Instabilità finanziaria, i fondi pensione potrebbero soffrire.

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La Banca d’Italia nel corrente mese di novembre ha pubblicato il suo Rapporto sulla stabilità finanziaria in Italia ed è stata subito accusata di essere una delle cause di aumento delle spread. Questa accusa ribalta quella fatta non molto tempo fa dal presidente della BCE nei confronti degli attuali governanti, le cui eccessive parole in linertà sarebbero state sommamente pregiudizievoli per l’economia italiana. Questa impostazione fa da parallelo con quella sull’eccessiva libertà di stampa concausa delle difficoltà finanziarie. Come dire che i media non raccontano una cosa accaduta, ma la creano. Come se fossero un blog qualsiasi in cui la verità di un fatto dipende dai ”like” conquistati..
Secondo la Banca d’Italia che al momento non ragiona ancora per “like”, in Italia i maggiori rischi per la stabilità finanziaria derivano dalla bassa crescita e dall’alto debito pubblico e fin qui stiamo nelle cose ovvie. Afferma la Banca d’Italia che l’incertezza sull’orientamento delle politiche economiche e la bozza delle legge di bilancio hanno determinato forti rialzi dei rendimenti dei titoli pubblici; cui hanno contribuito timori degli investitori riguardo a un’ipotetica reintroduzione della lira. Le condizioni di liquidità del mercato secondario dei titoli di Stato sono più tese rispetto ai primi mesi dell’anno ed è aumentata la volatilità delle quotazioni durante una stessa giornata. Fortunatamente diversi fattori contribuiscono ad attenuare le ripercussioni delle turbolenze finanziarie sull’economia. Anche se l’indebitamento del settore privato risulta tra i più bassi nell’area dell’euro, fino ad oggi, sempre secondo Bankitalia sono stati bruciati ben 145 miliardi che certamente potevano essere utilizzati per fare cose utili per tutti. Il punto dolente che questa perdita è stata causata da improvvide prese di posizioni e atteggiamenti da scontro frontale, tipo: ” Ora ti faccio vedere chi sono io!” .
Però il settore assicurativo e della previdenza complementare sono particolarmente esposte al rischio, in ragione degli investimenti necessari a coprire gli impegni presi e dell’elevata quota di titoli di Stato in portafoglio. Eventuali ulteriori forti svalutazioni dei titoli avrebbero effetti rilevanti. Nei mesi scorsi l’Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali (European Insurance and Occupational Pensions Authority, EIOPA) e il Comitato europeo per il rischio sistemico (European Systemic Risk Board, ESRB) hanno elaborato alcuni rapporti che esaminano le fonti di rischio sistemico per il settore, esplorando gli strumenti per attenuarli e quelli di prevenzione previsti nella normativa vigente, mettendo in campo proposte per la definizione di un quadro macroprudenziale europeo. Tali rapporti analizzano possibili strumenti e poteri di intervento specifici per la gestione dei rischi sistemici e, più in generale, suggeriscono che le compagnie ed i fondi predispongano piani per la gestione di questi rischi, tra cui il rischio di tasso di interesse e il rischio di spread, per i quali è suggerito anche l’utilizzo di una riserva di capitale discrezionale attivabile dalle autorità.
Ma questa volta i fondi pensione non si sono fatti prendere completamente alla sprovvista. Come rileva Solidarietà Veneto, ammaestrati dall’esperienza negativa del 2012 già da allora hanno messo in campo delle misure atte a scongiurare nuove crisi.
Il 2018 non è stato un anno brillante e lo sarebbe stato a prescindere dalle vicende di casa nostra legate allo spread. Non ci dimentichiamo la guerra dei dazi, la volontà degli Usa di stabilire la politica economica mondiale non solo con i dazi , ma anche con le sanzioni
Però l’attuale quadro è diverso da quello disegnato dieci anni fa dal fallimento della “Lehman Brothers”. E’ indubbio che i fondi pensione perdono causa dello spread, ma come ha dichiarato la Covip sono perdite molto contenute, anche perché il valore del patrimonio segue la valutazione dei titoli posseduti. Ma grazie alla diversificazione del portafogli, si riesce a proteggere il capitale. Ora la scommessa è il reale coinvolgimento dei fondi negli investimenti dell’economia reale, che prescindere dal bisticcio di parole, indica un’opportunità che è stata sempre auspicata e mai praticata.

 

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