Le problematiche della Rita, la rendita complementare anticipata

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La legge di bilancio 2017  ha istituito la RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), in via sperimentale per il periodo 1° maggio 2017 – 31 dicembre 2018, mentre  la successiva Legge di bilancio 2018,  l’ha fatta diventare permanente o strutturale come si dice. Essa può essere richiesta dai lavoratori iscritti le forme pensionistiche complementari, con esclusione di quelle a prestazione definita che cessano l’attività lavorativa e maturano l’età per la pensione di vecchiaia entro i cinque anni successivi, e che hanno almeno venti anni di contributi,
La Rita consiste nell’erogazione frazionata di un capitale, per il periodo considerato, pari al montante accumulato richiesto. ed è riconosciuta altresì ai lavoratori che risultino inoccupati da più di 24 mesi e che matureranno l’età anagrafica per la pensione di vecchiaia entro i dieci anni successivi.
La parte imponibile è assoggettata alla ritenuta fiscale del 15 per cento, ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno dopo il quindicesimo anno di iscrizione ad una forma pensionistica complementare con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. In pratica il 9% è il limite massimo di riduzione. Se la data di iscrizione è anteriore al 1° gennaio 2007, gli anni di iscrizione prima del 2007 sono computati fino a un massimo di quindici.
Chi chiede la rendita anticipata può anche non avvalersi di questa tassazione sostitutiva, in tal caso sarà assoggettato a tassazione ordinaria.
I requisiti per per ottenere la Rita sono:
a) Cessazione dell’attività lavorativa
b) Raggiungimento pensionabile nei 5 anni
successivi
c) avere 20 anni di contributi alla data di presentazione della domanda
d) essere iscritto da almeno 5 anni alla previdenza
complementare.
oppure, in alternativa:
a) Cessazione dell’attività lavorativa
b) Inoccupazione, successiva alla cessazione dell’attività lavorativa, per un periodo di tempo superiore a 24 mesi;
c) Raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza nei 10 anni successivi
d) Maturazione di 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari.
La RITA è esclusa in caso di prossimità a pensionamenti anticipati (circ. COVIP n. 888/2018)
Praticamente se un lavoratore iscritto alla previdenza complementare, per esempio si trova in una delle condizioni descritte sopra ed ha accumulato, poniamo presso il suo fondo un montante di 100.000 euro, può chiedere l’erogazione della rendita su tutti i centomila euro oppure su una parte di essa, per esempio 50.000. La parte rimanente continuerà ad essere gestita dal fondo e l’altra parte sarà versata periodicamente all’interessato.
L’erogazione deve avere una periodicità non superiore a 3 mesi, in considerazione della funzione di sostegno al reddito come precisato dalla Covip. Le rate da erogare saranno ricalcolate tempo per tempo, tenendo conto dell’incremento o della diminuzione del montante derivante dalla gestione.
In caso di decesso dell’iscritto in corso di percezione della RITA, il residuo montante relativo alle rate non erogate, ancora in fase di accumulo, potrà essere riscattato.
la RITA, come ogni altra prestazione della  previdenza complementare, è soggetta ai limiti di cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità previsti dalla 252/05.
La Rita è revocabile secondo le modalità operative stabilite da ciascuna forma pensionistica.
Sull’eventuale montante residuo lasciato al fondo, perché non si è utilizzato tutto il montante, l’aderente può chiedere anticipazioni e riscatti ed aver diritto, al momento della maturazione dei requisiti pensionistici, delle prestazioni in capitale e/o rendita.
L’importo massimo della prestazione erogabile in capitale, è quello relativo alla posizione individuale esistente al momento della domanda.
Tutte queste disposizioni relative alla RITA trovano applicazione anche ai dipendenti pubblici iscritti ai Fondi Espero o Perseo-Sirio. Le somme erogate a titolo di RITA costituiscono redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente.

Dalla data della sua istituzione ad oggi comunque la Rita è stata richiesta da pochissimi soggetti, com’era stato del resto ampiamente previsto essendo un istituto assolutamente nuovo che deve essere ancora pienamente “metabolizzato”, in un contesto comunque che vede un’adesione alla previdenza complementare ancora limitata ad un terzo dei potenziali iscritti ( 8 milioni di aderenti su 24 milioni di lavoratori). Poi ai fini pratici, se una rendita anche di 500 euro è una bella cifra se integra la pensione, come rendita a se stante è assolutamente inadeguata per i bisogni ordinari.

Camillo Linguella

 

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