Inps: la sorpresa dei sepolcri imbiancati

Scritto il alle 08:22 da clinguella@finanza

Mastrapasqua alla fine si è dimesso. Mentre scatta il toto-successione non ci si dimentichi di fare, oltre le regole di incompatibilità, una governance efficace e attribuzione di poteri ben definiti.
Ora che il presidente dell’Inps si è dimesso come avevo facilmente  previsto, tutti a meravigliarsi dei suoi molti incarichi, a gridare allo scandalo, stracciarsi le vesti e giurare che una situazione del genere non si ripeterà mai più. Il più deciso è  il presidente del Consiglio che del presidente dell’Inps conosceva bene incontrandolo da sempre nella casa dello zio Gianni. Quindi non faccia finta di non sapere niente. Tutti  erano a conoscenza di tutto, anzi facevano la fila davanti al suo studio.

E’ un vizio tipicamente italiano. Il potente è ossequiato servilmente fino alla caduta e vituperato appena un attimo dopo. Simili a sepolcri imbiancati
Non è che io difenda questo stato di cose. Il blog da sempre si è battuto per una nuova governance ritenendo quella in essere inadeguata rispetto agli accresciuti compiti e pericolosa per un eccessivo accentramento di poteri. Uno dei primi articoli del blog è proprio dedicato ad esso, come pure nell’articolo in cui fui facile profeta nel dire che avrebbe fatto come la Di Girolamo.

Intendiamoci, il problema non è Mastrapasqua, ma si tratta di un problema di regole e di etica, anzi specialmente di etica.

Prima del nuovo assetto, il governo vuole disciplinare le incompatibilità. Nella governance dei fondi pensione i conflitti di interesse sono ben disciplinati, quindi non si tratta di una cosa nuova. La legge riguarderà tutti gli enti pubblici, economici e non, mentre probabilmente i regolamenti attuativi li scriverà la Funzione pubblica. Saranno vietate le cariche multiple in società private e pubbliche, con regole più stringenti anche in merito alle consulenze. L’idea del governo è quella  di graduare i divieti, a seconda dell’importanza dell’ente e probabilmente saranno vietate le consulenze con enti e società che operano nello stesso settore dell’ente in cui si riveste la carica. Il modello legislativo già esiste ed è quello che riguarda i membri di governo. Contemporaneamente deve essere varata la nuova governance.
Il problema si pose già all’indomani della soppressione dell’Inpdap per adeguarla alla nuova realtà e ciò a prescindere dai richiami della Corte dei Conti che aveva evidenziato l’eccessivo accorpamento dei poteri in una sola persona.
In realtà i molteplici incarichi ricoperti  erano conosciuti sin dall’epoca del suo insediamento Nel 2008, data di nomina all’Inps era direttore generale dell’ospedale Israelitico e nessuno ebbe il buon senso di suggerirgli di fare “una scelta saggia” e lasciare quell’incarico.

Furono giudicati irrilevanti rispetto al compito di guidare un istituto importante e strategico come l’Inps. La stessa considerazione venne probabilmente fatta dopo la soppressione dell’ente pensionistico dei pubblici dipendenti. Per portare a segno un’operazione di tal fatta occorreva un uomo ritenuto, da destra e da sinistra, di sperimentata capacità ed il governo Monti non ebbe difficoltà a riconfermarlo per legge fino a tutto il 2014, dandogli l’incarico di redigere il Piano industriale del nuovo ente, perché di fatto il Superinps è un nuovo ente.
All’indomani della soppressione dell’Inpdap  Dagospia mise immediatamente in piazza  i molteplici incarichi.
I Sindacati e Confindustria fecero un avviso comune sulla nuovo assetto da dare e mi sembra che qualche partito avanzò una sua flebile richiesta per una nuova governance.
Il Comitato di Indirizzo e Vigilanza dell’Inps fu il primo a denunciare i possibili effetti nefasti, dal punto di vista finanziario, derivanti dalla soppressine dell’Inpdap.
Problema prima smentito, poi fatto proprio da Mastrapasqua, finchè la legge di stabilità ha risolto il problema addossando allo Stato il ripianamento dei conti Inpdap, anche se il bilancio 2014 prevede un disavanzo di circa 12miliardi di euro. La risposta dell’Inps viene affidata ad una nota: ”Il sistema previdenziale è perfettamente in equilibrio. Con la legge di stabilità il patrimonio Inps è protetto dall’erosione determinata dall’incorporazione Inpdap. Fino all’incorporazione dell’Inpdap nel 2012 nonostante la crisi economica iniziata nel 2008, il patrimonio netto dell’Inps presenta una sostanziale stabilità, così come si rileva dai dati ufficiali dei bilanci consuntivi e preventivi dell’Istituto”.

Il problema della governance divenne ancora più urgente dopo l’esplosione del balletto di cifre rispetto alla effettiva consistenza degli esodati, quando l’Inps, ormai divenuto un potere autonomo, sciorinava direttamente ai giornali, invece che al ministero del lavoro, il numero degli esodati. La Fornero se la prese a male e non avendo la forza di “dimetterlo”, insediò una commissione che in breve tempo fece le sue proposte: rafforzamento del Civ, ricostituzione del Cda, maggiori e più definiti poteri al direttore generale. Il modello doveva andare in vigore dall’inizio di quest’anno. Ma caduto il governo Monti e con esso la Fornero, verificata l’irrilevanza politica dei due soggetti post elezione febbraio 2013, uno ridimensionato a mesto senatore a vita, l’altra tornata ai suoi studi, il governo delle larghe intese per prima cosa ha rinominato il Civ con le vecchie regole, rinviando il nuovo assetto di governo dell’ente a dopo l’approvazione del nuovo piano industriale, prorogando di fatto Mastrapasqua per tutto il 2014.  Poi si sarebbe visto.
Tutto questo poche settimane fa.
Finchè qualche cosa è cambiato improvvisamente ed un quotidiano nazionale molto importante  si  è  deciso a rendere noto, non si sa come l’abbia saputo, ma questo è un dettaglio trascurabile, l’esistenza di un’inchiesta sui rimborsi  all’Inps da parte dell’Ospedale Israelitico di Roma. Un’indagine fotocopia di un’altra conclusa con un nulla di fatto anni addietro.

Il cambio della guardia comporterà due effetti immediati, uno esterno ed uno interno. Quello esterno sarà l’accelerazione del piano industriale proposto dal direttore generale Nori. Finalmente si potrà studiare ed esaminare nel dettaglio come si intende gestire il più grande ente previdenziale italiano, come porsi per esempio sulla separazione della previdenza dall’assistenza, il ruolo che intende occupare rispetto alla previdenza complementare eccetera.
Occorrerebbe e sembra un fatto marginale, cambiare anche il nome dell’istituto. “Inps”  non è più sufficiente a sintetizzare la ragione sociale dell’ente, e Inps-Inpdap è molto riduttivo. Occorre tener presente tuttavia che il semplice cambio di nome ha dei costi elevatissimi, perché occorre cambiare logo, carta intestata, insegne ecc, per cui alla fine, in tempi di spending review, Inps va bene lo stesso, non è questione di forma se cambia la sostanza.
Quello del fronte interno riguarda la gestione delle risorse umane. Finita, si spera, l’epoca “inpscentrica” dove per definizione il personale ed  i dirigenti dell’Inps erano migliori e più competenti degli altri, e all’interno di questi, i “mastrapasqauali”, che andranno ricondotti a compiti corrispondenti alle effettive capacità, ma senza liste di proscrizione, ci sia una redistribuzione di incarichi in base alla preparazione e non all’appartenenza, nel senso che anche quelli provenienti dall’Inpdap, Enpals ed Ipost possano essere messi alla prova. A questo scopo andrebbe fatta una immediata rilevazione delle competenze.

Ridurre subito le direzioni centrali, accorpare le aree in dipartimenti  tipo prestazioni, risorse umane, contributi, pianificazione, patrimonio, prestazioni sociali con quattro cinque megadirettori centrali e una ventina di dirigenti generali.

Così si risparmieranno una trentina di megastipendi e si produrrà una nuova efficienza nell’erogazione dei servizi, una volta tanto un beneficio per gli iscritti e per i pensionati.

Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 7.0/10 (5 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Inps: la sorpresa dei sepolcri imbiancati, 7.0 out of 10 based on 5 ratings
2 commenti Commenta
draziz
Scritto il 5 febbraio 2014 at 11:56

Quale sia la differenza tra l’attuale sistema politico che governa l’Italia ed una dittatura è forse diventato solo un problema di semantica…
Già ieri su questo sito, in un post di Dream Theater, si parlava di grado di corruzione del sistema e di come gli italioti (termine coniato per identificarci tutti come beoti?) siano più o meno convinti che sia normale, che non capita solo a noi…
Anche da quello che si legge ora sull’argomento INPS, sulle persone e sugli incarichi, sempre ed inevitabilmente stabiliti per via politica, non si può non pensare alla tiritera della “lotta all’evasione”.
Perchè pensate che ci sia questo sforzo immane per controllare i vostri acquisti, i vostri conti correnti, le vostre abitudini (sempre le vostre, mai le loro…) ?
Perchè i soldi devono finire solo ed esclusivamente nelle mani del sistema, di questo cancro devastante che ha affossato il Paese e che lo condurrà alla rovina.
Non solo non hanno più ritegno, come si legge qui sopra, ma continuano impunemente ad insultare i cittadini come quel tale che, da pensionato di lusso con oltre 30.000 (trentamila) Euro al mese, ha ricevuto un importantissimo incarico istituzionale e schernisce i giovani laureandi esortandoli a darsi da fare per non vivere un futuro “dove dormiranno in macchina”…
Hanno legalizzato ed istituzionalizzato la figura della faccia di m…a con la scusa di interessi superiori: tanto per capirci, superiori ai vostri…
Piantatela di dire: ma cosa possiamo fare?
Pensateci bene, gli strumenti democratici li avete, basta solo ritornare in possesso delle proprie coscienze e della propria dignità di cittadino!
Altro che: “il nuovo che avanza”…

andrea4891
Scritto il 5 febbraio 2014 at 21:37

draziz@finanza,

QUOTO E STRAQUOTO

Articoli dal Network
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2019/2020 (range 15017/25483 ) [ i
TIM: utile netto 2020 a € 7,2 mld, il bilancio spinge il titolo in Borsa   Nel corso di s
La vita è una negoziazione continua. L’arte del negoziare è diventata una attività indispen
Come ho già detto in passato, meritano grande attenzione, per le dinamiche di mercato, l’anda
Nella puntata di oggi Pierpaolo Scandurra CEO di Certificati e Derivati ci illustra alcune strateg
Amazon annuncia oggi il lancio degli Amazon Launchpad Innovation Awards, un concorso a partecipazion
In questi ultimi due anni in molti mi hanno scritto chiedendomi quando uscirà il secondo libro,
Movimentazioni monetarie piuttosto eterogenee. Sul Ftsemib importante ingresso di put a strike 23
Oggi vorrei ribadire un concetto importante che mi sembra non ancora chiaramente afferrato:
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2019/2020 (range 15017/25483 ) [ i