Covip: Nel 2017 le Casse pensioni dei professionisti sono andate forte

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Dal 2011 la legge ha attribuito alla COVIP la vigilanza sugli investimenti e sulla composizione del patrimonio delle Casse pensioni dei professionisti, avvocati, notai, geometri eccetera, per un totale di 21 enti pensionistici privati.La Direttiva IORP II, relativa alle attività e alla vigilanza degli enti pensionistici aziendali o professionali (EPAP) introduce ulteriori indicazioni che aumentano i criteri di gestione soprattutto in materia di governance, per incrementare la qualità delle decisioni e la capacità di monitoraggio dei rischi, con una più chiara e documentata attribuzione delle responsabilità e la definizione delle funzioni fondamentali nella struttura organizzativa dei Fondi. Alla luce di questi criteri, per la Covip, la forbice regolamentare tra Fondi e Casse tende ad allargarsi ulteriormente.
Nonostante il quadro normativo è ancora incompleto, la COVIP ha comunque svolto in questi anni le proprie funzioni di controllo sugli investimenti delle Casse trasmettendo i risultati ai Ministeri vigilanti. In attuazione di questi obblighi, l’Autorità di vigilanza ha presentato il 18 ottobre 2018 il “Quadro di sintesi” sul patrimonio delle Casse professionali e alla loro gestione finanziaria al 31 dicembre 2017. Il documento illustra in chiave aggregata gli aspetti più significativi e fornisce elementi di dettaglio sulle attività delle singole Casse.
Il Presidente della Covip, Mario Padula, ha illustrato i dati più rilevanti relativi alle risorse complessive, il cui valore di mercato ammonta a 85,3 miliardi di euro, con un aumento rispetto al 2016 di 5,3 miliardi (circa il 6,6% in più). Dal 2011 al 2017, le attività totali delle Casse sono cresciute complessivamente del 53,2% ,da 55,7 a 85,3 miliardi di euro, favoriti da uno spread stabile e da mercati sostanzialmente tranquilli perchè non era ancora scoppiata la guerra dei dazi..

Le differenze nella dimensione dell’attivo sono molto ampie. Circa il 73% delle risorse complessive del fa capo a 5 Casse (ENPAM, INARCASSA, Cassa Dottori Commercialisti ed ENASARCO). Le differenze dipendono essenzialmente dalle caratteristiche economiche, sociali e demografiche delle diverse categorie. Sulla dinamica di crescita dell’attivo incidono i contributi raccolti e le prestazioni erogate: la differenza tra i primi e le seconde è positiva per tutte le Casse ad eccezione dell’INPGI (la cassa dei giornalisti) e della Cassa Geometri.
Gli investimenti immobiliari, 19,4 miliardi di euro, si sono ridotti in percentuale dell’attivo (22,7% contro il 23,8 del 2016); tra le diverse componenti, l’incidenza delle quote di fondi immobiliari (pari al 16,1%) è in leggero aumento, mentre diminuisce quella degli immobili detenuti direttamente (dal 7,3 al 6%). Con riguardo alla ripartizione delle attività tra le diverse componenti mobiliari: gli investimenti in titoli di debito, 31,2 miliardi (27,9 nel 2016) costituiscono il 36,6% dell’attivo, registrando un aumento di 1,7 punti percentuali rispetto al 2016; tra le diverse componenti, gli investimenti diretti complessivamente scendono passando dal 24,4 al 22,4%, ma aumenta dal 10,5 al 14,3% la componente obbligazionaria negli OICVM (Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari);
gli investimenti in titoli di capitale, 14,8 miliardi di euro formano il 17,3% dell’attivo; tra le diverse componenti, restano sostanzialmente stabili gli investimenti diretti, mentre si registra un aumento dal 7 al 7,8% della componente azionaria negli OICVM.

Il Presidente della COVIP ha inoltre fornito un quadro degli investimenti nell’economia italiana, anche in chiave comparativa rispetto ai Fondi pensione. Gli investimenti domestici delle Casse ammontano a 34,4 miliardi di euro, mentre gli investimenti non domestici si attestano a 36,9 miliardi. I Fondi pensione hanno investito nell’economia italiana 38,3 miliardi di euro, mentre gli investimenti non domestici ammontano a 79,5 miliardi. Considerando le attività al netto di liquidità, polizze assicurative e altre attività (soprattutto formate da crediti contributivi), l’incidenza della componente domestica è pari al 48,2% per le Casse e al 32,5% per i Fondi pensione. Per le Casse, nell’ambito degli investimenti domestici sono predominanti gli investimenti immobiliari, mentre per i Fondi pensione la componente più rilevante è costituita dai titoli di Stato
Mario Padula si è infine soffermato sugli assetti regolamentari e organizzativi. Riguardo agli assetti regolamentari, emerge un quadro di elevata frammentazione, anche nei documenti che li definiscono, che risultano molto diversificati nella struttura e nei contenuti.
Tuttavia, in definitiva la Covip con la sua attività contribuisce a rendere più efficace il sistema di vigilanza, rafforzando la tutela del risparmio previdenziale degli iscritti.

Camillo Linguella

 

 

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