I negoziati dei PEPP bloccati sul nodo della vigilanza

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Per rafforzare l’integrazione pensionistica complementare la Commissione Ue fin dal giugno 2017 ha proposto l’istituzione dei Pan-European Pension Product (PEPP), i piani pensionistici individuali pan-europei, una specie di Pip italiani, una nuova opzione in aggiunta alle forme di previdenza nazionali. Essi saranno trasferibili tra Stati membri e gli aderenti potranno continuare a rimanere iscritti al loro fondo pensione complementare anche se si trasferiscono in un altro Stato della Comunità europea.
L’introduzione di questo prodotto pensionistico paneuropeo, previsto in tempi rapidi, segna il passo poiché i negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio europeo non si trova un accordo sul ruolo da attribuire all’ EIOPA, l’autorità di vigilanza delle assicurazioni e delle pensioni aziendali o professionali nonché il regime fiscale previsto.
Il Parlamento e il Consiglio, competenti sulla questione ne stano discutendo fin da ottobre. L’ultima sessione si è conclusa questa settimana senza un accordo o un compromesso, come affermano i rappresentanti del Consiglio e del Parlamento europeo.
Un problema principale è quello di chi deve stabilire l’accesso dei PEPP al mercato. Il Parlamento vuole attribuire un ruolo importante all’EIOPA, mentre almeno 16 stati membri del Consiglio chiedono che questa responsabilità sia attribuita alle singole autorità nazionali,che per in Italia è la Covip.
Inoltre, gli Stati hanno richiesto una procedura di segnalazione in tutti i paesi in cui il prodotto sarebbe stato offerto.
Altro argomento controverso è la proposta di porre dei limiti ai costi – con il Parlamento che richiede una commissione annua massima pari all’1% delle attività – e le regole per la fase di pagamento delle prestazioni.

Sophie in ‘t Veld, eurodeputata e negoziatrice a nome del Parlamento europeo, ha affermato che gli stati membri non hanno lasciato alcun margine di compromesso.
Un portavoce del governo austriaco, che attualmente detiene la presidente del Consiglio europeo, ha dichiarato che lavorerà a fondo per trovare una soluzione.
L’introduzione dei Pepp può produrre benefici di scala, migliorare la mobilità della manodopera e aumentare le pensioni complementari anche in quei paesi che hanno un limitato risparmio previdenziale di secondo pilastro. Nei Paesi Bassi, tuttavia, il piano è stato accolto con sospetto ed è stato descritto come “superfluo” e una “possibile minaccia” al sistema pensionistico olandese.
Secondo Ipe pensions, la negoziatrice Sophie Veld ha affermato che il ruolo di EIOPA è essenziale anche se potrà tener sempre conto dei pareri espressi delle Autorità locali.
Secondo lei, ciò sarebbe necessario per mantenere la fiducia nel PEPP per evitare che
i fornitori dei Pepp li offrano da quei paesi con delle Autorità di vigilanza deboli.
Altri eccepiscono che questo spinoso problema non si risolve dando ulteriori competenze all’EIOPA.
Se si dovesse dimostrare che le autorità di vigilanza nazionali sono inadeguate come sostiene il Parlamento europeo, allora si dovrebbe risolvere la questione all’interno dell’Eiopa.
Ma la Commissione europea spinge per far partire i PEPP in vista delle prossime elezioni europee del maggio 2019.

 

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