Il “ bamboccione” ed il reddito di cittadinanza

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Il 4 febbraio 2019 a Roma, il governo , o meglio per essere precisi, il presidente del consiglio dei ministri ed un vice presidente del consiglio, ha presentato il sito web sul reddito di cittadinanza nonché la relativa carta bancomat fatta dalle Poste. Durante la “cerimonia” il vice premier presente ha fatto riferimento al famoso “decino”, il primo cent guadagnato da zio Paperone fra i ghiacciai del Klondike, cent che come è noto è oggetto di spasmodiche brame della maga Amelia, dimorante sul Vesuvio, cioè nell’area di nascita del vice premier. Un sito che, mi sembra ricalchi il template di quello dell’Inps, pare fatto bene. Bisognerà come sopporterà l’impatto dal 6 marzo data di avvio di tutta l’operazione.

I destinatari del reddito di cittadinanza in età da lavoro (16-64 anni) sono 1,791 milioni secondo l’Istat: 613 mila sono persone in cerca di occupazione (il 22,7% del totale) e 428 mila sono occupati (il 15,8%). Tra le persone inattive, spicca la presenza delle casalinghe: 422 mila persone (il 23,6% del totale). I single rappresentano il 47,9%.
Come si è visto il reddito di cittadinanza non riguarda i singoli individui ma il loro nucleo familiare che possiede determinati requisiti reddituali.
Questo rischia di creare una fascia grigia in cui si annidano molti soggetti che in qualche modo dovrebbero poter accedere, ma ne sono aprioristicamente esclusi, un’area che necessita di essere focalizzata, trovando delle possibili soluzioni. L’esempio classico è quello del giovane o della giovane che pur svolgendo un lavoro, non è in condizioni tali da poter vivere da solo perché svolge lavori saltuari o sottopagati ma non in nero e quindi deve approfittare dell’”ospitalità” dei genitori che molto spesso non vivono nel lusso, ma posseggono i requisiti reddituali di uno stipendio o pensione normale tali comunque da designare quel nucleo come “abbiente” ai fini dell’ISEE richiesto, per cui non solo i loro figli sono costretti a fare la vita di bamboccioni inibendoli il reddito cittadino ma, e quel che più  premerebbe loro, è l’esclusione dal percorso di inserimento al lavoro. Ad essi nessun navigator segnerà la giusta rotta per l’ approdo in un sicuro porto lavorativo e vivere una vita soddisfacente fra virgolette. I lavoretti svolti, vivendo con i genitori consentirà sicuramente di poter acquisire una macchina di tutto rispetto e di poter fare le vacanze in qualche posto alla moda ma programmare la vita, mettersi con una compagna o compagno, è un obiettivo precluso.
Se sono laureati oggi la possibilità che si offre di inserimento che hanno è proprio quella di farsi assumere come navigator, se laureati con laurea magistrale, se invece posseggono solo la laurea triennale, neppure quello. Bisogna essere “magistrali” , cioè dei veri maestri in Economia, Giurisprudenza, Sociologia, Psicologia, Scienze Politiche e della Formazione. Si prevedono 40.000 domande.
Cioè noi abbiamo in questo momento 40.000 giovani laureati ancora in cerca di adeguata occupazione conforme al titolo posseduto. Poi non ci meravigliamo se vanno tutti all’estero. Secondo le ultime indiscrezioni il reclutamento dei 6mila laureati dovrebbe avvenire sulla base di una valutazione dei titoli e con un colloquio ( immagino quello che succederà con questa procedura!).  C’è anche l’ipotesi di un quiz a risposta multipla,che è un altro modo oscen o di fare selezione, ma per ora non ci sono certezze. Poi altri 4mila dovrebbero essere scelti per concorso il cui bando dovrebbe apparire in Gazzetta Ufficiale a fine febbraio., mentre una forte tensione si sta montando con le Regioni perché queste, non investite quasi per nulla nel processo decisionale sul reddito di cittadinanza, si troveranno a subirne le conseguenze operative, affratellate in ciò dai Comuni e non si sa se e quante risorse specifiche poi saranno trasferite per i bisogni delle autonomie locali.
La riforma dei centri dell’impiego o il loro potenziamento in ogni caso non dovrebbe trascurare di trovare lavoro anche per chi non cerca il rdc, ma è costreto a fare il bamboccione, svolgendo fino in fondo il compito per cui furono istituiti.

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