Gli investimenti ambientali dei fondi aumentano le chances di benessere

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Leggendo o ascoltando alcune dichiarazioni che vengono fatte a raffica contro la Comunità Europea, sembra che questa abbia occupato il nostro paese manu militari, cioè con l’impiego delle forze armate, imponendoci l’esecuzione di provvedimenti vessatori al solo scopo di arricchirsi a danno a nostro danno, mentre le regole che … regolano il funzionamento delle istituzioni sovranazionali, sono state decise nella quasi maggioranza dei casi all’unanimità e con consapevolezza di chi in illo tempore, in quel periodo, dette il suo voto favorevole. Certo, la costruzione europea non è quella immaginata dai padri fondatori ed ha bisogno di un ammodernamento delle sue istituzioni e delle sue procedure burocratiche. Ma questo non ne rende auspicabile o desiderabile la sua distruzione. Staremmo tutti in una condizione peggiore anche se avessimo la possibilità di battere nuovamente moneta, per giocarci al Monopoli.

Al contrario, la Ue quella più lontana dai riflettori perché fa meno notizia, su moltissimi temi ( sicurezza, lavoro, pensioni, difesa del clima, stanziamento delle risorse regionali, ecc ) lavora incessantemente e spesso all’unanimità, per il miglioramento della vita sociale quotidiana di tutti i suoi abitanti. In campo della previdenza complementare è stata approvato in via definitiva il nuovo testo della direttiva IORP 2 che lo scorso mese di settembre è stata recepita anche dall’attuale governo. Le principali novità della direttiva sono relative all’attività transfrontaliera dei fondi pensione, la governance degli stessi  e la politica degli investimenti, l’obbligo di tenere informati gli aderenti e ai beneficiari dei fondi pensione. Sempre per la previdenza integrativa sono alla stretta finale i Pepp, i Pan-European Pension Product, i piani pensionistici individuali europei, proposti dalla Commissione Ue nel progetto presentato nel giugno 2017. Lo scopo principale dei Pepp è quello di consentire ai sottoscrittori la facoltà di continuare a contribuire al loro fondo pensione anche in caso di trasferimento da un paese europeo ad un altro.
Un altro punto centrale sono gli investimenti sostenibili, quelli mirati alla tutela ambientale e alla realizzazione degli accordi di Parigi del 2015. La strada fin qui fatta non è sempre lineare e crescono sempre di più coloro che non ne vogliono sapere, nonostante le desertificazioni di vasti territori, piogge che diventano uragani, ghiacciai che si sciolgono. Un rimendio a questo deve essere possibili anche perché i vantaggi ricadono su tutti.
Sempre in quest’ambito, la Commissione europea ha pubblicato all’inizio di ottobre tre proposte legislative al fine di mettere a punto un piano d’azione per la finanza sostenibile, che non arrechi danni irreparabili all’ambiente. In sostanza pongono ( si cerca di) un limite all’auri sacra fames. L’esecrabile desiderio di arricchirsi deve avere un limite dell’interesse anche di chi persegue questo miraggio in ogni modo, perché il cambiamento climatico, per fare un esenpio, non esenta nessuno.
Queste includono:
• Una proposta che vuole definire e classificare quali siano le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale. Cioè stilare un raggruppamento sistematico “tassonometrico” utilizzabile per le classificazioni nazionali ed europee. Coloro che offrono prodotti come investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale saranno costretti a definira in maniera precisa e dettagliata quali sono e in che misura rientrano nella classificazione tassonometrica. La proposta della Commissione naturalmente enuncia solo i criteri generali, che saranno poi ulteriormente sviluppati.
• La seconda proposta riguarda l’informativa degli investitori in materia di investimenti sostenibili e rischi di sostenibilità. Permetterebbe così alla Commissione di proporre atti delegati in conformità della direttiva IORP2 sulla previdenza complementare, in modo che il rischio di ESG ( environmental, social e governance) sia preso in considerazione in base alla “regola della persona prudente” e che i fattori ESG diventino parte integrante delle strategie delle aziende, inclusi nelle decisioni di investimento e nei processi di gestione del rischio. Fattori ambientali, sociali e di governance nei macro investimento globali sono riconosciuti come indicatori di valore aggiunto delle potenziali performance economiche nell’ambito degli investimenti obbligazionari.
•Terzo, una proposta di regolamento emendativo. L’emendamento proposto tende a creare una nuova categoria di parametri di riferimento comprendente quelli sulle basse emissioni di carbonio e di carbonio positivo, con l’obiettivo di fornire agli investitori migliori informazioni.
Le proposte rappresentano una svolta nella realizzazione di un piano d’azione per la crescita sostenibile, perché contengono elementi che miglioreranno la portata degli investimenti e amplieranno la quantità di informazioni disponibili per gli investitori istituzionali, come i fondi pensione.
Matti Leppälä, Segretario Generale / CEO di PensioniEuropa a tal proposito, ha dichiarato: “Le misure proposte rappresentano un passo importante verso la creazione di chiarezza su quali investimenti possono essere considerati ambientalmente sostenibili così i fondi pensione saranno in grado di comprendere e decidere gli investimenti conseguenti. Allo stesso tempo, la Commissione europea vuole specificare in dettaglio le disposizioni ESG esistenti nella direttiva IORP2 con un atto delegato. Ciò fatto le
Autorità nazionali di vigilanza che costituiscono la migliore garanzia di controllo della gestione dei rischi, avranno competenza anche specifica sulla vigilanza degli investimenti ambientali.

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