Colmare la voragine informativa sulla previdenza complementare

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Far conoscere i meccanismi del sistema previdenziale italiano, perchè si sono modificate le regole per le pensioni obbligatorie e cos’è la previdenza complementare, è una necessità indifferibile per distruggere molte leggende metropolitane. E’ importante spiegare come sia sta istituita per ammortizzare la diminuzione degli assegni pensionistici, e non per un oscuro disegno di arricchimento delle banche o tentativi di furto del Tfr. Oltre la Funzione Finanza nei fondi bisogna istituire la Funzione Comunicazione.

Da tempo la Covip, altre istituzioni in materia di previdenza complementare o soggetti attenti alle sorti della terza età dei lavoratori italiani, invocano la necessità di una capillare e compiuta informazione incentrata sui fatti e calcoli e stime future e non sulle  ideologie,  per spiegare  ai lavoratori i meccanismi del secondo pilastro previdenziale, far comprendere come si effettuano gli investimenti, le rigide tutele del risparmio previdenziale e cosa otterranno quando andranno in pensione. Così avranno le idee chiare, con cognizione di causa,  nello scegliere di  aderire o meno ad una forma di previdenza complementare.

Ma questo non avviene.

I convegni ed i seminari che si fanno riuniscono sempre gli stessi protagonisti.  La Covip ha parlato in più di una occasione dell’esistenza di una vera e propria voragine informativa, proprio perchè gli strumenti messi in campo finora non appaiono sufficienti. Uno degli strumenti parzialmente efficace è quello della costituzione della Casa del Welfare.

La Casa del Welfare, in realtà è uno stand che viene realizzato in particolari occasioni, come il Forum della P.A  per esempio, che riunisce in un unico spazio, anche per necessità economiche,  il Ministero del Lavoro, Italia Lavoro, la società del Mef che si occupa di Lavoro,  Isfol, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, Inps, Inail e Covip. Danno informazioni su quattro questioni  fondamentali   riguardante il lavoro, cioè orientamento, funzionamento del mercato del lavoro, tutele e  previdenza.

Condizione necessaria per trovare una realizzazione nel mondo del welfare è l’informazione, e quindi deve essere profuso un adeguato sforzo per migliorare e rendere più efficace la comunicazione dalle istituzioni al cittadino con un linguaggio il più possibile coerente con la lingua parlata nel quotidiano.

Nello stand gli operatori dei vari enti, ciascuno in base alle proprie competenze, rispondono  ai quesiti dei visitatori. In genere vengono offerti direttamente anche dei servizi, quali la verifica dell’estratto conto contributivo e della posizione previdenziale e l’iscrizione a Cliclavoro.

L’intenzione è quella di testimoniare la volontà di rappresentare un nuovo sistema di governance teso a rendere più agevole l’accesso al mercato del lavoro e ai servizi sociali e previdenziali. Le intenzioni sono nobili, ma non sufficienti. La Casa del Welfare sporadica ed episodica non può sortire grossi risultati. Bisogna rendere permanenti questi “siti” dove venga svolta un’attività consulenziale in posizione di terzietà  sui quattro  temi elencati prima, in particolare sul mercato del lavoro e le politiche giovanili e sulla previdenza, segnalatamente sulla necessità di investire nel risparmio previdenziale.

Per il secondo anno Covip ha dedicato un paragrafo della Relazione annuale alla comunicazione e all’educazione previdenziale. Riconoscendo “l’opportunità di uno specifico impegno istituzionale volto a realizzare una diffusa consapevolezza in materia pensionistica”, nel 2012 ha creato un’unità organizzativa dedicata alla comunicazione e, come primo atto di un piano di attività dedicate alla diffusione dei temi previdenziali, realizzato un’indagine con Censis per verificare le competenze dei lavoratori su tali argomenti, i cui risultati sono stati disarmanti.

Per chi si occupa di comunicazione sa  che non ci si improvvisa comunicatori. Serve una pianificazione, servono messaggi brevi e chiari che siano in grado di interessare, scalfendo la chiusura a riccio che si avverte negli interlocutori ogni volta che si affronta l’argomento previdenza complementare e il conseguente apporto del Tfr.

A fianco all’educazione previdenziale propriamente detta, occorre inserire anche quella finanziaria, attività nella quale si sta evidenziando Certificati e Derivati.  Essa deve consentire di conoscere almeno gli aspetti di base, anche qui per fugare il timor panico dei  mercati finanziari. . Questi  progetti educativi devono essere fatti nelle scuole di ogni ordine e nelle aziende, i primi rivolti agli studenti, i secondi ai lavoratori.

 Poiché sono cose che richiedono tempi molto lunghi, legati come sono a doppio file al dispiegarsi dell’attività politico-burocratica,  si può anche immaginare che i Fondi Pensione, a fianco alla Funzione Finanza costituiscano una Funzione Comunicazione che abbia come obiettivo specifico quello di comunicare (spiegando) non solo con gli aderenti ma con tutti i lavoratori di riferimento.

Camillo Linguella

 

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