I rendimenti della previdenza complementare battono il Tfr

Scritto il alle 09:40 da [email protected]

I dati della Covip di settembre 2012 danno in ripresa i rendimenti dei Fondi pensione. Un’opportunità per tutti.  Quali i vantaggi dei lavoratori pubblici se si  iscrivono a Espero, Perseo e Sirio, altro che perdita del Tfr

I lavoratori, pubblici e privati se interrogati sui problemi pensionistici, manifestano una forte insicurezza nei confronti della pensione obbligatoria pubblica e molti sono convinti addirittura che in un prossimo futuro non ci sarà del tutto.

Questo non si traduce in richiesta di aderire alla previdenza complementare perchè lì viene alimentata  una  paura  aggiuntiva, quella di perdere tutto, a cominciare dal Tfr. Se noi vediamo i dati reali, non le enunciazioni dovute essenzialmente a pregiudizi di carattere ideologico, ci accorgiamo che per i cinque milioni e mezzo di italiani che hanno aderito alla previdenza complementare non si è trattato di nessuna truffa, anzi molti ne hanno tratto benefici altrimenti non fruibili.

Cominciamo dai  principali dati statistici sull’andamento della previdenza complementare riferita al terzo trimestre di quest’anno. Gli iscritti al 30/9 /2012 sono complessivamente  5.758.759. Rispetto a dicembre 2011  fanno segnare un + 4% grazie ai Pip che crescono del 15,2 %.

Ma la parte più interessante  è l’ andamento dei rendimenti, dopo l’anno terribile del 2011. I Fondi pensione negoziali dal dicembre 2011 al settembre 2012  registrano un + 6,2%, i Fondi aperti il 7,4% per lo stesso periodo, mentre i Pip l’ 8,1%. Si ricorda che nello stesso periodo il Tfr  si è rivalutato del 3% circa.

Poi se andiamo a scorrere l’ultimo rapporto della Covip, come sottolineato dalla stessa autorità di vigilanza, la previdenza complementare nel triennio 2009/2011 ha svolto una funzione impropria rispetto a quella istituzionale, ma di grande valenza sociale, in qualità di ammortizzatore sociale aggiuntivo. Nel 2011 sono stati liquidati n. 62.000 riscatti, con una diminuzione del 10% rispetto all’anno precedente. Si può ottenere il riscatto della propria posizione quando si diventa invalido al lavoro, quando purtroppo si decede senza diritto alla pensione (in questo caso il riscatto va ai beneficiari), oppure se si perde il posto di lavoro.  In tutti questi casi i diretti interessati hanno ricevuto la posizione maturata che ha ricompreso il tfr versato ( quindi non scippato), i rendimenti che nel lungo periodo sono sempre superiori a quelli del tfr, il contributo del datore di lavoro che non avrebbe avuto senza l’adesione ad un fondo, più i benefici fiscali.

Comunque chi non vuole correre rischi può sempre scegliere il comparto garantito. La scelta del comparto “garantito” assicura sempre lo stesso rendimento del Tfr. Per i dipendenti pubblici c’è un’opportunità in più. Per esempio chi sceglie il Fondo Sirio, ai rendimenti del Tfr si aggiungono :

• 1% della retribuzione utile ai fini del Tfr versato dall’amministrazione

• 1,5% calcolato sulla retribuzione utile ai fini del Tfs

• 1% della retribuzione utile ai fini del Tfr versato dall’amministrazione per 12 mesi se si iscrive nel primo anno di vita del Fondo. Totale 3,5%  maggiore del Tfr.

Chi agita infine lo spettro dell’Eron, si ricorda che ai sensi del comma 5 dell’art. 15 Dlvgo 205/05, ai fondi pensione si applica esclusivamente la disciplina dell’amministrazione straordinaria e della liquidazione coatta amministrativa, con esclusione del fallimento, ai sensi degli articoli 70, e seguenti, del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e succes-sive modificazioni ed integrazioni, attribuendo le relative competenze esclusivamente al Ministro del lavoro e delle politiche sociali ed alla COVIP.

 Ma il ruolo principale di ammortizzatore sociale improprio è stato svolto con la concessione delle anticipazioni. Le anticipazioni possono essere concesse per cure mediche, per acquisto della prima casa per sé o per i figli e soprattutto, decorso otto anni di iscrizione al fondo, si può chiedere un’anticipazione pari al 30% della somma accumulata, con possibilità di reintegro, senza dover specificare alcuna motivazione, se non quella generica “per altre esigenze”. Le somme erogate per le anticipazioni, stando ai dati Covip, per il 2011 sono state pari a 372 milioni di euro. I due terzi di quelle concesse hanno riguardato “le altre esigenze”.

E’ evidente come in questo caso le anticipazioni hanno costituito una sorta di prestito dato a se stessi, senza dover ricorrere alle banche o peggio a forme di indebitamento illegali e senza l’aggravio degli interessi.

Questo ci dicono i dati nudi e crudi e su questi bisogna fare le proprie riflessioni e le conseguenti scelte responsabili.

Camillo Linguella

 

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