I conti dell’Inps preoccupano la Corte dei Conti. Occorre ridurre il numero dei Fondi pensione

Scritto il alle 08:57 da clinguella@finanza

La Direzione Generale dell’Inps

la direzione generale dell’ex Inpdap

 La Corte dei Conti è seriamente preoccupata dell’andamento dei conti dell’Inps. Un monito anche a ripensare alla previdenza complementare,

Attuare la nuova Governance

 E’ ciò che emerge dalla delibera del 26 ottobre 2012, pubblicata il 5 novembre successivo, con la quale ha reso noto le sue risultanze  del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’INPS per l’esercizio finanziario 2011. Per la Corte dopo le riforme sulle pensioni e sul mercato del lavoro, va assiduamente monitorata l’incidenza di queste  riforme sulla spesa pensionistica, nel breve e medio periodo e fino all’entrata a regime del sistema contributivo.

Né le risultanze hanno tralasciato la  previdenza complementare. In merito ad essa,  la Corte è del parere che, confermato l’assetto assolutamente privatistico, il modello in vigore va  sottoposto a riesame mentre sono necessarie iniziative di rilancio di fronte al basso numero degli  iscritti. Occorre agire anche sul fronte del numero dei Fondi, troppo numerosi e molti con pochi aderenti.  Una strada che è stata già intrapresa e che ha portato per esempio alla nascita di Fondaereo, frutto della fusione di Previvolo e Fondav.   In merito alla governance del Superinps, la Corte, che già in precedenza si era espressa contro l’eccessivo potere dei presidenti commissari, quando l’Inps e l’Inpdap erano enti distinti, è tornata con forza sull’argomento.  Apprezza la volontà del governo e del Parlamento di rivedere gli assetti di governo  del nuovo mega ente, anche se finora nessun atto concreto è stato fatto, come non è stato fatto niente per i processi di integrazione fra le varie componenti confluite e, non sono stati varati i regolamenti, né approntato un qualsiasi piano industriale.  La Governance dovrà incidere, oltre che nei profili della vigilanza ministeriale e dei controlli interni, nel ridisegno di ruoli e compiti degli organi di indirizzo e di gestione, al fine di correggere le eccessive concentrazioni di potere nel vertice monocratico (Presidente) e di rafforzare il Collegio rappresentativo delle parti sociali (CIV), sia nelle attribuzioni  formali che in quelle sostanziali.

Un altro aspetto importante che viene sottolineato  è quello dell’utilizzo dei dipendenti. Mentre si parla sempre più spesso di esuberi, quantificati fino a 4000 ( i più mormorano che saranno  quasi tutti di provenienza ex Inpdap), la Corte sottolinea che occorre fare una attenta e responsabile riflessione sul crescente ricorso a risorse umane esterne – nelle forme della somministrazione del lavoro a copertura dell’organico, della acquisizione di consulenze in appalto, dell’utilizzo generalizzato di procuratori e sostituti di udienza, del massiccio impiego di medici convenzionati – per le possibili incidenze sullo svolgimento di funzioni istituzionali spesso delicate e di elevato rilievo sociale ed i rischi di perdita delle stesse capacità di governo dell’Ente.

Per l’invalidità civile bisogna  riunire l’intero procedimento in un solo soggetto – dalla prima visita alla erogazione delle prestazioni – attraverso una rinnovata disciplina delle competenze e delle singole sequenze, a garanzia delle categorie da tutelare e per assicurare indipendenza e uniformità di giudizio su tutto il territorio.

Sulla attività ispettiva la Corte dei Conti rileva come  il suo ridimensionamento  reclama una programmazione più immediata  e una intensificazione degli interventi di contrasto nell’area di evasione contributiva che è sempre molto estesa.

Infine non poteva mancare una notazione sullo stato dei conti a seguito della ancora inspiegabile soppressione dell’Inpdap. Infatti i  conti generali dell’Istituto registrano una ulteriore contrazione dell’avanzo finanziario e un accentuato deficit economico, connessi al primo declino dei finanziamenti statali, dalle cui dimensioni – quantitative e qualitative (nella forma dei trasferimenti o delle anticipazioni a debito) – rimangono condizionati i pesanti saldi negativi stimati nelle previsioni assestate 2012, che incorporano lo squilibrio strutturale della seconda più grande gestione acquisita (ex Inpdap), non corretto dagli ultimi provvedimenti normativi.

Camillo Linguella

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