Mefop lancia la sfida sulla silver economy, l’economia dai capelli bianchi

Scritto il alle 08:37 da [email protected]

ll tema dell’invecchiamento della popolazione è al centro delle politiche sociali di questi anni e dello sviluppo di molte iniziative di welfare a carattere privato. L’interrogativo che ci si pone è in che modo i Fondi pensione, i Fondi sanitari e le Assicurazioni  possono concorrere alla gestione dei rischi legati all’invecchiamento, quali passi bisogna fare sul tema della non autosufficienza e della fragilità e del disagio più in generale. Quali le opportunità sociali ed economiche legate a questo fenomeno, quali le prospettive del segmento assicurativo. Mefop, la società partecipata del Mef per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, il due ottobre scorso ha svolto un importante seminario di approfondimento utilizzando il fascinoso nome della “silver economy”, l’economia generata e rafforzata sulle problematiche inerenti ai nuovi anziani che diventano sempre più numerosi: “L’invecchiamento: dalla copertura del rischio non autosufficienza alla silver economy”.
La giornata, che si inserisce nell’ambito delle iniziative del” mese della diffusione della cultura finanziaria, assicurativa e previdenziale”, è stata l’occasione per guardare in un’ottica sistematica il fenomeno dell’invecchia¬mento sia dal punto di vista sociale che economico e provare a rilanciare con forza l’avvio di progetti innovativi anche con il concorso di investitori di welfare privato.
Mariuccia Rossini, Ceo di Korian Italia, durante il seminario ha fatto presente che gli anziani over 65 sono passati da 12.177.086 del 2007 a 14.244.000 nel 2017, di questi circa 3 milioni, il 21% della popolazione ultrasessantacinquenne, non sono autosufficienti. Il tasso di copertura servizi sociosanitari pubblici è del 31.8%, lasciando sostanzialmente scoperti il rimanente 68.2%.
La spesa pubblica complessiva per LTC. ( Long term care, letteralmente cura per i malati cronici, ma generalmente si intende assistenza ai non autosufficienti), ammonta all’1,8% del PIL nel 2016, di cui circa due terzi erogata a soggetti con più di 65 anni (Ragioneria Generale dello Stato, 2017).
Tre le componenti principali.
1 – La spesa sociale dei Comuni è €630,5 milioni, suddivisi per i l 45% in servizi di supporto al domicilio e 55% in contributi economici (Dati 2014 ),
2 – La componente sanitaria della spesa per LTC per il 2016 è pari a €13,4 miliardi (lo 0,8% del PIL), che corrisponde al 11,5% della spesa sanitaria complessiva,
3 – i l valore complessivo annuo dei Fondi nazionali del Ministero Politiche Sociali può essere stimato intorno ai €700 milioni.
A questi bisogna aggiungere il mondo della cura informale che nel 2017 comprende 983.000 care giver (badanti) e sono maggiormente presenti in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto e Lazio.
Secondo le stime di Merril Lynch la capacità di spesa degli over 60 a livello globale è destinata a salire a 15 mila miliardi entro il 2020. e i loro stili di vita e modelli di spesa differiscono dalla generazione precedente. Questa ingente massa monetaria è destinata a prendere tre direzioni:
1. Spesa sanitaria legata all’età
2. Nuove tipologie di assicurazioni e gestioni patrimoniali
3. Silver mercato ( prodotti antinvecchiamento, housing sociale, gestione tempo libero).
La popolazione con più di 65 anni, secondo l’Istat spende il 54% per l’abitazione, il 18% per l’alimentazione e l’8% per la salute, il resto per altre necessità.
Secondo lo studio Schulze Radvansky la silver economy avrà un impatto su mercato del lavoro. Si stima che può creare da
2,6 a 4,4 milioni di nuovi posti di lavoro in tutta Europa fino al 2025 per la nuova domanda generata dai senior, ma anche
0,5-4,5 milioni di posti di lavoro dovuti al cambio della domanda delle nuove generazioni
L’invecchiamento quindi da rischio diventa risorsa perché crea nuove professioni specialistiche.
La richiesta di servizi sanitari e sociali non solo crescerà ma diventerà sempre più complessa, serviranno e serviranno operatori con competenze tecniche molto avanzate e dovranno imparare a lavorare in team multi-disciplinari.
Diverse opportunità offerte dalle nuove tecnologie(p.e.dell’abitare e della domotica, dei trasporti con i veicoli senza conducente, dei social network,ecc.)sia per migliorare la vita dei cittadini più anziani,sia per stimolare l’economia e contenere i costi sociali dell’invecchiamento, specie la Domotica che è l’attrezzare la propria abitazione con dei sistemi per migliorare la vita attraverso maggiore automazione.
L’Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici mette in guardia che l’evoluzione della mortalità nei prossimi anni dipenderà dalla salute del nostro sistema sociale.
L’analisi dei dati ISTAT raggruppati per area geografica mostrano l’aumento del differenziale di mortalità tra le diverse zone del paese. Le aree svantaggiate mostrano minori miglioramenti della mortalità rispetto alla popolazione generale. Allo stesso tempo le aree economicamente più ricche registrano maggiori incrementi nell’aspettativa di vita rispetto la popolazione generale.
L’aumento degli over 65 metterà ulteriormente sotto pressione il sistema socio-sanitario italiano.
La sua evoluzione determinerà l’aumento o la diminuzione delle differenze nelle varie aree geografiche.

Secondo una recente pubblicazione di SwissRe, nei paesi sviluppati si spende in media 41 euro per persona a sostegno degli over 65.
La spesa è finanziata da Stato e famiglie (70%), risparmi (25%) e assicurazioni (5%).
Il potenziale aumento degli anni di cattiva salute o disabilità e l’incertezza che circonda il livello di protezione sociale futuro potrebbe portare ad un ruolo più importante per l’assicurazione nel mercato privato, perché il settore pubblico non regge al passo e viene depotenziato. Vedesi per esempio le esplosioni dei fondi sanitari integrativi che possono riservare più di un’amara sorpresa agli anziani, segnalatamente i fondi di carattere aziendale, che tutelano gli attivi ma non i pensionati.
In definitiva, sempre secondo l’Ania, occorre adeguare l’offerta di prodotti alle esigenze della popolazione over 65. In definitiva anche con l’aiuto delle nuove tecnologie, per venire incontro ai nuovi bisogni degli anziani bisogna prendere almeno due direzioni.
La prima direzione consiste nel seguire le persone nella loro vita fornendo gli strumenti che potrebbero essere utili quando avranno i capelli argentati, come l’assicurazione per la copertura della non-autosufficienza, la previdenza complementare, la sanità integrativa, la copertura per i mutui e per i prestiti.
La seconda, monitorare la salute come prevenzione:
• Prevenzione nei prodotti CI (problemi cardiovascolari, livello del glucosio, ecc);
• Prevenzione nei prodotti LTC (sensori per monitorare l’alimentazione o la cura personale), aiutare a tenere stili di vita per ritardare il peggioramento delle condizioni di salute.
Bisogna evitare di sradicare le persone dal proprio habitat e fornire tutta l’assistenza “leggera” in loco, come misurare la pressione, fare iniezioni . Favorire l’interazione con gli altri. Non si dimentichi che il 22% della popolazione anziana è singola, senza coniuge o compagno/a e senza figli. A questi la società deve concentrre la massima presenza, oltre gli ausili economici/sanitari, per evitare l’aumento del numero delle persone che vengono rinvenute esanimi a distanza di giorni davanti ad un televisore o internet.

:camillo linguella

 

 

 

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