del presidente della BCE Draghi che però non può essere licenziato come è stato fatto per il presidente della Consob e se lo devono tenere. Draghi ha evidenziato come dichiarazioni improvvide avrebbero favorito lo spread e la fuga di capitali. Chi investe in euro non solo vuole guadagnarci, ma vuole restituito il suo peculio in euro e non in una fantomatica neolira italiana. Non può essere trascurato l’ultimo dato relativo alla produzione del mese di luglio, che è in diminuzione. Secondo Draghi per questa avventatezza verbali : i mutui saliranno, il valore dell’euro scenderà, i nostri risparmi varranno di meno. Basterà l’argine costituito da Tria? Molto lo sperano ma non è detto.

Tutto questo ha dei notevoli riflessi sulla previdenza complementare.
Il sistema pensionistico pubblico  è finanziato dai contributi versati all’Inps, se questi non bastano interviene lo Stato più o meno massicciamente. Non potendo alzare le tasse si deve indebitare, pagando in questo momento interessi molto più alti che nel passato, bruciando risorse che sarebbero potute  essere destinat agli investimenti, alta velocità, gassificatori, termovalorizzatori eccetera, che non sembrano riscuotano molto appeal, per cui non c’è molto danno..
Il sistema pensionistico complementare invece si finanzia a capitalizzazione, cioè con i rendimenti  delle quote dei risparmi previdenziali investiti in borsa. Qui gli effetti sono immediati. Poiché i fondi italiani hanno nel loro portafoglio circa il 70% di titoli di debito domestico, cioè italiani, già la Covip ci ha avvisato che i risultati conseguiti lo scorso anno ora sono irripetibili. Illustrando i principali dati statistici aggiornati a giugno 2018, molto cautamente ha fatto presente che “il rialzo dei rendimenti delle obbligazioni in Europa e negli Stati Uniti e l’allargamento dei differenziali dei rendimenti dei titoli di Stato nell’area dell’Euro hanno ridotto i corsi dei titoli obbligazionari detenuti nei portafogli dei fondi pensione italiani, causando perdite in conto capitale.” Nel primo semestre del 2018, i rendimenti aggregati, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati in media leggermente negativi per tutte le tipologie di forma pensionistica”, cioè i fondi chiusi, i negoziali ed i Pip.
Ma dato per scontato, come tutti auspichiamo che la presentazione della legge di bilancio rasserenerà i mercati, ci potrebbe essere nell’ultimo trimestre anche un’inversione di tendenza e il 2019 potrebbe essere un anno tranquillo con le elezioni europee è una previsione poco credibile. Ma anche se così fosse sulla previdenza complementare incombe il pericolo dell’eliminazione dei benefici fiscali.
La flex tax dovrebbe slittare appunto al 2020 e poiché la Costituzione impone la progressività delle imposte, al posto di una sola aliquota del 15% ce ne sarebbero 3, però accompagnata da una riorganizzazione delle deduzioni e detrazioni. Riorganizzazione in genere è un termine che si usa per non dichiarare ex abrupto che saranno eliminate. La previdenza complementare gode di due grosse agevolazioni fiscali, la prima è la deduzione dal reddito imponibile dei contributi versati ai fondi fino all’importo di 5164.57 euro, mentre la rendita complementare è tassata a partire dal 15% fino al 9% mentre la pensione inps è soggetta a tassazione ordinaria, diversamente che in molti altri paesi. La loro abolizione sarebbe un duro colpo che si sommerebbe ai precedenti.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ormai questa finanziaria si sta trasformando in una barzelletta dove i derisi siamo noi, perché
Primi minuti di seduta in lieve rosso per il Ftse Mib che si muove attorno 18.650 punti con una corr
Lo sapete che in una recente intervista e attraverso il nostro Machiavelli ho scritto che il pro
Ecco fatto, adesso la situazione si complica e non di poco. Chi ha visto il video di TRENDS avr
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
La settimana scorsa abbiamo intravisto un quadro di mercato abbastanza negativo. Era necessario un
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Ftse Mib: l'indice italiano apre l'ottava in lieve ribasso. I livelli da monitorare rimangono gli st