Riapre il cantiere pensioni: non se ne può più!

Scritto il alle 08:54 da clinguella@finanza

A partire da Settembre riapre il cantiere previdenza per una nuova riforma pensionistica. Ormai non se ne può più anche perché con l’aria che tira non si intravedono miglioramenti, ma nuovi tagli variamente motivati. E silenzio totale sulla previdenza complementare.

Viene preannunciata per il prossimo settembre una nuova riforma delle pensioni della riforma Fornero. Lo ha fatto il ministro del Lavoro Giovannini illustrando il decreto legge sul rilancio del lavoro giovanile, che fa seguito alla legge 92 del 2012 pur’essa dedicata al lavoro e pure essa fatta dalla Signora Fornero. Questo a dimostrare che le leggi sovente non bastano a risolvere i problemi. Comunque la cosa già di per sé basta a rovinare le vacanze, per chi ancora le farà e a rendere ancora più amara l’estate per chi ha dovuto rinunciarvi.
Perché mentre la parola “riforma” prima accendeva gli animi di speranza, perché una riforma era sempre concepita come apportatrice di un qualche se pur minimo miglioramento, la stessa parola oggi incupisce gli animi, perché significa solo ulteriore diminuzione di prestazioni  e di diritti.
Fra le tante misure che si ha in animo di varare quest’autunno c’è la cosiddetta staffetta intergenerazionale.
Poiché era stato fatto intendere  con dovizie di argomentazioni da più parti  che la cosa non poteva funzionare ( bastava prendere il precedente di Treu del 1997 miseramente naufragato)si pensava che il governo ne avesse fatto tesoro. Invece no. L’importane oggi è far vedere che si fa qualcosa, poi si vedrà. Speriamo che l’Europa ci dirà pure cosa dobbiamo fare in merito, se non  si capisce che ci sta a fare.
Analizziamo il meccanismo che si vorrebbe mettere in piedi: cioè quello di poter andare in pensione prima perdendoci qualcosa. E’ assolutamente da scartare l’ipotesi che un lavoratore rinunci a vita il 50% della propria pensione. Le altre decurtazioni di quanto potrebbero essere e in che misura potrebbero andare in favore ai giovani è un pianeta sconosciuto da scoprire. I risparmi sarebbero modestissimi e dirottarli su incentivi per l’assunzione magari per chi ha superato i 29 anni sarebbe la classica goccia d’acqua nel deserto.
Né inciderebbe sull’importo delle future pensioni perché il sistema contributivo attua la cosiddetta equità attuariale che consiste nel rapporto secco fra contributi versati e pensione erogata.
Il ministro Enrico Giovannini, in un’intervista al Corriere della Sera, ha ventilato l’ipotesi di un prelievo sulle pensioni sopra una certa soglia, sostenendo che “non si vede perché nel
momento in cui si chiedono sacrifici a tutti qualcuno debba essere escluso”, aggiungendo che un simile intervento “non porterebbe molti soldi, ma sarebbe una misura di giustizia sociale”. Una possibilità di giustizia sociale sarebbe l’utilizzo delle somme raccolte per coprire i vuoti contributivi dovuti ai lavori discontinui. L’idea concreta è quella di porre un prelievo dell’1% o 2% a carico delle pensioni superiori ai 2000/2500 euro mensili che verrebbe chiamato, per addolcire la pillola “contributo di equità”. La somma “raccolta” potrebbe aggirarsi sul miliardo e mezzo, non è una gran cifra come si vede e come ha anticipato il ministro del lavoro.
Un’idea che tutto sommato non sarebbe tanto malvagia, a condizione che il contributo di solidarietà sia più consistente per le pensioni d’oro e soprattutto individuare i beneficiari di questi contributi, sia esentandoli dal contributo stesso. Per esempio a finanziare un’ipotetica integrazione ad una ripristinata pensione minima, oppure dar andare in pensione le donne per vecchiaia un po’ prima senza alcuna penalizzazione.
La grande assente da tutto questo dibattito, è la pensione complementare. Fioriscono i convegni, i seminari, le grida di dolore, gli allarmi.
Ma il governo in questa partita finora non ha proferito verbo. Se andiamo a vedere gli avvenimenti più importanti, come la Giornata Nazionale della Previdenza tenuta a Milano lo scorso mese di maggio, la pubblicazione del rapporto Covip 2012. Niente, il governo è stato semplicemente zitto. Neppure un commentino di circostanza.
Che intenzione ha? La vuole rilanciare, la vuole sopprimere, vuole unificare tutti i fondi, vuole creare maggiori tutele e garanzie, vuole finalmente far partire la busta arancione e pubblicare il nuovo decreto sugli investimenti.
Ai miseri mortali tutto questo non è dato sapere.

Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.0/10 (1 vote cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +1 (from 1 vote)
Riapre il cantiere pensioni: non se ne può più!, 9.0 out of 10 based on 1 rating
5 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 1 luglio 2013 at 09:58

Ma quale “contributo di equità”????
Ad esempio mio padre, per oltre 30 anni dirigente di una grande multinazionale, ha versato come un santo, mucchi di contributi…e con la pensione di 2800 euro circa che prende ha calcolato che per riavere i suoi soldi indietro inciizzati dal 1969 ad oggi dovrebbe campare fino a 102 anni!
Mi ha sempre detto, anche quando lavorava, che se invece di versare i contributi avese potuto tenerli ed investirli (investe in titoli vari dalla fine degli anni ’70) a quest’ora saremmo ricchi sfondati.
Perchè bisogna rubare ancora a mio padre e quelli come lui??
E’ molto più “equo” mettere un tetto, facciamo di 200.000 euro lordi all’anno a TUTTE le pensioni, compresi politi e magistrati….tanto chi matura mega pensioni da 3-4 anche 500.000 euro l’anno, come i Giudici di Cassazione, è una vita che guadagna tantissimo, hanno tutti ingenti patrimoni e non si capisce come cavolo possano spendere 200-250.000 euro netti all’anno a 78-80 anni suonati!
Che cavolo ci fanno, sgasano col Ferrari in garage tutto il giorno perchè la patente gliel’hanno gia tolta anni prima?
Vivono fissi 6 mesi di fila in crociera a giocare a ramino con gli altri nonni nel ponte superlusso del transatlantico??
Ma dai…

gnutim
Scritto il 1 luglio 2013 at 10:12

Bravo Atomictonto, difficile comunque dire “politici e giudici di cassazione” il discorso non deve riguardare il fatto che non ha fatto un capzo durante la vita perchè non lo puoi dimostrare.

Però mettere un tetto a 3000 o 3500 euro al mese per le pensioni sarebbe più che dignitoso no? Soprattutto perchè sono quasi tutte pensioni di tipo RETRIBUTIVO e non CONTRIBUTIVO come ora. Quindi parità di trattamento tra i pesionati furuti e quelli passati.

Peccato che dentro a questa classe di persone ci siano soprattutto politici e dipendenti pubblici quindi gli intoccabili per eccellenza

claud57
Scritto il 1 luglio 2013 at 11:07

Il tetto o per meglio dire il taglio andrebbe eseguito su quella schiera numerosa di dirigenti pubblici che a vario livello oggi si portano a casa stipendi che un qualsiasi imprenditore se li sogna.
Enti locali, Provincie, Regioni, stato (nei numerosi compartimenti che lo costituiscono) dove una schiera numerosissima di questi individui pianifica carriere stipendi ed in previsione futura PENSIONI D’ORO. Provate a ricordare, anzi sforzatevi a farlo nel rammentare una dichiarazione di qualsiasi politico che indichi una strada per la semplificazione dell’apparato Statale dal punto di vista legislativo organizzativo ed informatico dove vi sia anche la priorità di ridurre questa schiera di dirigenti. Non lo ricordate? Perché non c’è.

draziz
Scritto il 1 luglio 2013 at 12:37

La musica è sempre quella: sfruttare l’esistente, cercando di voler cambiare tutto (a parole) e non cambiare niente perchè inviso ai soliti noti centri di potere.
Dovrebbe essere automatico il tetto alle pensioni, 3.000-3.500 mi sembra equo, 30.000 o più come qualcuno da anni percepisce grazie al sistema figurativo (soprattutto chi ha campato di politica, verificate), è un insulto ad ogni livello sociale e ad ogni tentativo di costruire un futuro più equo per tutti.
E’ solamente il retaggio ed il raggiro di decenni di un’epoca politica che ha spolpato il Paese suddividendo le classi e le personali convinzioni in Rossi e Neri, in Destra e Sinistra.
Pensione garantita dopo solo 3 o 4 anni di legislatura? Ma pedate nel c…lo e vai a lavorare veramente, altro che sgomitare per fare il parassita a spese del Paese.
Ci vorrebbe più dignità e reale senso del dovere e di rispetto nei confronti della nazione.
Il compito di Parlamentare o di Dirigente dello Stato dovrebbe essere un onere ed un compito di asservimento alle reali necessità del Paese e non un esercizio di potere personale e di miserabile costruzione di rendite.
Ma oggi chi è che vuole rinunciare e a cosa?
Tutto quello che giunge dal Parlamento non tocca minimamente lo status di chi vi alberga e tutto viene sempre rimandato ad una ipotetica legislatura successiva.
Sfido che l’INPS dà la caccia a tutte le badanti (soprattutto a chi ne fa uso) per pretenderne la messa in regola; con la pensione da Parlamentare o ex Dirigente dello Stato i soldi vengono sempre fuori, ma non è così per chi ha vissuto di busta paga o di onesto lavoro autonomo.
E’ inutile sognare, prima o poi bisognerà cambiare, i conti parlano chiaro.
Con il sistema attuale si rimanda sempre più l’inevitabile collasso della struttura sociale ed i disordini che ne potranno scaturire.
Tutto il resto sono le solite chiacchere da osteria…

draziz
Scritto il 1 luglio 2013 at 16:14

“…ha dichiarato Jianzhong (presidente dell’agenzia di rating cinese Dagong Global Credit Rating), non vi è alcun miglioramento del rating italiano perché l’economia del Belpaese è stagnante e non ci sono le riforme e le condizioni per una svolta strutturale”.

…se qualcuno ancora aveva dubbi…
ma no dai, gli stranieri sono sempre cattivi con noi perchè giochiamo bene a pallone… :mrgreen::mrgreen::mrgreen:
Mi sa che anche lì… :twisted:

Articoli dal Network
L'immagine qui sopra ormai ci accompagna dal lontano giugno 2011, un'immagine che vale più di m
Ftse Mib. L'indice si porta leggermente sopra il livello chiave dei 17.659 punti, ostacolo che nell
E certo, le leggende metropolitane continuano a circolare, stai attento Ragazzo, non investire n
E certo, le leggende metropolitane continuano a circolare, stai attento Ragazzo, non investire n
Su tutti i sottostanti sensibile diminuzione dei future ed aumento della componente put a sostegno d
Forse sono veramente poche le certezze che possiamo avere in questo contesto di mercato. Ma una
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Ftse Mib. Oggi cauto dopo aver solo sfiorato ieri la resistenza collocata a 17.659 punti, livello ch
Nelle ultime due giornate di borsa Sp è stato l'unico sottostante a rientrare nell'area di indiffer
Ieri sono andato a rivedermi le oltre 150 slide in una memorabile conferenza privata tenuta sugl