Pensare alla vecchiaia

Scritto il alle 09:44 da [email protected]

Il governo sempre più  silenzioso  sulle pensioni. Molti maitre à penser accusano i vecchi pensionati dell’attuale squilibrio dei conti, mentre per la previdenza complementare il tfr è un’opportunità.

In tema di previdenza, il settore pensionistico è in fermento progressivo perché da parte dei rappresentanti dell’esecutivo nessuno vi fa in qualche modo accenno. Eppure i problemi irrisolti non mancano, dalla riforma Fornero, alla stagnazione della previdenza complementare. A ricordare l’urgenza della questione c’è stato un convegno dell’Associazione Lavoro e Welfare del 27 febbraio scorso, il cui presidente è un membro autorevole, sono certo,  del partito di maggioranza che sostiene il governo. Teoricamente dovrebbe essere al corrente dell’aria che tira.  Di questo convegno ne abbiamo già dato conto, rilevando come nel decalogo proposto sulla materia, manchi anche qui il punto relativo alla previdenza aggiuntiva.  Allarmati da questo silenzio, le Organizzazioni sindacali che hanno chiesto un incontro urgente al neo ministro del Lavoro Poletti per proporre un’agenda quasi analoga a quella proposta da Damiano, ma con l’esplicita indicazione di rilancio della previdenza complementare.
E’ vero che il governo è impelagato con la revisione dei conti che gli vuole imporre l’Europa, la crisi dell’Ucraina caduta fra capo e collo, i sottosegretari indagati eccetera, ma una parolina gentile ai pensionati poteva dirlo. In sua vece parlano gli studiosi vicino al nuovo cerchio di comando, come Tito Boeri per esempio.

Che poi sarebbero quelli favorevoli ad un nuovo taglio di tutte le pensioni in essere liquidate con il sistema retributivo, perché secondo loro hanno preso di più di quello spettante e frodando così i  futuro previdenziale dei giovani.

Detto così ci sarebbe portati a pensare che tutte quelle in pagamento siano delle pensioni d’oro. Ma non è così; infatti dalla quantificazione che ne  ha fatto l’Inps si è visto che i  Paperoni pensionati sono un numero esiguo mentre è stragrande il numero di quelli  che percepiscono un importo che stenta ad avvicinarsi ai 1000 euro mensili. Importo che  è  indicato da alcuni, nella discussione del salario di cittadinanza garantito per tutti, come soglia minima . Mi viene un moto di indignazione quando pasciuti economisti individuano nel pensionato da  1000 / 1500 euro mensili  netti, come qualcuno che abbia frodato i giovani mentre lo  vedo districarsi nel  mercato rionale per trovare la verdura che costa di meno o abbigliarsi sulle bancarelle dello stesso mercato.
Morale della favola, anche per le pensioni, come per il resto, è meglio pensarci da sé, lontano degli artigli predatori della finanza pubblica. Il metodo sicuro attualmente è andare nel privato per costituirsi un gruzzoletto di riserva.
Quello della prevenzione per la vecchiaia non è un problema  che emerge all’improvviso in questo scorcio di secolo. Il più accorti, in genere  coloro che avevano disponibilità economiche, si sono sempre preoccupati di salvaguardare la loro vecchiaia e lo hanno fatto in vari modi: investendo nella casa, il mitico mattone, comprando i buoni postali comprando i buoni ordinari del Tesoro.
Fa quindi leggermente sorridere quando fra il rifiuto ad aderire alla previdenza complementare viene citato il presunto l’azzardo di questa sui mercati finanziari, come sei fondi pensione si discostassero dalle prudente politiche di investimento indicate.
La prevenzione ed il risparmio siffatto non era finalizzato ad assicurarsi lo stesso tenore di vita una volta andato in pensione ma per fronteggiare qualche evento imprevisto come una un intervento chirurgico per esempio.
Chi,invece,  oltre ad avere delle disponibilità economica era più addentro alle cose finanziarie, si spingeva fino alla sottoscrizione di una polizza sulla vita, così da  assicurarsi una rendita mensile per quando non sarebbe stato più in grado di lavorare per vecchiaia ,  malattia o invalidità.
In base allo scenario tratteggiato sopra, ora tutti dovrebbero “farsi una polizza sulla vita” aderendo alla previdenza complementare che contempera le due esigenze, quella di mantenere il tenore di vita di prima ed essere capaci di fronteggiare un evento imprevisto. Infatti il montante accumulato può essere trasformato tutto in rendita, oppure fino al 50% dello stesso riscosso in unica soluzione ed il rimanente si trasforma in rendita.
L’utilizzo del Tfr ha dato a tutti la possibilità di accedere a quest’opzione previdenziale che altrimenti sarebbe stata molto costosa.

Purtroppo, come ci dicono impietosamente le statistiche, questa opportunità non viene utilizzata che in minima parte. Anzi proprio l’utilizzo del Tfr, invece come strumento di contenimento degli oneri, è percepito come una ingiusta privazione per cui l’adesione ai Fondi pensione rimane un fatto elitario.
Invece urge la pianificazione del proprio futuro.
.
Il processo di pianificazione inizia cominciando a prevedere quale sarà  l’importo pensionistico  del primo pilastro. Si tratta di individuare attendibilmente l’ammontare delle prestazioni che costituiranno le nostre entrate future alla data di pensionamento. Ciò ci farà capire meglio quanto la pensione sarà in grado di coprire le nostre esigenze. Questa  analisi ci farà individuare  il tasso di sostituzione, elemento indispensabile per valutare la necessità di una integrazione pensionistica.
Il tasso di sostituzione è il rapporto fra ultimo stipendio e importo della prima rata di pensione
Il tenore di vita è lo stile di vita che abbiamo oggi:  Tipo e qualità del vitto, abbigliamento, ecc…   È importante quindi comprendere se e come questo cambierà dopo il pensionamento e come fare per mantenerlo inalterato. Nel pianificare la strategia non possiamo guardare soltanto ai consumi ricorrenti, ma anche all’accumulo di un capitale di sicurezza che ci consenta di far fronte a eventi imprevisti. Cosa fare dunque: conviene  aderire a una forma di previdenza complementare o tenerci il TFR come capitale di sicurezza, quale livello di rischio possiamo assumerci nello scegliere un comparto se ci iscriviamo ad un fondo. Scegliere un comparto garantito o dinamico?Non dimentichiamo che vanno considerati anche i vantaggi fiscali legati alla previdenza complementare rispetto alla scelta di altri strumenti di risparmio.
Ora siamo in attesa di provvedimenti  che siano favorevole per tutti i  lavoratori dipendenti. Prima di tutto,  assicurare un lavoro continuativo e qualora questo non sia immediatamente possibile coprire i vuoti contributivi che vengono a crearsi tra un lavoro precario e l’altro.
Vedremo  su questo  cosa dice il cosiddetto “Jobs act”  che inconsciamente è al plurale, quasi a dire che non è  di provvedimento  sul lavoro si tratta,  ma una legge sui lavori.

Camillo Linguella

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (2 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0 (from 0 votes)
Pensare alla vecchiaia, 10.0 out of 10 based on 2 ratings
Tags: , ,   |
Nessun commento Commenta

Articoli dal Network
Tutti con l’attenzione rivolta al differenziale di rendimento 10y-2y. Altri invece preferiscon
Un weekend all'insegna del plastic free con centinaia di eventi previsti in tutta Italia, dalla
America first again. A qualunque costo, con qualunque mezzo. E noi siamo più grandi e potenti
Ftse Mib: l'indice italiano è riuscito a superare il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 20.471
Fra il rapporto annuale sullo Stato Sociale fatto dall’Università la Sapienza il 29 maggio scorso
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u
Malgrado tutte le tensioni sull’Italia, una cosa la dobbiamo dire. Il BTP ci sta sorprendendo.
Ftse Mib: l'indice italiano riprova a infrangere l'area dei 20.500 punti, per mettere nel mirino i 2
In settimana, il buon Donald è tornato a farsi vivo, in molti non lo hanno notato, il mercato p
FTSE MIB INDEX Setup e Angoli di Gann Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) [ u