Previdenza: Casse a rapporto per fare un nuovo superInps

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Il ministro del Lavoro convoca per il 26 prossimo i presidenti delle Casse pensioni privatizzate. Saranno incontri individuali. Se accorpate possono svolgere un ruolo importantissimo nella previdenza complementare

La convocazione non è stata fatta  all’Adepp,  l’ Associazione degli Enti di Previdenza Privati costituita formalmente nel giugno 1996, e che rappresenta tutte le Casse, ma ai singoli presidenti delle Casse previdenziali private, ovvero, “enti previdenziali privatizzati” , che sono 21 e  che  aderiscono  all’Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati). Da mesi l’Adepp sperava di incontrare il ministro. Apparentemente sono tutti contenti e giulivi, in realtà hanno forti motivi per temere pesanti ingerenze nella gestione degli enti, come il passaggio al sistema contributivo e la verifica di eventuali situazioni critiche, ma anche l’ipotesi di fusione. Il fatto che non sia stata convocata l’Adepp che li rappresenta significa prima disconoscerne il ruolo, poi esercitare una moral suasion come si dice quando si vogliono dare ordini che non sembrano tali ad ogni singolo presidente, sapendo che ognuno personalmente non vorrà inimicarsi il ministro e comunque dando una risposta diversa dagli altri, pur se concordano una linea di condotta comune. L’idea di fusione fra le diverse casse che in effetti sono troppe, non è del tutto peregrina, magari un nuovo superinps non è auspicabile, ma ridurre a poche casse, accorpando quelle affini non è un’operazione sbagliata. E poiché molti enti privatizzati già gestiscono forme di previdenza complementare, se si uniscono possono svolgere un ruolo importantissimo fra i professionisti che a tutt’oggi non sembrano particolarmente attratti dal secondo pilastro. La privatizzazione degli Enti di Previdenza ed Assistenza dei Liberi Professionisti fu disposta con unai delega contenute nella legge finanziaria del 1994 (L. n. 537 del 29 dicembre 1993) , con le quali il Governo Ciampi si proponeva di attuare un riordino degli istituti e dei regimi previdenziali e assistenziali allora esistenti. Il riordino prevedeva un  percorso di privatizzazione delle Casse di Previdenza e Assistenza dei liberi professionisti. Con il d.lgs. n. 509 del 30 giugno 1994 fu riconosciuta la possibilità di trasformazione in soggetti giuridici di diritto privato, ferma restando l’obbligatorietà del prelievo contributivo e delle prestazioni , a quegli Enti che avevano i conti in attivo, privi di contributi statali e con una riserva legale corrispondente alla copertura di almeno cinque annualità di rate di prestazioni. Tali Enti costituiscono oggi una realtà complessa, emanazione di professioni anche molto diverse ma che si configurano unitariamente . Pur poste sotto la vigilanza del ministero del Lavoro, per rendere più stringenti i controlli, con DL98/2011 fu affidato alla Covip il compito di vigilanza sugli stessi. Ora con il recente decreto legge sulla revisione della spesa, il DL 95/2012, la Covip e stata sciolta assieme all’ISVAP per dar vita all’IVARP, Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni e sul Risparmio Previdenziale, ma la vigilanza delle Casse private non è passata all’IVARP, bensì se ne è appropriata il Ministero del Lavoro che proprio in base a questa potestà ha chiamato a rapporto tutti i presidenti degli enti e c’è da scommettere che farà valere le sue ragioni, sperando che siano quelle giuste anche se il direttore generale del dicastero del Lavoro,  Gambacciani, nella nota di convocazione ha sottolineato che essa è stata necessitata  “In vista della scadenza, prevista per il 30 settembre 2012, del termine assegnato agli enti di previdenza di diritto privato per la adozione delle iniziative finalizzate all’obiettivo di sostenibilità cinquantennale”. Mentre sulla programmazione ai 50 anni e sul contributivo  le Casse sono tutte sostanzialmente pronte o d’accordo, sulla “supercassa” non sono affatto d’accordo. Le Casse rivendicano il principio di autonomia amministrativa, pur sotto la vigilanza del governo, come prevede la legge. Comunque,al momento l’attenzione sarà focalizzata  sui piani stabiliti, o in via di definizione per raggiungere l’equilibrio tra entrate contributive e spesa per prestazioni, in base a quanto stabilito dalla legge 214/2011.

c.l

 

 

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