In cerca di migliori performance i Fondi guardano ai private equity

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Il 2018 dopo un primo semestre molto brillante ha mutato direzione ed i rendimenti sono tutti girati in territorio negativo. Quest’anno si attende una replica e intanto si cerca di contenere i danni o addirittura ottenere un’inversione di tendenza. Per cui alcuni fondi pensione hanno fatto una scelta innovativa coraggiosa di investire  in private equity.
I Private equity indicano una determinata attività finanziaria consistente nell’apporto di capitale proprio in società target, non quotate in borsa ma con possibilità di assicurare forti rendimenti in un arco temporale stabilito, raggiunti i quali si uscirà dall’investimento. I soggetti che investono in private equity, chiamati anche sponsor finanziari, sono principalmente  società private, i venture capitalist specializzati in finanziamento  con elevato profilo di rischio, ma anche investitori istituzionali, compagnie assicurative, fondi pensione che investono a 360°. Il Private equity è un tipo di investimento azionario in titoli non scambiati in un mercato regolamentato. Questi investimenti riservati a chi dispone di capitali ingenti, sono accessibili solo attraverso la sottoscrizione di fondi caratterizzati da un elevato rischio di liquidità.

Per fare questi investimenti, i patrimoni devono avere una certa consistenza, quindi i fondi devono fare sinergia fra loro se vogliono perseguire anche questa strada.
Cinque fondi pensione italiani hanno scelto una strada diversa dalla fusione, pur attuando una forte sinergia fra loro. Mentre i fondi della cooperazione si sono fusi, Foncer ( Fondo Pensione complementare per i lavoratori dell’industria della ceramica e di materiali refrattari), Fondenergia ( Fondo pensione per il settore energia) , Fondo Gomma Plastica (fondo pensione complementare per i lavoratori e i familiari a carico dei lavoratori del settore gomma, cavi elettrici e affini e materie plastiche) , Pegaso (Fondo Pensione Complementare  per i dipendenti delle imprese di servizi di pubblica utilità ) e Previmoda (Fondo Pensione per i lavoratori dell’industria tessile-abbigliamento, delle calzature e degli altri settori industriali del sistema moda) hanno  costituito un consorzio per effettuare investimenti in private equità e pubblicato un bando per la ricerca di un gestore per investimenti per un portafoglio congiunto del valore di 216 milioni di euro. Il bando è stato pubblicato per estratto il 22 marzo 2019 sui quotidiani: Il Sole 24 Ore e Milano Finanza.
Dalla fusione di Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop è nato il primo luglio 2018 Previdenza Cooperativa uno dei fondi pensione negoziali più grandi e patrimonializzati del Paese: il quinto per iscritti (112.000) e l’ottavo per patrimonio (1,9 miliardi di euro di attivo).
Previdenza Cooperativa consentirà di guadagnare in efficienza ed efficacia della gestione, per offrire ai 112 mila iscritti meno oneri e pensioni complementari ancora più sicure e vantaggiose.
Le economie di scala legate alla fusione comporteranno, si stima, una diminuzione tra il 5% e il 10% delle principali voci di spesa di gestione del Fondo, grazie alla razionalizzazione dei servizi e alla rinegoziazione con i fornitori e i gestori finanziari. Renderà inoltre possibile allocare meglio le risorse, consolidare gli assetti organizzativi e strategici e rispondere all’ampia domanda potenziale di previdenza integrativa ancora non soddisfatta nel mondo cooperativo. Nonostante la crisi economica ed occupazionale iniziata nel 2008, negli ultimi 10 anni i tre Fondi previdenziali della cooperazione hanno registrato una crescita degli associati, un forte incremento del patrimonio e dati molto positivi di andamento nei diversi comparti, a fronte di costi di gestione molto contenuti.

Il consorzio, denominato “Progetto Iride” (Project Iris), è stato istituito anch’esso lo scorso anno con l’obiettivo di costruire un portafoglio di investimenti alternativi.
I cinque investitori del consorzio sono fondi pensione chiusi di categoria a contribuzione definita (CD). A dicembre dello scorso anno, i fondi consorziati raggiungevano un patrimonio gestito complessivo di 6,1 miliardi di euro.
Il consorzio naturalmente si è dotato di un sito web http://www.progettoiride.eu/
per il progetto,.
Questi investimenti dovrebbero migliorare le aspettative di rendimento e fornire un contributo considerevole alla performance dichiarano i responsabili dei fondi pensione. “In questa fase di bassi rendimenti, l’obiettivo di questi investimenti è conseguire un’ulteriore diversificazione dei nostri portafogli per rafforzare i rendimento degli aderenti.
Il consorzio è alla ricerca di un gestore per investire principalmente in Europa. Una parte significativa degli investimenti dovrebbe riguardare le aziende italiane. I manager si concentreranno principalmente sulle strategie di buy-out (acquisti in blocco) e di crescita.
Ora la costituzione di un consorzio è un ulteriore elemento positivo di sinergia fra fondi..
“Questa è la prima iniziativa nel suo genere e potrebbe costituire un modello per le future partnership in cui i fondi possono lavorare insieme per creare forti sinergie”, ha dichiarato il presidente di Assofondipensione Giovanni Maggi.

Nel rispetto delle indicazioni statutarie i fondi in questione hanno deliberato di procedere alla selezione di un Gestore di Fondi di investimento Alternativi (GEFIA) specializzati nel settore del Private Equity con focus europeo cui affidare la gestione di parte delle risorse finanziarie dei Fondi.
Obiettivo di ciascun mandato specializzato è ottenere un Cash Multiple netto superiore a 1,5 al termine della durata della convenzione, con investimenti in Fondi di Investimento Alternativi (FIA), adottando uno stile di gestione attivo e perseguendo un’opportuna diversificazione del portafoglio.
Il bando indica l’ammontare indicativo degli impegni (“committment”) da parte di ciascun Fondo:
Foncer: un mandato per il comparto Bilanciato per un committment pari Euro 28 Milioni;
Fondenergia, un mandato per il comparto Bilanciato per un committment pari a Euro 40 Milioni e un mandato per il comparto Dinamico per un committment pari a Euro 33 Milioni;
Gomma Plastica, un mandato per il comparto Bilanciato per un committment pari a Euro 46 Milioni;
Pegaso, un mandato per il comparto Bilanciato per un committment pari a Euro 30 Milioni;
Previmoda, un mandato per il comparto Smeraldo Bilanciato per un committment pari a Euro 39 Milioni.

Le convenzioni di gestione avranno durata indicativa di dieci anni.

 

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