IPE Awards e prospettive del 2019 : PensionDanmark il miglior fondo in Europa

Scritto il alle 08:48 da [email protected]

IPE è un sito web specialistico dedicato ai fondi pensione europei.  Raccoglie e fornisce notizie, analisi, rapporti approfonditi e dati sui fondi previdenziali integrativi  europei. Annualmente, attraverso gli “IPE Awards”, premia i migliori fondi pensione europei sia per ogni singolo Paese di provenienza che per specifiche tematiche.
Nel 2018, hanno aderito 459 fondi pensione, provenienti da 24 differenti Stati  in tutta Europa per un ammontare di asset pari a circa 2 trilioni di euro.

PensionDanmark è stata nominato miglior fondo pensione europeo per il secondo anno consecutivo alla premiazione dell’IPE Awards del 3 dicembre 2018 tenutasi a Dublino.
Il primo premio è stato uno dei cinque raccolti dal DKK che ha un patrimonio di 32,1 miliardi di euro, che ha vinto anche l’Outstanding Industry Contribution Award per il CEO Torben Möger Pedersen.
PensionDanmark è stata inoltre riconosciuta per il suo lavoro in Credit & Alternatives and for Innovation – che già aveva vinto  l’anno scorso a Praga – ed è stata nominata la principale società di pensione in Danimarca.
Accettando i premi, Pedersen ha ricordato la conferenza sul clima COP-24 che si è svolta in Polonia nella stessa settimana e ha invitato i partecipanti ad affrontare le “opportunità e sfide” poste dai cambiamenti climatici per i loro investimenti.
Anche l’AP4, il quarto fondo nazionale svedese è stato un vincitore multiplo, aggiudicandosi i premi per la strategia di investimento a lungo termine, la gestione attiva, la costruzione e la diversificazione del portafoglio e le azioni – quest’ultima congiuntamente a Nordea Investments. È stato anche nominato il principale fondo pensione svedese.
Il CEO uscente di ERAFP,( Etablissement de Retraite additionnelle de la Fonction publique) Philippe Desfossés, è stato insignito del premio per il fondo pensione dell’Anno in riconoscimento della crescita delle strategie di investimento responsabile e di gestione del rischio climatico del Fondo francese.Philippe Desfossés si è dimesso dal Fondo dei dipendenti pubblici francesi che ha un patrimonio da € 30 miliardi, dopo quasi 10 anni di carica.
ERAFP è stata anche riconosciuta come il principale fondo pensione francese e ha portato a casa il premio per la migliore strategia sui mercati emergenti.
L’altro investitore francese FRR ha ricevuto i premi per Sovereign Reserve Fund, Passive Management e Climate Risk Management.

Per l’Italia il Fondo Pensioni del Personale del Gruppo BNL/BNP Paribas Italia ha ricevuto il riconoscimento di miglior fondo pensioni italiano ed è rientrato, nella categoria relativa alla gestione degli investimenti ESG/SRI, nei primi quattro fondi europei.  I prestigiosi riconoscimenti sono stati attribuiti al  Fondo Pensioni italiano  per il significativo cambiamento dello stile di gestione delle tematiche relative agli investimenti ESG passando da una gestione prevalentemente passiva ad una politica attiva adottata dal  Fondo..
Ma svoltato l’angolo degli awards e degli ambiti riconoscimenti, i fondi pensione sono già alle prese con i problemi per il prossimo anno, soprattutto sul versante finanziario.Per l’anno prossimo si prevede un aumento dei tassi d’interesse e questa cosa spinge i fondi pensione a rivedere le loro strategie finanziarie.
Dopo una diminuzione senza precedenti che è durato parecchi anni, anche in Europa i tassi di interesse stanno finalmente salendo. A settembre 2016, il rendimento dei titoli di Stato tedeschi a 10 anni ha il punto più basso attestandosi a circa 40 punti base. I mercati europei prevedono un aumento dei tassi ufficiali di 41 punti base nei prossimi due anni, secondo una stima di Aviva Investors. In Italia sappiamo che il differenziale con i bund ormai è stabile sui 300 punti con quello che consegue. In questo caso vale il proverbio il troppo è sempre troppo! Quest’aumento è in gran parte una buona notizia per i fondi pensione europei a prestazione definita, che, secondo PensionsEurope, l’organizzazione che rappresenta le associazioni europee dei fondi pensione nazionali, detenevano 3,2 miliardi di euro di attività alla fine del 2017. L’aumento dei tassi significa che anche il valore delle passività diminuirà, portando i livelli di finanziamento verso l’alto, riducendo così il rischio di questi fondi pensione. Al momento lo stesso ragionamento non può essere fatto per i fondi pensione a contribuzione definita, che specie in Italia, sono i più numerosi. Nell’immediato questa tendenza li penalizza perché i titoli che attualmente detengono in portafoglio sono irrimediabilmente svalutati.
Lo spostamento verso un contesto di tassi in crescita, anche se apparentemente un fattore positivo, richiede una considerazione ponderata.
Secondo Carlo Svaluto Moreolo di Ipe pensions, i fondi pensione hanno beneficiato del mercato rialzista delle attività a rischio negli ultimi anni. Inoltre, un recente miglioramento delle aspettative di vita ha aumentato i livelli di finanziamento perché costringe le persone a rimanere di più al lavoro.

In Italia si attende di vedere come finirà la complicata partita sulla manovra finanziaria 2019. Ma i vertici dei fondi già stanno mettendo a punto i possibili scenari per le politiche di investimento dei prossimi anni che non potranno che essere prudenziali come sempre, ma con una prudenza rafforzata, perché non c’è solo la manovra finanziaria del prossimo anno,che ingarbuglia le acque, ma c’è la questione dei dazi USA Cina e le elezioni europee di primavera. Un balsamo per la tranquillità dei mercati finanziari.

 

 

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