Le anticipazioni dai fondi pensione per tirare avanti

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Rimane sempre alta la richiesta di anticipazioni, diminuiti leggermente i riscatti. La richiesta del capitale accumulato prevale sulla rendita. I riscatti sono stati 76300, le anticipazioni 46900 per un totale di 372 milioni di euro le pensioni complementari n. 2087.

La legge sulla previdenza complementare (Dlgvo 252/2005) ha previsto particolari prestazioni prima della maturazione del diritto alla rendita integrativa, il riscatto e l’anticipazione. Il riscatto è  una speciale tutela per la quale al verificarsi di determinate  condizioni viene restituito all’aderente tutta la posizione accumulata.

Vi può essere il riscatto totale in presenza di invalidità con riduzione capacità lavorativa ad 1/3, ovvero cessazione seguita da inoccupazione superiore a 48 mesi  sempre se non c’è diritto a pensione. Il riscatto può essere anche parziale, nella misura del 50% in presenza di cessazione seguita da inoccupazione superiore a 12 mesi, ovvero in presenza di mobilità o cassa integrazione. In ultimo, sono possibili forme di riscatto totale connesse alla perdita dei requisiti di partecipazione, nel caso poniamo un lavoratore iscritto a Cometa perché metalmeccanico, poi passa ad una pubblica amministrazione. Come è facile intuire, l’elevato numero dei riscatti,anche se in lieve diminuzione, è dovuto per la maggior parte alla sopravveniente disoccupazione che ha investito molti lavoratori. L’anticipazione invece consente agli iscritti di far fronte agli imprevisti della vita. Può essere concessa principalmente per  spese sanitarie, in questo caso l’anticipazione può arrivare fino ad un massimo del 75% della posizione accumulata ed può essere richiesta in qualsiasi momento.

Ulteriore importante motivo per cui può essere concessa è quello relativo per l’acquisto della prima casa per  sé o per i figli o la sua ristrutturazione: è erogabile fino ad un massimo  75% del capitale accumulato, ma solo  dopo 8 anni di iscrizione.

Infine la legge ha previsto un’a terza  possibilità, quella di poter chiedere un’anticipazione per “ altre esigenze”, una formulazione abbastanza elastica che consente l’accesso alla prestazione senza doverla documentare in alcun modo. Essa è  erogabile fino ad un massimo del 30%  della propria posizione e dopo 8 anni di iscrizione Per le anticipazioni è prevista la possibilità reintegrazione. Se si disaggregano i dati si evidenzia subito che le anticipazioni per “altre esigenze” sono state circa i due terzi del totale. Il che sta a significare che hanno svolto una vera funzione di ammortizzatore sociale. Infatti gli aderenti che non hanno avuto o potuto chiedere l’anticipazione dell’acquisto della casa, invece, hanno fatto ricorso a questa forma di “credito”, attingendo ai Fondi  pensione come se fossero dei salvadanai. Le somme erogate per le anticipazioni, stando ai dati Covip, per il 2011 sono state pari a 372 milioni di euro.

E’ chiaro che questo ricorso alle anticipazioni, e il poter accedervi senza nessuna giustificazione, anche per fare un viaggio alle Maldive, per assurdo altera  e non di poco i piani finanziari delle forme di previdenza complementare. Pertanto è necessario che questa fattispecie sia regolamentata. La  regolamentazione potrebbe avvenire, prima ancora che legislativamente, su indicazione dell’Autorità di Vigilanza. In essa  bisognerà prevedere una forma di reintegro totale o parziale, obbligatorio. In questo caso assumerebbe una quasi configurazione di credito agevolato, come in effetti è stato utilizzato.

Vediamo la distribuzione dei fenomeni  fra le varie forme di previdenza complementare

Fondi negoziali

Il numero dei riscatti (circa 62.000) è diminuito di circa il 10 per cento rispetto al 2010. Più del 95 per cento dei riscatti è relativo all’intera posizione individuale. Il numero delle uscite per prestazioni pensionistiche in capitale è pressoché raddoppiato rispetto all’anno precedente, passando da 10.400 a 20.500, per un ammontare complessivo di circa 366 milioni di euro. Le trasformazioni di capitale in rendita sono un fenomeno ancora molto limitato. Esse hanno riguardato 11 fondi per un totale di 37 iscritti. Le anticipazioni hanno interessato circa 36.800 lavoratori, per un ammontare pari a 292 milioni di euro; resta prevalente il ricorso alle anticipazioni per “ulteriori esigenze”, ai sensi dell’art.11, comma 7, lett. c), del Decreto lgs. 252/2005 (circa il 70 per cento delle erogazioni).

Fondi aperti

Le anticipazioni sono  passate da 6.400 a quasi 7.500 per un importo complessivo di 68 milioni di euro; di questi, circa i due terzi sono riferiti alle  “ulteriori esigenze degli aderenti”. In lieve diminuzione i riscatti, che hanno riguardato circa 11.800 posizioni contro le 12.000 dell’anno precedente, per un totale di 87 milioni di euro, 9 milioni in più rispetto al 2010; l’87 per cento dei riscatti è riferito all’intera posizione individuale. Le erogazioni di prestazioni pensionistiche in forma di capitale hanno interessato circa 5.500 posizioni (5.200 nell’anno precedente) per 98 milioni di euro contro i 91 milioni del 2010. Le posizioni individuali trasformate in rendita nel corso del 2011 sono risultate 62.

Pip (Piani Pensionistici Individuali)

Le anticipazioni sono risultate pari a 2.600, rispetto alle 1.500 del 2010, per complessivi 12 milioni di euro; di queste il 51 per cento è riferibile alla fattispecie di cui all’art.11, comma 7, lett. c) del Decreto lgs. 252/2005, “ulteriori esigenze degli aderenti”. Il fenomeno dei riscatti ha interessato circa 2.500 posizioni, 600 in più rispetto al 2010, per un importo complessivo di 11 milioni di euro. Le erogazioni di prestazioni pensionistiche in forma di capitale hanno riguardato quasi 1.660 posizioni (960 nell’anno precedente) per un ammontare complessivo di 21 milioni di euro. Le posizioni individuali trasformate in rendita nel corso del 2011 risultano pari a 14 unità.

 I Fondi preesistenti

I percettori di rendite sono circa 130.600, in leggero aumento rispetto al 2010: oltre 94.600 sono pensionati diretti mentre circa 36.000 beneficiano di pensioni indirette e di reversibilità. Nel corso dell’anno il numero delle posizioni previdenziali trasformate in rendita si attesta intorno alle 2.000 unità; le liquidazioni in capitale sono poco più di 21.000, in calo rispetto al 2010. L’ammontare complessivo delle prestazioni previdenziali erogate nel 2011, pari a oltre 1,7 miliardi di euro, risulta costituito pressoché in ugual misura da rendite pensionistiche e da erogazioni in capitale.

 

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