Governance Superinps e profondo rosso Inpdap

Scritto il alle 08:44 da clinguella@finanza

 

G. Abbadessa, presidente Civ Inps

Il Civ dell’Inps denuncia un profondo rosso, la Fornero e Mastrapasqua lo rimbeccano. Non risolto ancora il nodo della governance

Dal Civ dell’Inps parte una bordata e subito dal commissario-presidente e dalla ministra del Lavoro partono le controbordate. Oltre a denotare una non perfetta sintonia fra i vertici del massimo organo previdenziale italiano e fra questi ed il lavoro, la questione si presta a parecchie chiavi di lettura. Si erano appena spenti gli echi della polemica fra l’Inps, questa volta presidente e direttore generale con la ministra in merito al numero degli esodati ed il Civ non aveva proferito verbo, né in un senso né in un altro

All’improvviso, appena sopite le polemiche sull’esatto numero degli esodati, il Civ dell’Inps, il Consiglio di Indirizzo  e Vigilanza, proprio nella sua funzione di vigilanza ha reso noto una prima nota di variazione di bilancio 2012, secondo la quale il deficit del soppresso Inpdap comporterà nel breve periodo un problema di sostenibilità dell’intero sistema pensionistico pubblico e chiede al governo «interventi correttivi». La nota di variazione prosegue: «Appare doveroso e urgente che tale situazione sia sottoposta all’attenzione del governo e dei ministeri vigilanti al fine di consentire agli stessi di adottare adeguati interventi correttivi per sanare il disavanzo economico e patrimoniale della gestione ex Inpdap e quindi garantire la sostenibilità della spesa pensionistica».

Secondo il Civ la gestione finanziaria di competenza dell’Inps dopo l’incorporazione dell’ex Inpdap, e dell’ex Enpals (Previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo), segnerà un disavanzo di quasi 6 miliardi di euro (5,977) nel 2012, proprio a causa del rosso che lo stesso Inpdap porta con sé. Sempre secondo  la nota di variazione del bilancio, il deficit è destinato a sfiorare i 7 miliardi di euro sia nel 2013 (6,936) che nel 2014 (6,963). Quindi, il Civ «ribadisce la necessità che tutti i fondi o gestioni che presentano un andamento economico-patrimoniale negativo siano sottoposti a un attento monitoraggio, nonché l’urgenza di aggiornare al più presto i bilanci tecnici con i quali valutare la futura evoluzione».

Pronta la replica della Fornero che nel suo intervento alla Commissione parlamentare per gli enti previdenziali ha affermato in sintesi che il deficit che si porta appresso l’Inpdap è un  fatto noto e risaputo, dando una sua spiegazione che  sarebbe  frutto di decisioni di regole passate, dove, diversamente da oggi, sembra suggerire la ministra, c’era scarsa attenzione alle regole nel bilanciamento tra prestazioni e contributi, omettendo di dire che fino alla costituzione della Cassa pensione dello Stato, i contributi non c’erano per niente. Insomma, il deficit dell’Inpdap «sarebbe stato coperto prima e ora sarà coperto dall’Inps». «Sotto il profilo della grandezza del disavanzo – ha ribadito Fornero – non ci sono novità e non richiederà l’appostamento di nuove risorse». E alla domanda se ci sia un rischio per le pensioni, il ministro del Lavoro ha smentito nettamente. «Vorrei rassicurare che le preoccupazioni relative alle pensioni dovrebbero essere persino minori anche con risparmi se facciamo bene l’incorporazione. Il rischio pensioni c’è quando non c’è l’equivalenza tra contributi e prestazioni. Il Governo ha cambiato le regole, ha fortemente rafforzato la sostenibilità del sistema pensionistico pubblico, ha rafforzato questo equilibrio e ha fortemente contenuto la spesa pensionistica rispetto al Pil». Prima ancora della Fornero, il Civ era già stato smentito attraverso i giornali radio del mattino dal presidente del Superinps, Antonio Mastrapasqua. Egli  ha assicurato che «la sostenibilità del sistema pensionistico è stata certificata da tutte le riforme che sono state fatte, da ultima quella Monti-Fornero che ha avuto il gradimento della commissione europea, dell’Ocse e della Banca d’Italia». «La sostenibilità – ha aggiunto – è qualcosa che va oltre un bilancio che rappresenta dei numeri, ma non rappresenta la tendenza. Quindi mi sento di poter dire che, a fronte di quello che sicuramente sono dei commenti tra il tecnico, ma anche soprattutto politico, ci sono dei numeri incontrovertibili che sono dati dalla certificazione avvenuta dagli organismi europei della sostenibilità e delle buone riforme che sono state fatte nel nostro Paese».

Quest’affollamento di dichiarazioni e di smentite,  è un’altra cartina di tornasole, la più plateale della non perfetta sintonia fra i due organi dell’Inps e fra questi ed il ministero vigilante.  In realtà l’impressione magari infondata, che il Civ venga tollerato e tenuto nella stessa considerazione del vecchio zio che ogni tanto la spara grossa fra l’imbarazzo dei parenti. Ma ciò lo si può verificare anche in altri modi. Per esempio i documenti del presidente dell’Inps  sono messi in bell’evidenza sul sito istituzionale, mentre per trovare i documenti del Consiglio di indirizzo  e vigilanza, bisogna fare tutto un giro che non sempre porta ai risultati voluti. Inoltre invano troverete sempre sul sito qualche comunicato stampa sulle ultime vicende.

Questo riporta in primo piano il non risolto problema della governance del nuovo maxi istituto. Mentre quando si è trattato dell’Ivarp, il nuovo istituto di sorveglianza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale, nato sulle ceneri della Covip e dell’Isvap, il problema del vertice è stato risolto contestualmente, sulla governance dell’Inps la Fornero annunciò la costituzione di una commissione di cui si sono perse le tracce.

In realtà il Civ non critica tanto le regole passate che effettivamente erano note, infatti il presidente del Civ, Guido Abbadessa, è stato precedentemente presidente del Civ  dell’Inpdap e conosce a menadito le vicende del soppresso ente di previdenza dei pubblici dipendenti. Il Civ, giustamente si preoccupa degli effetti della cosiddetta “spending rewiev” ( o splending rewiev, come è stata ribattezzata),  il suo blocco totale del blocco del turnover e dei 24 mila esuberi annunciati nella Pa, elementi che aggraveranno la situazione esistente perché determinerà  una ulteriore riduzione dei contributi versati e un aumento dei pensionati pubblici.

Sempre secondo il Civ Inps, poi ci  saranno gli effetti della riforma Fornero sulle pensioni e questo moltiplicatore porterà alle cifre di disavanzo denunciate.

Camillo Linguella

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